lunedì, Agosto 8, 2022

Negoziati ONU biodiversità: escalation della crisi di natura

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SI È CONCLUSO A GINEVRA IL ROUND DI NEGOZIATI PER CONCORDARE UN PIANO GLOBALE CONTRO L’ESCALATION MONDIALE DELLA CRISI DI NATURA. IL WWF HA MANIFESTATO LE SUE PREOCCUPAZIONI PER I LIMITATI PROGRESSI COMPIUTI DURANTE LE DUE SETTIMANE E MEZZO DI NEGOZIATI

I negoziati di Ginevra 

Il meeting della Convenzione sulla Diversità Biologica (CBD) ha riunito i negoziatori dei governi mondiali per la prima volta in presenza dall’inizio della pandemia di COVID-19.

In discussione la bozza di testo del “Quadro globale sulla biodiversità” (Global Biodiversity Framework) post-2020.

I Paesi non si incontravano fisicamente dai colloqui tenutisi a Roma nel febbraio 2020. Ora il piano finale dovrebbe essere adottato alla COP15 della CBD a Kunming, in Cina, entro la fine dell’anno.

Sarà un’opportunità irripetibile per raggiungere un accordo globale per affrontare la perdita e la crisi di natura.

«Il mondo ha finalmente compreso che la perdita di natura rappresenta un’enorme minaccia per salute e benessere umano», ha dichiarato Marco Lambertini, direttore generale del WWF Internazionale.

«Eppure – continua Lambertini -, nonostante i leader abbiano ripetutamente dichiarato il proprio impegno ad agire per proteggere la natura, a Ginevra abbiamo assistito solo a piccoli passi avanti. Sarà essenziale che nel prossimo round di negoziati ci sia una maggiore leadership se vogliamo raggiungere un accordo sulla strategia globale per la biodiversità a prova di futuro e in linea con le sfide che dobbiamo affrontare»

I negoziati a Ginevra non sono riusciti a compiere progressi in diversi settori chiave, come il piano finanziario e l’equa condivisione delle risorse genetiche. Ciò ha reso necessario l’annuncio di un ulteriore ciclo di negoziati a Nairobi dal 21 al 26 giugno.

Il WWF ha evidenziato la mancanza di sostegno politico e leadership come fattori determinanti nelle difficoltà incontrate.

I governi devono dare la giusta priorità ai negoziati di giugno, affinché sia evitato un possibile fallimento della stessa COP15. Importante è stato il consenso sull’obiettivo del piano che deve essere quello di invertire la perdita di biodiversità entro il 2030.

Protezione habitat, conservazione biodiversità, ecco la bozza dell’accordo

I target della bozza attuale dell’accordo ONU si concentrano sulla protezione degli habitat, sull’arresto della perdita di specie e sulla conservazione della diversità genetica.

L’obiettivo globale di protezione e ripristino del 30% della Terra e degli oceani è stato ampiamente appoggiato durante i negoziati di Ginevra.

Il WWF ha sottolineato che un mondo nature-positive non sarà possibile senza agire sulle cause della crisi di natura

«Accogliamo con grande favore il crescente consenso raccolto dall’approccio nature-positive per invertire la perdita di biodiversità entro il 2030. A differenza del cambiamento climatico – ha aggiunto Lambertini -, la perdita di natura è ancora priva di un piano che sappia guidare le attività in tutti i settori. I Paesi devono quindi garantire urgentemente un alto livello di ambizione alla COP15, assicurandosi che il piano finale contenga tutti gli ingredienti per realizzarlo. È fondamentale arrivare alla fine di questo decennio con più natura, non con meno. I governi dovrebbero agire concretamente per invertire la perdita di natura».

Un elemento su cui porre particolare attenzione è l’obiettivo relativo alle specie, contenuto nella bozza di accordo.

La precedente strategia per la biodiversità, adottato ad Aichi, impegnava i governi mondiali a fermare la perdita di specie entro il 2020.

Porre fine alla perdita di specie entro il 2030, è un obiettivo, ma il WWF è preoccupato che i governi non siano disposti ad anticipare l’azione.

I Paesi in via di sviluppo hanno chiesto maggiori finanziamenti per sostenere azioni a favore della biodiversità. Il WWF ha sottolineato la necessità che a Nairobi i Paesi trovino un accordo su come sarà finanziato il piano finale.

Senza un forte meccanismo di attuazione e maggiori finanziamenti, il piano definitivo delle Nazioni Unite non sarà in grado di garantire un’azione ambiziosa sul campo.

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