sabato, Maggio 8, 2021

L’Italia commemora le vittime dell’amianto

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Il nostro, è uno dei Paesi più colpiti dalle malattie correlate alla fibra killer, al mondo

Con la legge 257 DEL 1992, l’Italia mette al bando tutti i prodotti che contengono l’amianto. La stessa, vieta l’estrazione, l’importazione, la commercializzazione e la produzione di amianto e di prodotti che lo contengono.

Questa legge, però, non ha fermato la fibra killer che da ventinove anni a questa parte continua a mietere vittime.

Oggi, 28 aprile 2021, per ricordare a scomparsa di miglia di persone a causa delle patologie asbesto-correlate, si celebra la Giornata Mondiale delle Vittime dell’Amianto.

L’anno horribilis

Come dimostrato dall’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA) e dall’Osservatorio Vittime del Dovere il 2020 può essere considerato come l’anno horribilis.

Infatti, solo lo scorso anno sono state 7mila le vittime dell’asbesto (dal greco asbestos = indistruttibile o inestinguibile). La maggiore incidenza di decessi è dovuta alla pandemia da Covid-19, che ha colpito tutti i soggetti fragili. Come gli esposti all’amianto.

Libro bianco vittime amianto

Secondo il “Libro bianco” pubblicato dall’ONA, nel 2017 le vittime della fibra killer sono state 6mila: 3600 per tumore polmonare, 600 per asbestosi, 1800 per mesotelioma. Quest’ultimo è un tipo di cancro che si associa all’amianto, è molto aggressivo e in quasi tutti i casi porta al decesso di chi ne viene colpito.

Dall’entrata in vigore della legge 257/92 al 2015, in Italia sono stati diagnosticati oltre 21mila mesoteliomi. In otto casi su dieci chi si è ammalato era stato esposto alla “polvere bianca”.

Il “Libro bianco” delle vittime dell’amianto

Secondo l’autore della ricerca e autore del “Libro bianco“, l’avv. Ezio Bonanni, il 70% delle vittime l’ha respirata sul posto di lavoro. Però, ci sono anche casi di esposizione indiretta: il 5% per motivi familiari, 4,4 % ambientali, 1,5 % legati ad attività di svago.

Questi dati confermano che l’amianto ha ucciso anche le mogli dei lavoratori, le quali hanno respirato le fibre sollevate dalle tute da lavare. Oppure chi si è trovato, malauguratamente, nel posto sbagliato al posto sbagliato.

Ricordiamo, per esempio la strage, oggetto dei processi “Eternit”, uno e due, di Casale Monferrato, dove 62 hanno lavorato all’Eternit, le altre 330 vittime dell’amianto erano residenti delle zone limitrofe. Tutti sono morti per mesotelioma procurato dall’esposizione all’inquinamento ambientale causato dalla fabbrica killer. E ricordiamo anche le vittime dell’Eternit di Bagnoli, a Napoli, e quelle della Fibronit di Bari.

Il picco del mesotelioma tra il 2025 e il 2030

Il mesotelioma, purtroppo, ha anche tempi di latenza molto lunghi, motivo per cui la patologia può essere diagnosticata solo a distanza anche di quarant’anni.

Dato che l’uso dell’amianto – dalle tubazioni ai soffitti e in tantissimi altri usi – è stato molto intenso dal secondo dopoguerra in poi, il picco delle patologie asbesto-correlate è previsto tra il 2025 e il 2030.

Pertanto, l’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Osservatorio Vittime del Dovere segnalano al governo nazionale la necessità di un intervento urgente. Questo significa avviare immediatamente le attività di bonifica e messa in sicurezza dei siti inquinati. Secondo le ONG, l’amianto è presente ancora in 2.400 scuole, 250 ospedali, 300mila km di tubature della rete idrica, in 86mila siti interessati.

Pertanto le due organizzazioni chiedono che si dia avvio a indennizzi e risarcimenti. Che si finanzi la ricerca scientifica.

Il messaggio dell’ONA al premier Draghi

L’avvocato Bonanni si è rivolto al premier Mario Draghi perché si utilizzino le risorse del Recovery Found per avviare le bonifiche e il bonus fiscale del 110% per la rimozione dell’amianto dagli edifici privati.

L’ONA denuncia, inoltre, il ritardo del censimento pubblico sia dei casi di mesotelioma sia delle altre malattie legate all’esposizione alla fibra killer.

«Per questi motivi, nella Giornata Mondiale delle Vittime dell’Amianto – afferma Bonanni – ritengo doveroso rinnovare l’appello a tutte le forze politiche. La posizione dell’ONA e dell’Osservatorio Vittime del Dovere non è populistica e demagogica.

Intendiamo dialogare con tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione. Ora la politica, e specialmente il nuovo governo, che si avvale della personalità del Prof. Draghi, ha gli strumenti di competenza, ma anche finanziari per affrontare e risolvere il problema».

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