La mobilità elettrica per limitare l’inquinamento

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La situazione italiana ed europea e le proposte di Legambiente per limitare l’inquinamento dell’aria

La bicicletta classica o elettrica è il mezzo di trasporto che non solo non produce inquinamento ma è anche salutare e antistress.
Secondo uno studio pubblicato dall’ONU, se le maggiori città europee investissero nel trasporto a due ruote, oltre 75mila persone potrebbero trovare lavoro.
Inoltre, potrebbero crearsi oltre 3mila posti di lavoro solo a Roma e salvare quasi 200 vite l’anno, se la nostra capitale adottasse lo stesso modello di Bike sharing di Copenaghen.

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Bici elettriche da corsa

Infatti, a Copenaghen, il 62% degli abitanti utilizza la bicicletta per andare al lavoro. Proprio per questo i danesi hanno investito nella costruzione di infrastrutture (come ponti e rampe) per favorire l’uso del mezzo a due ruote.

Il Copenhagenize Bicycle Friendly Cities Index ha analizzato 136 città tra cui 18 città europee. In classifica non c’è neanche una città italiana. In elenco ai primi posti si confermano la Scandinavia e i Paesi Bassi.

È necessario munirsi di buona volontà per limitare l’inquinamento dell’aria, soprattutto in questo periodo in cui, con l’apertura delle scuole, è ripartito il traffico sulle strade e l’uso dell’auto.

Lo studio di Geotab

La Geotab (azienda canadese attiva nei servizi per la mobilità) ha analizzato i dati di percorrenza giornaliera di migliaia di veicoli che circolano in USA, Canada, Spagna, Italia, Gran Bretagna, Paesi Bassi e Germania.

Dall’analisi è emerso che l8% di veicoli con motore a scoppio non supera mai la percorrenza giornaliera di uno elettrico. Quindi, l’8% di questi potrebbe essere sostituito da quelli elettrici. Il tutto senza occuparsi dei rifornimenti.

In Italia circolano più di 36milioni di veicoli con motore termico e, di questi, circa 3milioni potrebbero essere rimpiazzati con quelli elettrici. Secondo lo studio di Geotab ogni veicolo immette nell’atmosfera 40 tonnellate di CO₂. Di conseguenza, l’uso della mobilità elettrica,  sarebbe un grosso beneficio per il clima e per diminuire l’inquinamento dell’aria.

Le automobili e l’inquinamento dell’aria

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Auto elettrica

Le automobili, secondo il report di Legambiente, sono la fonte principale di inquinamento in città. Inoltre, le emissioni fuorilegge delle auto diesel hanno provocato un aumento della mortalità. Questo è emerso dall’analisi di medici ed epidemiologici (ISDE Italia, Medici per l’Ambiente) e Legambiente.

Secondo i dati emersi, a Milano, le emissioni delle auto superano i limiti fissati dalle norme. Questo, sottolineano gli esperti, ha portato a circa 568 decessi in un anno solo nel capoluogo lombardo.

L’uso della bicicletta e dei mezzi pubblici ridurrebbe l’inquinamento, come abbiamo potuto osservare durante il lockdown. Nelle prime settimane di quarantena dovuta al Covid-19 la natura si è risvegliata, le acque erano più limpide e la pianura Padana libera dallo smog. Non solo perché non abbiamo utilizzato le auto ma anche per la chiusura delle industrie.

I dati dell’inquinamento durante il lockdown

I numeri lo confermano: secondo uno studio pubblicato nella seconda metà di maggio sulla rivista Nature, le emissioni di gas serra nell’atmosfera sono diminuite di circa 1miliardo di tonnellate nei mesi di marzo e aprile, con un calo quotidiano medio del 17% ad aprile.

Nel dettaglio, sempre secondo quanto spiegato da Nature, i livelli di inquinamento sono cambiati in modo diverso da settore a settore fra gennaio e aprile 2020: meno  60% per il trasporto aereo, che era praticamente azzerato, ma solo -36% per quello su gomma (noi stavamo a casa, ma i colossi dell’e-commerce continuavano a fare consegne), -19% per l’industria, ma +3% per le abitazioni private, dove abbiamo passato gran parte del nostro tempo.

Misure preventive contro l’inquinamento dell’aria

Secondo Legambiente è necessario attuare misure efficaci e preventive.  Una di queste è puntare su una mobilità elettrica, sempre più condivisa e sostenibile e di potenziare lo sharing mobility (la mobilità condivisa). Bisogna raddoppiare i chilometri delle piste ciclabili, un intervento, già previsto nei PUMS, i Piani urbani per la mobilità sostenibile, che i Comuni dovrebbero introdurre al più presto.

Legambiente ricorda che la Legge di Bilancio 2019, che ha visto stanziare i primi bonus destinati alla mobilità elettrica (auto e moto), ha permesso di sperimentare la micro- mobilità elettrica. Con la Legge di Bilancio 2020 è stato possibile equiparare i monopattini con la ciclabilità urbana cui si è aggiunto il bonus mobilità senz’auto. Queste misure sono proseguite anche in tempo emergenziale attraverso i “decreti Covid-19”, con la definizione di nuovi percorsi ciclabili urbani, la precedenza per le bici e le cosiddette “stazioni avanzate”.

Le proposte di Motus-E per l’utilizzo del Recovery Fund

Dino Marcozzi, segretario generale di Motus-E, associazione costituita da operatori industriali, suggerisce di utilizzare quei fondi per investirli nel futuro. Nelle tecnologie a zero emissioni e non nei combustibili fossili. Questo porterebbe alla decarbonizzazione del comparto trasporti e alla creazione di nuove opportunità di lavoro presentate da Motus-E.

La proroga della misura dell’ecobonus è importante per il sostegno del mercato dei veicoli M1 elettrici e all’abbassamento graduale del prezzo di acquisto degli stessi.

L’iniziativa di Greenpeace a Roma

Le emissioni di gas serra e di agenti inquinanti stanno rapidamente tornando ai livelli che hanno preceduto la pandemia e la situazione è destinata a peggiorare.

mobilità elettricaNei giorni scorsi gli ambientalisti sono entrati in azione a Roma per trasformare temporaneamente parte di una strada trafficata in una pista ciclabile. Lo hanno fatto nella periferia nord-est della Capitale, dove la mobilità alternativa è ancora un lontanissimo miraggio.

 L’appello di Greenpeace: «Unisciti alla nostra protesta, copia – incolla questo messaggio e invialo sui social media e via WhatsApp ai tuoi amici».

«Le emissioni di Gas serra e agenti inquinanti stanno rapidamente tornando ai livelli precedenti alla pandemia. Non è possibile ripartire se non smettiamo di inquinare. Vogliamo città più sicure per le persone e per il Pianeta! Firma la petizione».

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