mercoledì, Maggio 29, 2024

Licheni di lupo e alberi vecchi, custodi della biodiversità

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GLI ALBERI PIÙ VECCHI POSSONO ESSERE GLI EROI SILENZIOSI CHE PROTEGGONO UNA VASTA GAMMA DI SPECIE MINACCIATE DI ESTINZIONE. TRA QUESTI I LICHENI DI LUPO, INSERITI A BUON DIRITTO IN UNA SPECIALE “LISTA ROSSA” PER LA CONSERVAZIONE. CONSIDERATI “CARTINE DI TORNASOLE” DELL’AMBIENTE, LA LORO PRESENZA E DIVERSITÀ RIFLETTONO LO STATO DI SALUTE DEGLI ECOSISTEMI. LA LORO SCOMPARSA SEGNALA GRAVI PROBLEMI AMBIENTALI, COME INQUINAMENTO ATMOSFERICO E MODIFICHE DEGLI HABITAT

Gli alberi vecchi sono rifugi per la vita: i licheni di lupo dei Pirenei

Tra gli alberi delle foreste dei Pirenei, catena montuosa che separa la penisola iberica dal resto dell’Europa, trovano rifugio e prosperità i licheni di lupo (specie di fungo-alga), originari delle terre del Nuovo Mondo.

Scientificamente noto come “Letharia vulpina”, è una specie di lichene, che vive in varie parti del mondo. È noto per contenere una tossina chiamata acido vulpinico, che può causare gravi danni al fegato e ad altri organi agli esseri umani, se ingerito o assorbito attraverso la pelle.

Nonostante tale caratteristica, il lichene del lupo svolge funzioni ecologiche fondamentali negli ecosistemi, contribuendo alla diversità biologica e al mantenimento della stabilità ambientale.

Una simbiosi importante

Recenti studi hanno portato alla luce un legame profondo e misterioso tra questa specie di lichene e la presenza di alberi longevi, in particolare il Pino nero (Pinus uncinata). Parliamo di una conifera piuttosto piccola, talora considerata come una sottospecie del pino mugo (Pinus mugo), il cui legno si utilizza per la tornitura e la realizzazione di strumenti musicali.

La scoperta è stata effettuata dagli esperti Sergi Munné-Bosch e Ot Pasques, della Facoltà di Biologia e dell’Istituto di ricerca sulla biodiversità dell’Università di Barcellona (IRBio), i quali hanno analizzato attentamente l’habitat dei Pirenei.

Ma come mai questo lichene frutticoso e tossico, che si sviluppa sulla corteccia dell’albero, predilige gli esemplari più antichi della foresta?

Gli scienziati ipotizzano che la loro età avanzata possa fornire un microclima stabile e favorevole alla crescita del lichene di lupo, così come una superficie più adatta per la sua colonizzazione. 

Inoltre, gli alberi longevi potrebbero offrire una maggiore protezione contro i predatori e le condizioni ambientali avverse, garantendo così la sopravvivenza di questa specie unica e affascinante.

«Questi alberi secolari si trovano nei luoghi più isolati, crescono su rocce con pochissimo substrato e presentano caratteristiche uniche per struttura e composizione. Nello specifico, il pino nero può vivere anche più di un millennio e il suo decadimento sarebbe il fattore più importante che facilita la presenza dei licheni». Così esordisce il professor Sergi Munné-Bosch, citato come uno degli esperti più influenti al mondo nella lista 2023 di Clarivate Analytics, divisione scientifica della Thomson Reuters.

«Paradossalmente, questi alberi quanto più stanno male, tanto più sono utili all’ecosistema (per la conservazione dei licheni). In altre parole, quanto meno importanti possono sembrare come individui a causa del loro declino, tanto più sono importanti per l’intero ecosistema».

Il futuro dell’ecosistema

La scoperta di questa relazione speciale tra gli alberi antichi e il lichene di lupo solleva importanti domande. Non solo sulla conservazione delle foreste montane, ma anche sulla protezione degli alberi più vecchi e degli ecosistemi in generale.

«Tutti gli individui di una popolazione sono indispensabili non solo per la loro particolare popolazione e specie, ma per l’intero ecosistema globale. Tutto è strettamente interconnesso e anche il declino e la morte degli alberi svolgono un ruolo essenziale nella conservazione della biodiversità e degli ecosistemi». Questo il commento di Munné -Bosch.

Insomma, proteggere i licheni significa proteggere gli ecosistemi di cui fanno parte. Ciò richiede la conservazione degli habitat, la riduzione dell’inquinamento atmosferico e la promozione della consapevolezza sull’importanza di queste piccole ma preziose creature.

Importanza dei licheni per l’ecosistema 

Oltre al lichene di lupo, anche le altre specie svolgono un ruolo importante per la biodiversità e l’ecosistema. Vediamo come.

  • Modificazione della struttura del suolo: i licheni terricoli, come quelli che formano le “croste biologiche”, migliorano la superficie del suolo rendendola più adatta alla germinazione dei semi e alla crescita delle piante. Inoltre, limitano l’erosione del suolo causata dal vento e dall’acqua;
    Ruolo nei cicli del carbonio e dell’azoto: contribuiscono alla fissazione dell’azoto e alla fotosintesi. Migliorano il nutrimento del suolo e la disponibilità di elementi essenziali per altre forme di vita;
  • Pedogenesi: contribuiscono alla disgregazione delle rocce e alla formazione del suolo attraverso azioni meccaniche e chimiche;
  • Ruolo nell’ecologia comportamentale: forniscono rifugio e mimetismo per numerosi animali, contribuendo alla loro sopravvivenza;
  • Fonte alimentare: sono consumati da molti animali e, in alcune culture, si utilizzavano anche come alimento per l’uomo in tempi di necessità. Piccola curiosità. L’uso dei licheni da parte dell’uomo risale agli antichi Egizi, che ne adoperavano alcune specie per farne farina da pane. E, addirittura, c’è chi ritiene che la biblica manna altro non fosse che un a specie di lichene del deserto, la Lecanora esculenta, tuttora chiamata “pane del cielo”;
  • Utilizzo economico: sono stati storicamente utilizzati per scopi commerciali, come coloranti e nell’industria farmaceutica e cosmetica;
  • Valore estetico e ispirazione artistica: contribuiscono alla bellezza dei paesaggi e sono fonte di ispirazione per artisti di varie discipline;
  • Biomonitoraggio ambientale: vengono utilizzati come indicatori di inquinamento atmosferico e cambiamenti ambientali, fornendo importanti informazioni sull’integrità degli ecosistemi.

Numero verde ONA

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