venerdì, Luglio 19, 2024

Lupo avvistato e inseguito con l’auto, caso a Genova

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LUPO AVVISTATO E INSEGUITO DA UN AUTOMOBILISTA VICINO GENOVA. IL CONDUCENTE LO SPINGE FINO AL CENTRO ABITATO DI CASTIGLIONE CHIAVARESE E FILMA TUTTO. ALLARME DEGLI ANIMALISTI

Attenti al lupo? No, attenti all’uomo. Un automobilista, nei giorni scorsi, ha inseguito con il proprio mezzo un lupo avvistato poco prima. Lo ha spinto fino al centro abitato di Castiglione Chiavarese, in provincia di Genova. Filmando tutto.

L’uomo, che non è stato ancora identificato, non lo avrebbe fatto per investire l’animale, ma per sollevare la polemica. Questa la tesi degli animalisti, che ora lanciano l’allarme e chiedono l’intervento delle autorità per rintracciare l’autore del video. Una azione pericolosa, non solo per la sicurezza stradale ma anche per quella degli animali.

Il video potrebbe essere infatti fonte di emulazione e mettere a rischio sia la sicurezza delle persone sia quella degli animali, che potrebbero essere presi di mira nuovamente con conseguenze peggiori di una fuga.

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Lupo avvistato e inseguito, allarme degli animalisti

L’automobilista non voleva investire il lupo avvistato, ma voleva spingerlo verso il centro abitato. Denunciano gli animalisti dell’Associazione Meta Parma in una nota, che il conducente dell’auto “non rallenta nemmeno quando il lupo si fa più vicino, non dando mai al lupo la possibilità di guadagnare una via di fuga laterale e poter andare via. Non voleva investirlo, voleva alimentare le polemiche sui lupi“.

Il video dell’inseguimento, diffuso sui social e ormai diventato virale, mostra una strada e una città deserte, con le case e il lupo in fuga. “Un comportamento pericolosissimo, che potrebbe alimentare nuove polemiche sui lupi, e abituarli inoltre ad avvicinarsi al centro abitato. I lupi non sono pericolosi per gli umani, sono gli umani quelli pericolosi, e questo video ne è la dimostrazione“.

Lupi vicino alle case. Ѐ polemica, ma di chi è la colpa?

I lupi negli ultimi mesi sono stati oggetto di una folle polemica. L’associazione Meta esprime preoccupazione per il futuro. “La colpa dei lupi sarebbe comportarsi da lupo, quella degli orsi comportarsi da orso e così via, come se nessun animale avesse più il diritto di essere se stesso” – sottolinea l’associazione.

Il Parlamento Europeo – aggiungono gli animalisti – ha adottato una proposta di risoluzione congiunta che chiede di declassare lo status di protezione dei lupi ai sensi della Convenzione di Berna, nessuna specie animale insomma è più al sicuro.

La risoluzione approvata, pur non avendo effetti immediati, è un pericoloso passo verso un possibile sterminio dei lupi, animali che possiamo definire anche come cani selvatici.

Il lupo è l’antenato del cane, dal lupo discende il miglior amico dell’uomo e appartengono entrambi alla stessa specie, il genere canis comprende infatti il cane domestico e diverse specie selvatiche, tra cui appunto il lupo. Non vogliamo una strage di lupi, se si avvicinano alle case è colpa dell’uomo, come si può capire anche da questo inseguimento“.

Lupo avvistato e inseguito, il precedente

Purtroppo non è la prima volta che si verifica l’inseguimento di un lupo avvistato. Se ora si chiede di fare chiarezza sull’accaduto, bisogna sottolineare che chi si è reso responsabile di una azione simile, quasi due anni fa, ha ricevuto soltanto rilievi di tipo amministrativo da parte dei carabinieri.

Nel gennaio 2021, un allevatore inseguì a Passo Tre Croci, vicino Cortina D’Ampezzo, un branco di lupi; anche lui filmando l’accaduto. Nessun rilievo penale a carico del conducente, perché i lupi non restarono feriti o uccisi dall’inseguimento, ma solo una raffica di violazioni al codice della strada.

Le contestazioni al CdS furono: uso del cellulare alla guida, mancato rispetto della striscia continua sulla corsia di marcia, guida contromano e violazione dell’obbligo di fermarsi in presenza di animali.

Lupo pericoloso per l’uomo? LAV: “Terrore ingiustificato”

La LAV, Lega Anti Vivisezione, ha effettuato una ricerca sui dati forniti dalla Provincia autonoma di Bolzano. Il risultato è che le predazioni da lupo “sono solo terrore ingiustificato seminato dagli allevatori e sostenuto dalle istituzioni”.

Le percentuali che riguardano le predazioni sono lo 0,4% e lo 0,006%. “Sono questi i due numeri che emergono e che fotografano la situazione delle predazioni da lupo registrate tra gennaio e novembre 2022. La prima cifra si riferisce al numero di ovicaprini predati rapportati al totale di animali della stessa specie allevati a livello provinciale. Il secondo numero è invece riferito ai bovini“. Lo spiega la LAV.

Queste cifre “certificano l’irrilevanza del fenomeno delle predazioni da Lupo registrate in Alto Adige. Un fenomeno che viene però strumentalmente utilizzato dalle associazioni degli allevatori, sostenute da una consistente rappresentanza dei media provinciali, con lo scopo di creare disagio e preoccupazione tra i cittadini del tutto ingiustificato“.

Il quadro definitivo per la LAV è dato dagli strumenti di prevenzione del rischio usati dagli allevatori. “A fronte di ben 1.488 malghe e pascoli utilizzati sul territorio provinciale, i recinti antipredazione in carico agli allevatori erano solamente 33, per i quali l’amministrazione provinciale non ne ha comunque verificato l’installazione e il corretto utilizzo“. Si tratta delle recinzioni elettrificate fornite gratuitamente dall’ente agli allevatori che le richiedono. Il dato è relativo al 2022.

Il ministro Lollobrigida e gli abbattimenti

Gli animalisti sono preoccupati per le intenzioni del ministro dell’Agricoltura e della sovranità alimentare Francesco Lollobrigida. In una recente visita a Bolzano, alla presenza del presidente della Provincia Arno Kompatscher e del segretario politico della SVP, Philipp Achammeraveva, il ministro infatti ha fatto capire che i tempi sarebbero maturi per gli abbattimenti.

Ha affermato Lollobrigida: “Lupi e orsi ormai non sono più specie in estinzione, se danneggiano il lavoro degli agricoltori di montagna, bisogna intervenire senza ideologismi. Noi dobbiamo proteggere le specie in estinzione, ma non incrementare le specie che possono essere dannose per allevatori e produzione nazionali. È evidente che se trent’anni fa alcune specie erano in estinzione, oggi sono sovrabbondanti, quindi bisogna affrontare il problema con pragmatismo e senza ideologia, che hanno reso impossibile attività virtuose come allevamento e agricoltura“.

lupo

Appello di ENPA: “Proteggiamo i lupi”

L’Ente Nazionale Protezione Animali (ENPA) non ha fatto attendere la propria replica alle dichiarazioni del ministro Lollobrigida, dando il “la” alla levata di scudi animalista.

Una mobilitazione nazionale scaturita anche dall’audizione tenuta presso le Commissioni Agricoltura riunite di Camera e Senato, durante le quali il ministro ha illustrato le linee programmatiche del suo dicastero, tra cui anche un intervento sulla Direttiva habitat.

Questa norma europea del ’92 punta alla salvaguardia della biodiversità attraverso la conservazione degli habitat naturali, della flora e della fauna selvatiche sul territorio UE. È la direttiva stessa che permette deroghe alla protezione dei lupi, ma è necessario che ogni soluzione alternativa sia del tutto inefficace.

Siamo allibiti per le parole del ministro Lollobrigida. La sua proposta di abbattere orsi e lupi, particolarmente protetti dalla legge 157/92 e dalle convenzioni internazionali, non solo è contraria alla scienza ma offende il sentire di milioni di italiani che, come noto, sono da sempre contrari alle uccisioni dei grandi carnivori, il patrimonio più prezioso della nostra biodiversità, peraltro in gravissimo declino“.

L’ENPA ha anche ricordato che la normativa italiana prevede il ricorso a metodi ecologici, scientificamente validati, per la prevenzione di eventuali conflitti tra fauna selvatica e attività umane.

Inoltre è difficile distinguere un lupo da un ibrido senza analisi genetiche, “sofisticate e costose” – sottolinea l’ente. Così “autorizzare il massacro di questa specie significherebbe autorizzare l’uccisione dei cani, punita dal codice penale“.

Numero verde ONA

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