Mongrassano, proseguono i lavori del parco eolico, con le autorizzazioni scadute

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Parco eolico “Aia dei venti” di Mongrassano (CS), le irregolarità e le posizioni della Regione Calabria, del MIBAC e della ditta esecutrice dei lavori

Produzione di energia elettrica da fonte eolica

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L’area boschiva scelta per far sorgere il parco eolico

Fa discutere e solleva dubbi la realizzazione dell’impianto per la produzione di energia elettrica da fonte eolica nei comuni di Mongrassano, San Marco Argentano e Cervicati (CS), precisamente in località Aia dei venti”, denominata anche “Aria dei venti”.

Un affare di 40milioni di euro, autorizzato dalla Regione Calabria con decreto dirigenziale del 20-6-2014. L’impianto prevede la realizzazione di sei torri eoliche alte 150 metri su un’area classificata ad alto rischio sismico e idrogeologico, dove è prevista una colata di circa 12mila mc di calcestruzzo, oltre al carico delle sovrastrutture.

Gli abitanti dei tre comuni sono preoccupati per la realizzazione dell’impianto da 16 megawatt che mette in pericolo un territorio fragilissimo e hanno costituito il “Gruppo ambiente e territorio” di Mongrassano per tutelare l’intera area.

Recentemente, il suddetto Gruppo ha segnalato a tutti gli uffici competenti che «l’autorizzazione unica n. 7505 del 20/06/2014, rilasciata dalla Regione Calabria per la realizzazione del parco eolico “Aria del vento”, con termine di inizio lavori entro 90 giorni dal rilascio del suddetto atto e poi prorogato dalla Regione Calabria sino al 06/10/2015, risulterebbe priva di efficacia in quanto scaduta da tempo e che inoltre i predetti lavori hanno avuto inizio soltanto nell’anno 2019, nonostante il titolo autorizzativo non avesse più alcuna efficacia. Uno degli uffici destinatari della suddetta comunicazione, in accoglimento della predetta segnalazione, da alcuni giorni riscontrava quanto segue: inizio dei lavori oltre il termine di scadenza fissato dall’autorizzazione unica, cioè dopo circa tre anni dal fissato termine di inizio lavori; mancato inizio dei lavori entro il 06/10/2015, con conseguente decadenza del titolo autorizzativo; mancata osservanza delle disposizioni normative relative alla concessione di proroga, per una sola volta, dell’autorizzazione unica.

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Aia dei venti, i lavori per far sorgere il parco eolico proseguono senza autorizzazioni

Pertanto – si legge ancora nella segnalazione – il responsabile del suddetto ufficio ha chiesto in data 16/10/2019 al Dipartimento sviluppo economico – attività produttive, settore 5 – infrastrutture energetiche, attività estrattive, fonti rinnovabili e non rinnovabili della Regione Calabria di valutare la sussistenza dei presupposti di un provvedimento di decadenzadell’autorizzazione unica n. 7505 del 20/06/2014. Atteso che, nonostante le varie e insanabili irregolarità e decadenze dei provvedimenti amministrativi, riscontrate e segnalate da tempo dal “Gruppo ambiente e territorio” e che hanno trovato puntuale conferma da parte del suddetto ufficio della pubblica amministrazione, con grande stupore ed in modo inverosimile, i lavori di costruzione del suddetto parco eolico proseguono, a quanto pare, in totale violazione della normativa edilizio – urbanistica di settore. Pertanto, si ritiene necessario e non più rinviabile, l’intervento urgente di tutti i soggetti obbligati ex lege a vigilare sulla vicenda al fine di impedire l’arbitraria e non autorizzata prosecuzione dei suddetti lavori, con immediata interruzione degli stessi, demolizione delle opere eseguite e ripristino dello stato dei luoghi, a totale ed ineludibile salvaguardia del patrimonio paesaggistico, espressamente tutelato dall’art. 9 della nostra Costituzione».

I lavori, dunque, sarebbero dovuti iniziare nel 2014 e terminare a giugno 2019, ma furono prorogati all’anno successivo. In realtà, sono iniziati nei primi mesi del 2019 e hanno già distrutto un intero patrimonio boschivo e modificato tutto l’assetto idrogeologico e ambientale, senza tener conto del vincolo incendi (l’ultimo è divampato nel 2017), né delle tradizioni, visto che la strada per la costruzione del parco ricade su un sentiero riconosciuto dall’Atlante storico dei percorsi francescani (Via Frangigena, percorsa da San Francesco di Paola da San Marco Argentano a Paola, attualmente distrutta).

I lavori sono stati sospesi dalla Direzione generale del MIBAC

Ma non finisce qui: i lavori sono stati sospesi dalla Direzione generale del MIBAC nello scorso mese di maggio, a causa dell’autorizzazione ambientale scaduta nel 2017 e per irregolarità nell’iter amministrativo.

parco eolicoL’impresa costruttrice ha, quindi, presentato ricorso al Tar Calabria, che ha sospeso il provvedimento del MIBAC e i lavori sono ripresi nei primi giorni di settembre.

Una grossa irregolarità su cui è intervenuta nei giorni scorsi la senatrice Margherita Corrado, che ha indirizzato una lettera “infuocata” alla Direzione generale ABAP del ministero dei Beni culturali, cioè all’arch. Galloni «per deplorare – scrive la senatrice – la risposta, giunta il 31 ottobre, dunque dopo due mesi, alla lettera del 3 settembre in cui le chiedevo ragione della ripresa dei lavori del parco eolico di Mongrassano (CS) a dispetto del fermo decretato a fine maggio 2019 dal suo predecessore, fermo che il Tar Calabria ha annullato su istanza della Gamesa Spa (la ditta esecutrice dei lavori, ndr) e la Direzione generale ABAP dovrebbe avere impugnato al Consiglio di Stato. Ricordo il tira e molla sconcertante che ha caratterizzato il provvedimento di fermo, eseguito solo giorni dopo l’ordinanza, la ripresa contestatissima dei lavori, le iniziative dei comitati civici per bloccarli nuovamente, le irregolarità procedurali degli enti pubblici e del privato smascherate dalle carte stesse. Ebbene, dopo due mesi di meditazione, la direttrice Galloni mi risponde con una formuletta, una filastrocca senza senso né contenuti che non sa neppure richiamare con data e protocollo la mia nota del 3 settembre ma la chiama semplicemente “segnalazione effettuata”. Dopodiché, zero contenuti, zero rispetto per le urgenze e le aspettative dei cittadini di Mongrassano, S. Marco Argentano e Cervicati. Ho lamentato pesantementeprosegue Margherita Corradola deriva della Direzione generale, con cui ho contatti epistolari da cinque anni e che mai avevo visto cadere così in basso e ho chiesto l’accesso agli atti, perché a questo punto è bene chiarire se si tratti di sola sciatteria o di volontà di nascondere qualche imbarazzante verità dietro quattro righe di burocratese».

Il MIBAC ha ora presentato ricorso al Consiglio di Stato e la speranza è che non si pieghi agli interessi della ditta esecutrice, che prosegue, tuttavia, i lavori con autorizzazioni scadute, distruggendo un intero territorio.

Legge, istituzioni e dirigenti sono chiaramente genuflessi davanti alla Gemesa e agli affari milionari che l’opera sottende, senza considerare che la Calabria non ha bisogno di energia eolica, avendo già raggiunto da anni la piena autosufficienza e che avrebbe bisogno, invece, di difendere il proprio territorio dagli attacchi di gente priva di scrupoli.

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