sabato, Aprile 13, 2024

L’UE vara nuove direttive sulla qualità dell’aria

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VARATE NUOVE NORME PER RIDURRE LO SMOG E L’INSERIMENTO DEL DIRITTO AL RISARCIMENTO. SOLO IN ITALIA 80MILA DECESSI PREMATURI A CAUSA DELL’INQUINAMENTO ATMOSFERICO

Lo smog è letale e i dati confermano che in tutto il mondo aumentano i morti a causa dell’inquinamento atmosferico. Solo in Europa sono 300mila i decessi annuali causati da agenti inquinanti, per questo le istituzioni hanno raggiunto un nuovo accordo a Bruxelles che riguarda la qualità dell’aria.
Le nuove direttive prevedono una riduzione degli inquinanti più pericolosi, cioè le polveri sottili Pm2,5, Pm10 e il biossido di azoto (NO2) e il biossido di zolfo (SO2).

Inoltre, è stato inserito il diritto al risarcimento per i cittadini.

Quali sono i nuovi parametri

I valori limite annuali di Pm2,5 e NO2 dovranno essere dimezzati: dagli attuali 25 a 10 microgrammi per metro cubo e da 40 a 20 microgrammi per metro cubo in modo da dimezzare le morti causate dall’esposizione e inalazione di polveri sottili.

Secondo i Paesi membri è necessario che i parametri siano chiari e accessibili, non come sono attualmente, ed è indispensabile fornire informazioni sui sintomi legati allo smog e sui rischi dei vari agenti inquinanti.

Entro il 31 dicembre 2030 saranno analizzati nuovamente gli standard della qualità dell’aria. In seguito, le analisi saranno effettuate ogni cinque anni, salvo se richieste più spesso dall’OMS.

inquinamento

Cosa dovranno fare i governi dei 27 Stati membri

Le norme richiedono a tutti gli Stati di redigere nuovi piani per la qualità dell’aria se questi superano i limiti imposti e fornire dati dettagliati per la qualità dell’aria entro il 31 dicembre 2028 per realizzare i presupposti previsti entro il 2030. Solo in caso di situazioni specifiche i Paesi potranno chiedere di posticipare di dieci anni la scadenza.

Un accordo particolare per la Pianura Padana

Il testo contiene una deroga richiesta dal governo Meloni per la drammatica situazione nella Pianura Padana: “alle regioni del Nord Italia sono stati concessi dieci anni in più di tempo per raggiungere gli obiettivi sulla qualità dell’aria fissati a livello comunitario”.

La situazione italiana: il nuovo report di Legambiente

I dati riportati nel nuovo report di Legambiente Mal’Aria di città 2023 sono allarmanti: solo nel 2022,  29 città su 95 hanno superato i limiti giornalieri di polveri sottili. Al primo posto c’è la città di Torino con 98 giorni di sforamento, seguita da Milano con 84 e Asti con 79.

Modena, Padova e Venezia hanno registrato più del doppio degli sforamenti consentiti di Pm10 (35 giorni all’anno con una media giornaliera superiore ai 50 microgrammi al metro cubo).
Rispetto ai nuovi target europei previsti al 2030, situazione ancora più critica: fuorilegge il 76% delle città per il PM10, l’84% per il PM2.5 e il 61% per l’NO2.

«L’inquinamento atmosferico non è solo un problema ambientale, ma anche un problema sanitario di grande importanza», dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente. «In Europa, è la prima causa di morte prematura dovuta a fattori ambientali e l’Italia registra un triste primato con più di 52mila decessi annui da Pm2.5, pari a 1/5 di quelli rilevati in tutto il continente», precisa Ciafani.

Il rapporto della Società Italiana di Medicina Ambientale

Secondo il rapporto della Società Italiana di Medicina Ambientale l’Italia non sta facendo abbastanza per affrontare il problema, infatti solo nella nostra penisola sono 80mila i decessi prematuri l’anno causati dall’inquinamento.

Il presidente SIMA, Alessandro Miami ha affermato: «Gli effetti diretti dell’inquinamento sulla salute umana interessano diversi apparati ed organi – spiega.  Le patologie dell’apparato cardiovascolare rappresentano la prima causa di morte in Italia. Eventi coronarici e Infarto Miocardico Acuto, 9mila casi/anno, Ictus cerebrali, 12mila casi/anno, seguiti dalle patologie dell’apparato respiratorio (7mila decessi prematuri/anno). Gli effetti indiretti dell’inquinamento portano fino al +14% di aumento di incidenza per tutti i tumori nei siti inquinati. Mesoteliomi, 1.900 casi/anno da esposizione ad amianto – Tumori testicolari, +36% d’incidenza nei siti inquinati – Leucemie, +66% d’incidenza nei siti inquinati. E ancora Linfomi, +50% d’incidenza nei siti inquinati, Sarcomi dei tessuti molli, +62% d’incidenza nei siti inquinati – Tumori polmonari, +29% d’incidenza nei siti inquinati – Tumori vescicali o renali, +32%  nei siti inquinati – Tumori della mammella, +50% d’incidenza nei siti inquinati».

È imprescindibile e non più rimandabile agire in fretta per ridurre drasticamente le principali sorgenti emissive dell’inquinamento atmosferico.
In tale direzione, SIMA ha proposto al governo di mitigare gli effetti nocivi dello smog partendo dagli edifici urbani, attraverso incentivi volti a facilitare interventi di rivestimento di superfici murarie e vetrate con un “coating” fotocatalitico al biossido di titanio a base etanolo. Quest’ultimo ha dimostrato in studi scientifici di essere attivato da luce naturale a svolgere un’azione di scomposizione e riduzione degli inquinanti atmosferici. Una Mitigation Action che l’Europa apprezza e valorizza, ha concluso il presidente SIMA.





Numero verde ONA

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