giovedì, Febbraio 9, 2023

The Mountain Touch, a Torino una mostra che rivaluta la natura

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SONO NUMEROSE LE RICERCHE CHE, A LIVELLO ITALIANO E INTERNAZIONALE, STANNO PRODUCENDO EVIDENZE SCIENTIFICHE DELL’IMPATTO POSITIVO DELLA NATURA SUL NOSTRO PIANO BIOLOGICO E PSICOLOGICO. UNA MOSTRA A TORINO, DAL TITOLO “THE MOUNTAIN TOUCH”, ALLESTITA AL MUSEO DELLA MONTAGNA E VISITABILE FINO ALLA PROSSIMA PRIMAVERA, ESPONE OPERE DI ARTISTI CHE HANNO VOLUTO RAPPRESENTARE L’INDISSOLUBILE LEGAME TRA L’UOMO E LA NATURA

Fino al 2 aprile 2023, il Museo della Montagna di Torino ospiterà la mostra “The Mountain Touch”, a cura di Andrea Lerda. La mostra è nata nel solco della precedente esposizione “Ecophilia. Esplorare l’alterità, sviluppare empatia”.

La rassegna di opere ha messo in luce una serie di evidenze emerse in relazione alla crisi climatica e al periodo pandemico. In risposta alla perdita di biodiversità e al progressivo degrado degli ambienti naturali, è aumentata la consapevolezza che natura e benessere sono collegate.

È così maturata l’idea che il nostro benessere fisico e mentale sia strettamente legato a quello del nostro pianeta. Il contatto con la dimensione visibile e invisibile degli ambienti naturali si traduce, infatti, in una minore incidenza di allergie e di stress.

Migliorano i processi mentali e il benessere psichico. La mostra espone, dunque, opere che tendono a far riallacciare l’ancestrale rapporto tra l’uomo e la natura.

“The Mountain Touch”, una mostra che rivela la relazione tra salute e ambiente

L’esposizione non ha la pretesa di offrire una lettura esaustiva del tema. Prova, tuttavia, a offrire una panoramica dei principali temi di ricerca in materia e apre a una serie di interrogativi. Quale impatto potrà avere la devastazione ambientale in corso sulla nostra salute? Come ricorrere all’ecoterapia per far fronte all’ecoalienazione?

Che ruolo rivestono esperienze come la montagnaterapia, la terapia forestale, l’ormai noto Shinrin-Yoku o “bagno di foresta”? Quale la funzione della progettazione biofilica e quella di parchi urbani per arginare la sindrome da “deficit di natura” o le malattie mentali psicoterratiche?

L’arte dialoga con la scienza

La mostra presenta le opere di quattordici artisti italiani e internazionali, in dialogo con una narrazione scientifica. È a cura di Federica Zabini e Francesco Meneguzzo, ricercatori presso l’Istituto per la BioEconomia del Consiglio Nazionale per le Ricerche. Quest’ultimo conduce da anni la più ampia campagna sperimentale mai effettuata sugli effetti della terapia forestale e delle immersioni negli ambienti verdi. Un lavoro condotto insieme al Club Alpino Italiano e al Centro di Riferimento per la Fitoterapia della Aou Careggi a Firenze.

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