domenica, Agosto 14, 2022

Microplastiche nel sangue, la scoperta dei ricercatori

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ERA NOTO CHE ATTRAVERSO IL CIBO, L’ACQUA E LA RESPIRAZIONE TUTTI NOI ASSUMIAMO MICROPLASTICHE. OGGI, UNO STUDIO HA RIVELATO LA LORO PRESENZA ANCHE NEL SANGUE, DESTANDO PREOCCUPAZIONE NELLA COMUNITÀ SCIENTIFICA

Sangue umano alla plastica. È quanto emerso nelle scorse settimane da una ricerca effettuata in Olanda, coordinata dalla Vrije Universiteit di Amsterdam, e pubblicata sulla rivista Environment International.

I risultati della ricerca non sono confortanti: i ricercatori hanno trovato nel sangue minuscoli frammenti di plastica dispersi in precedenza nell’ambiente, soprattutto Pet e polistirene.

Il gruppo di lavoro dell’Università dei Paesi Bassi ha analizzato il sangue di 22 donatori. In 17 di loro sono state rinvenute tracce di microplastica, in maggioranza Pet (polietilene tereftalato), il materiale delle bottiglie.

Le scoperte precedenti

Una ricerca italiana risalente a un paio di anni fa, dimostrò per la prima volta la presenza di microplastiche nella placenta umana.

È ormai noto che adulti e bambini ingeriscono minuscole particelle di plastiche con il cibo e l’acqua.

La microplastica, infatti, è stata trovata nelle feci degli adulti e soprattutto in quelle dei bambini.

Questi si alimentano con cibi contenuti in recipienti di plastica e sono costantemente in contatto con giocattoli e altri oggetti realizzati in plastica.

La nuova ricerca

Il recente studio ha analizzato dei campioni di sangue di cui la metà conteneva plastica PET, comunemente usata per le bottiglie.

Un terzo di essi conteneva polistirene, usato per confezionare alimenti e altri prodotti. In un quarto dei campioni, invece, è stato rinvenuto polietilene, utilizzato per realizzare le buste di plastica.

La scoperta è preoccupante perché dimostra che la microplastica può depositarsi negli organi e causare, come accertato in laboratorio, danni alle cellule umane.

Ancor più preoccupante è la presenza di queste particelle in ogni angolo del Pianeta, che mette in pericolo soprattutto i più piccoli.

Non deve, tuttavia, essere sottovalutata la possibilità che le particelle possano essere trasportate dal flusso sanguigno in alcuni organi, oltrepassando la barriera ematoencefalica.

Questa regola il passaggio di sostanze chimiche contenute nel sangue, dirette o provenienti dal cervello, e protegge il sistema nervoso dagli avvelenamenti.

Respiriamo, mangiamo e beviamo plastica

La plastica si trova nell’acqua di tutto il mondo. Sia in quella contenuta nelle bottiglie, sia in quella corrente. Ma in bottiglia si trovano anche bibite, sughi e altri alimenti che quotidianamente finiscono sulle nostre tavole.

Oltre a berla, dunque, la mangiamo. E non la riutilizziamo a dovere, visto che oggi solo il 9% viene riciclato. Infine, la respiriamo poiché si trova ovunque:

  • nelle fibre di acrilico proveniente dal settore dell’abbigliamento,
  • negli imballaggi,
  • nelle buste di plastica,
  • nelle reti da pesca,
  • nelle microsfere degli scrub per il viso e dei dentifrici,
  • nelle microparticelle degli pneumatici dei veicoli.

I rischi per la salute

È bene ricordare che la plastica non è biodegradabile e finisce quasi sempre dispersa in frantumi nell’ambiente.

Ecco perché si trova dappertutto e finisce nel cibo, nell’acqua e poi nel nostro corpo.

I rischi per la salute sono immaginabili. Si sa, infatti, che le microplastiche possono provocare infiammazioni e infertilità, insorgenza precoce della pubertà, obesità e diabete.

Sembra anche che siano responsabili del tumore ai polmoni. Per questi motivi, l’Unione Europea ha introdotto di recente delle restrizioni sull’uso della plastica nei prodotti per l’infanzia.

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