venerdì, Febbraio 13, 2026

Green Plasma trasforma reti fantasma in energia nei porti

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ALL’UNIVERSITÀ POLITECNICA DELLE MARCHE SONO STATI RECENTEMENTE PRESENTATI I RISULTATI DI GREEN PLASMA, UNA SPERIMENTAZIONE CHE, SE CONFERMATA, POTREBBE CAMBIARE RADICALMENTE IL MODO IN CUI GESTIAMO I RIFIUTI MARINI PIÙ DIFFICILI DA TRATTARE.

In particolare, ad Ancona, nell’ambito del Progetto PNRR MER – Ghost Nets (Marine Environment Restoration – Reti Fantasma), è stata quindi illustrata la tecnologia Green Plasma, un sistema innovativo che consente di trasformare la plastica marina non riciclabile in una risorsa energetica direttamente nei porti.

GHOST NETS, il recupero delle reti da pesca dai fondali marini
GHOST NETS, il recupero delle reti da pesca dai fondali marini

Reti fantasma che diventano syngas: come funziona Green Plasma

Green Plasma è un impianto in grado di trattare fino a 100 chilogrammi al giorno di reti da pesca abbandonate e altri frammenti plastici deteriorati. Attraverso un processo termochimico, questi materiali vengono convertiti in syngas. Ossia un gas ad alto contenuto di idrogeno che può essere impiegato per la produzione di elettricità.

La sperimentazione rientra nelle attività dedicate al recupero delle reti fantasma, rifiuti che soffocano i fondali marini e che non possono essere reimmessi nelle filiere tradizionali del riciclo. La presentazione si è svolta nel contesto della Giornata del Mediterraneo, ricordando la fragilità dell’ecosistema marino e la necessità di soluzioni più sostenibili.

Le reti fantasma costituiscono un significativo problema per l'ecosistema marino (foto da CS)
Le reti fantasma costituiscono un significativo problema per l’ecosistema marino (foto da CS)

Problema globale: plastica in mare e ruolo degli attrezzi da pesca

Ogni anno circa 12milioni di tonnellate di plastica raggiungono gli oceani. Gli attrezzi da pesca abbandonati – reti, cime, retini, nasse, cassette di polistirolo – costituiscono oltre l’86% dei rifiuti marini monitorati da ISPRA – Istituto Superioriore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.

Questi materiali, deteriorati e contaminati, non trovano sbocchi di recupero e finiscono inevitabilmente in discarica.
Per affrontare questa emergenza, il progetto MER – Ghost Nets ha già permesso di mappare ampie porzioni di fondale.

Ciò ha reso possibile la liberazione di habitat preziosi e il recupero più di 400 attrezzi abbandonati. Pari a circa 11 tonnellate di materiali plastici e metallici. Le attività proseguiranno nel 2026, offrendo nuovi contesti per testare Green Plasma in condizioni operative reali.

Ghost Nets, il recupero subacqueo delle reti
Ghost Nets, il recupero subacqueo delle reti

Il valore scientifico e ambientale della sperimentazione

Tecnologia sviluppata e testata grazie alla collaborazione tra Fondazione Marevivo, Castalia, CoNISMa, Università Politecnica delle Marche e IRIS. Gli esperti ISPRA hanno sottolineato come la conversione delle reti fantasma in syngas rappresenti una svolta nella gestione di rifiuti che non possono essere riciclati.

La possibilità di trattarli direttamente nei porti elimina la necessità del trasporto in discarica. Inoltre riduce i costi, limita l’impatto ambientale e offre un modello replicabile in molte aree del Mediterraneo.

Il contributo di Marevivo: prevenire la dispersione in mare

Raffaella Giugni, segretario generale di Marevivo, ha evidenziato come la tecnologia offra un vantaggio immediato nella gestione dei rifiuti. Pur ricordando che la priorità resta la prevenzione.

L’introduzione di materiali alternativi alla plastica, l’adozione di sistemi di tracciamento degli attrezzi e una sensibilizzazione più ampia del settore della pesca sono considerati passi essenziali per ridurre la dispersione in mare.

Ghost Nets, il ruolo determinante di Marevivo
Ghost Nets, il ruolo determinante di Marevivo

Gestione centralizzata e riduzione degli impatti: il modello Castalia

Nel progetto Ghost Nets, Castalia ha coordinato le operazioni di recupero e gestione dei materiali, avviandoli a trattamento nell’impianto Labromare di Livorno. Grazie a una logistica ottimizzata, i trasporti sono ridotti del 54%, con benefici economici e ambientali significativi.

I materiali recuperati sono avviati a processi di economia circolare, con la valorizzazione di plastiche e metalli ancora utilizzabili.

La tutela del fondale: il ruolo dei ricercatori CoNISMa

Il professor Carlo Cerrano, del dipartimento di Scienze della Vita e dell’Ambiente dell’Università Politecnica delle Marche, ha ricordato che la rimozione delle reti fantasma è un’operazione complessa, spesso delicatissima. Gli attrezzi abbandonati diventano infatti supporto per organismi marini, coralli e specie protette.

Per questo ogni fase dell’intervento è stata monitorata scientificamente, garantendo che gli habitat venissero preservati. Alcune gorgonie, recuperate durante le operazioni ad Ancona, sono ora mantenute in acquari in attesa di essere ricollocate.

Green Plasma come nuovo paradigma per la gestione dei rifiuti marini

Francesco Regoli, delegato alla Ricerca dell’Università Politecnica delle Marche, ha spiegato come Green Plasma non sia solo una tecnologia ma un cambio di approccio. Il sistema consente di ridurre la massa dei rifiuti di oltre il 90% e di produrre energia direttamente nelle aree di raccolta, creando un modello virtuoso che incentiva comportamenti responsabili e una maggiore consapevolezza ambientale.

Green plasma, la presentazione
Green plasma, la presentazione


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