venerdì, Agosto 19, 2022

Matera, i Sassi: una nuova Pompei

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Più antica di Pompei, in cui il tempo ha cristallizzato nell’architettura gli aspetti migliori del mondo primitivo

I Sassi nuova Pompei

Dopo la festa, l’inaugurazione dell’evento Matera 2019 Capitale Europea della Cultura, in cui tutti hanno postato una foto con lo sfondo dei Sassi, ci siamo chiesti: “…quanti hanno colto gli aspetti della testimonianza storica e sociale che l’architettura dei Sassi ha conservato e racconta?”.

I Sassi sono architettura del tufo scavato, scolpito e costruito, sommatosi nel tempo, in millenni, componendo una piccola città autonoma, con le sue interne articolazioni, che hanno legato l’insediamento urbano agli uomini, alle donne, ai bambini: un’umanità contadina che si è sviluppata dentro di essi, con cui convivevano semplici mobili, sedie, letti e suppellettili.

Fuori, muri bianchi di calce e biancheria stesa al sole. Dentro, pareti di tufo, calce e terra. Sui pavimenti, anch’essi tufacei, si stendevano sacchi di paglia su cui uomini, donne, bambini si sdraiavano per riposarsi. Ogni famiglia aveva, in genere, una grotta-abitazione, in cui si dormiva tutt’insieme.

Matera, uno scorcio della civiltà contadina di altri tempi

I bambini erano un’infinità. Spuntavano da tutte le parti e d’estate, vivevano in un caldo afoso, seminudi o coperti con semplici indumenti. Era un’identità che sintetizzava la vita e una civiltà contadina semplice. Restavano seduti sull’uscio delle case, sotto il sole scottante, avvolti dal vento caldo dell’estate. Poveri ma sereni.

Le donne con i lattanti in braccio sembravano abitanti di una città sospesa nel tempo.

Una città, un mondo contadino meridionale lontano dagli aspetti primitivi, magici e irrazionali, che racconta, ancora oggi, una vera realtà vissuta, che deve divenire, a nostro avviso, il simbolo di un risveglio della coscienza intellettuale italiana e deve costituire uno strumento nelle mani delle forze sociali per tendere a un riscatto del Meridione d’Italia.

I Sassi di Matera sono conoscenza a portata di tutti, che stimolano una compartecipazione in cui leggere un complesso di valori: la scoperta del mondo contadino meridionale, una nuova Pompei, più antica di Pompei, in cui il tempo ha cristallizzato nell’architettura gli aspetti migliori del mondo primitivo che noi possiamo elevare a coscienza intellettuale.

Quasi un manifesto politico, in cui l’etnologia ci fa conoscere il processo ricco e complesso dalla Preistoria alla Storia che ha attraversato questi luoghi, in cui e su cui chiediamo attenzione, studio, compartecipazione per leggere una civiltà, un complesso globalmente positivo, fisico e intellettuale, di valori da rilevare, riconoscere, conservare e tramandare.

Un modello da proiettare nel futuro e nella storia politico/economica del terzo millennio, superando la semplice attenzione mediatica odierna di Matera città Capitale Europea della Cultura, attribuendole il vero valore storico/antropologico di capitale simbolo dell’universo contadino. In cui si può leggere ancora un potenziale riconoscimento, fondato sulla cultura e la tradizione del territorio e dell’ambiente che, partendo dai Sassi, da Matera, si apre verso l’Alta Murgia e il mare Adriatico verso nord/est e la piana del Basento e il mar Jonio verso sud/ovest.

Territori ondulati, ricchi di grano giallo dorato d’estate e verde fresco in primavera, bruno marrone in autunno, bianchi d’inverno, su cui concentrare tutta l’attenzione della cultura del paesaggio per affrontare i problemi odierni dell’ambiente nella sua totalità.

Stimolando tutti ad affrontare, in prima persona, senza delegare ad altri, il risanamento ambientale, paesaggistico, architettonico e, non ultimo, umano e sociale. Miglioramenti già studiati dal sociologo George Peck su Tricarico (piccolo comune della Basilicata vicino a Matera), considerati un modello per un’indagine su una comunità tipica e da Frederick G. Friedmann che ha condotto anch’egli un’indagine sulla situazione sociale, etica ed economica delle comunità al centro del Mezzogiorno d’Italia.

Bibliografia Essenziale:

Amerigo Restucci, Matera, I Sassi, Giulio Einaudi Editore, Torino, 1991

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