Matera 2019: il Borgo La Martella di Ludovico Quaroni

Borgo La Martella Borgo La Martella, Matera

All’inizio degli anni ’50, quando dilagavano le lotte popolari per la terra, Matera fu al centro dell’attenzione nazionale e internazionale, come “capitale simbolo” dell’universo contadino. La Martella, una frazione del capoluogo lucano, diventa nota per un celebre intervento urbanistico

“Capitale simbolo” dell’universo contadino

Borgo La Martella
I Sassi di Matera

I Sassi furono svuotati, dando la possibilità di immaginare nuovi luoghi e nuova architettura per la gente che fino ad allora aveva vissuto dentro le case/grotte.

Il primo e il maggiore esempio è stato la costruzione di un villaggio agricolo, il Borgo La Martella, a ovest di Matera, nella piana che si apre al Basento.

Uno studio architettonico e urbanistico elaborato da Ludovico Quaroni, Federico Gorio, Pier Maria Lugli, Michele Valori e Luigi Agati, su incarico del Centro Studi per l’edilizia del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR).

Borgo La Martella
Borgo La Martella, Matera, progetto di Federico Gorio e Ludovico Quaroni

Il progetto diede vita a un borgo completo abitazioni e di servizi, da eleggere a modello di intervento nel territorio e modello di gestione del trasferimento delle famiglie dalle case/grotte dei Sassi, insalubri, alle case del Borgo, soleggiate e salubri in aperta campagna.

Il progetto urbanistico e architettonico aveva l’obiettivo di una completa urbanizzazione di parte della campagna lucana, senza snaturarne il paesaggio e l’ambiente.

Riproponendo, attraverso l’architettura, la purezza popolare e contadina che deriva dagli studi e le ricerche fatte sul campo: nei Sassi, in cui furono scoperti i modi di vita di una comunità agricola piena di “purezza popolare”, ancora oggi valido, nel suo modello architettonico.

Progetto urbanistico e architettonico i cui parametri furono l’ambiente, il paesaggio e il territorio

Infatti, il Borgo e la sua evoluzione, non fu imposto sul territorio, ma adagiato e legato alla orografia del luogo, seguendo attentamente i segni del paesaggio.

Rispettandolo e inserendo in esso le case d’abitazione, ricreando due elementi che fanno parte della struttura dell’architettura dei Sassi: l’atmosfera della “corte interna” e del “vicinato”, inserite sulle curve di livello del territorio agricolo, che degrada verso il Basento, dove creano una singolare continuità tra nuova edificazione e paesaggio.

Per la costruzione del Borgo furono usati materiali autoctoni, cioè del posto, come il tufo e i conci di argilla cotta; due materiali e due colori che richiamano tattilmente e visivamente i colori e le tradizioni costruttive dei Sassi, cui i progettisti guardarono con attenzione.

Un’attenzione che non è stata rivolta solo alle tipologie abitative e ai materiali che costituiscono i Sassi ma anche ai modelli delle Green Belt Cities americane e alle proposte di studi e pianificazione urbanistica della Tennessee Valley e il piano per la città di Norristown di Agur e Draper.

Questi prevedevano un assetto del territorio completo di case d’abitazione e centro servizi inseriti nel disegno della città, con qualità comunitarie fondate sulle tesi di Mumford e delle Città Comunità” trattate ed elaborate sulle riviste pubblicate da Adriano Olivetti.

Tesi che, in quegli anni, furono alla base e fonte di ispirazione per gli architetti del Borgo La Martella a Matera

Borgo La Martella
Borgo La Martella, Matera, 1951 – Disegno di Ludovico Quaroni

E non è un caso che in esso, nella piazza centrale di fronte alla chiesa, fulcro del Borgo contadino, ancora oggi esistono la Biblioteca Comunale e il Centro Studi Adriano Olivetti.

Un’idea che gli architetti hanno strutturalmente perseguito fu la creazione del villaggio, del Borgo La Martella, come polo di riferimento territoriale.

La prima fase fu quella della ristrutturazione del comparto agricolo, attraverso il riaccorpamento delle terre e l’assegnazione di queste alla nuova configurazione urbanistica.

Al fine di raggiungere l’obiettivo di condividere un nuovo tipo di insediamento salubre, inoltre, alle famiglie che dai Sassi si unirono al Borgo agricolo fu insegnata una educazione cittadina, una gestione cooperativa dell’agricoltura e una nuova forma di distribuzione dei prodotti agricoli.

Tutte operazioni complementari all’architettura

Immaginata come un’azione di continuità con quella intrapresa da Adriano Olivetti e dal suo movimento politico, Comunità, che analizzò, anche con viaggi di studio specifici, la storia delle Cooperative Danesi nate nell’Ottocento.

In quelle si rilevò un’interessante e intensa operazione di educazione popolare, che Olivetti fuse ai modelli di esperienza compiuta nella cultura progressista americana.

Come la New Deal e le proposte di pianificazione territoriale emerse nella Tennessee Valley.

Vere e proprie strutture in grado di gestire equilibrati progetti di una nuova pianificazione nel mondo agricolo, supportata dalle tesi di Mumford e Friedmann.

I tre esercitarono un forte peso culturale nella progettazione del villaggio agricolo del Borgo La Martella. Puntando sulla trasformazione di tutto il territorio agricolo, con processi di pianificazione che investirono le infrastrutture, i metodi colturali e il sistema di “formazione” dei contadini, in tutte le generazioni, con un’adesione al paesaggio e un rispetto dell’ambiente, ancora vivo e visibile nel territorio lucano.

Bibliografia Essenziale:

Amerigo Restucci, Matera, I Sassi, Giulio Einaudi Editore, Torino, 1991.

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