mercoledì, Dicembre 1, 2021

Liberi dai veleni: liberi dall’amianto

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Liberi dai veleni: liberi dall’amianto. Il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite (UNHRC) ha approvato una risoluzione “storica”

La risoluzione A/HRC/48/L.23/Rev.1 dell’UNHRC (United Nations Human Rights Council), dell’8 ottobre scorso, riconosce “il diritto degli esseri umani a vivere una vita libera dall’esposizione a tossine mortali“, tra cui l’amianto

Adottata con 43 voti favorevoli, nessun contrario e 4 astensioni, il Consiglio:

1) riconosce il diritto a un ambiente sicuro, pulito, sano e sostenibile;

2) incoraggia gli Stati ad adottare politiche per il godimento del diritto a un ambiente sicuro, pulito, sano e sostenibile;

3) incoraggia a rispettare la biodiversità e gli ecosistemi;

4) invita l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a esaminare la questione ambientale con la massima urgenza .

Anche l’ILO adotta un codice di condotta 

Lo stesso giorno, l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), ha adottato un codice di condotta sulla sicurezza e la salute per i settori industriali.

Un compartimento che impiega 60milioni di persone.

Per l’occasione, l’ILO ha fornito “consigli completi e pratici su come eliminare, ridurre e controllare tutti i principali pericoli e rischi”.

La lista include “sostanze chimiche, rischi ergonomici e fisici, strumenti, macchine e attrezzature”.

Grande interesse hanno suscitato anche altri temi, tra cui quello della sicurezza degli edifici, dei sistemi antincendio e la questione amianto.

Le conseguenze devastanti del cambiamento climatico e della pandemia, devono essere affrontate dando la priorità a prodotti più ecologici, pratiche di lavoro più pulite e tecnologie sostenibili”, hanno dichiarato da ILO.  

I sindacati esultano: saremo davvero liberi? 

I sindacati hanno espresso grande soddisfazione. Da sempre si battono per garantire ai lavoratori il diritto universale di svolgere le loro mansioni in condizioni sicure e protette. 

Una svolta storica: liberi dai veleni

Per David Boyd, relatore speciale delle Nazioni Unite sui diritti umani e l’ambiente, si tratta di “una svolta storica”.

Ricordiamo infatti che la crisi ambientale globale provoca più di 9milioni di morti ogni anno.

Grazie a questa risoluzione, anche l’ambiente entra a far parte a pieno titolo dei diritti umani

In linea generale, l’UNHRC invita l’intero apparato dell’ONU, così come le varie organizzazioni internazionali, le aziende e la società civile, a contribuire in prima persona per assicurare questo diritto a tutti. 

Uno dei punti più interessanti del piano d’azione riguarda “la protezione dei lavoratori dai rischi legati all’esposizione all’amianto sul lavoro”.

Tuteliamo l’ambiente e gli uomini dal rischio amianto

In Italia, questo pericoloso minerale è stato ampiamente utilizzato per via della sua versatilità e per il suo basso costo.

Quando si è scoperta la correlazione tra l’esposizione alla fibra e lo sviluppo di patologie (spesso letali), è stata formulata la legge 257 del 27 Marzo 1992.

Da allora è vietato importare, utilizzare e commercializzare questo minerale.

È necessario, però, fare chiarezza: la legge in questione non prevede l’obbligo di rimozione delle strutture già edificate, ma vieta unicamente di fabbricare nuovi prodotti in amianto.

Insomma, se la legge è intervenuta nel merito delle azioni future, ciò che preoccupa allo stato attuale è la presenza di amianto in gran parte del territorio.

Dal momento che non tutti i siti sono stati bonificati, il minerale continua a rappresentare una seria minaccia.

Sono ancora tantissime le imprese in cui lavoratori respirano l’amianto.

Per non parlare di chi svolge attività di bonifica o smaltimento dei manufatti di amianto, i quali operano molto spesso in assenza di una specifica valutazione del rischio.

liberi - polvere Amianto

La necessità di tenere monitorato l’amianto è il motivo per il quale la legge del 1992 ha imposto la segnalazione all’ASL della sua presenza nelle strutture. Peccato che non sempre venga segnalata.

Come tradurre la questione amianto in azioni concrete? 

La rivista americana New Solutions, specializzata su tematiche ambientali, ha proposto qualche soluzione concreta.

Il titolo parla chiaro: “Accelerazione della rimozione dell’amianto per creare nuovi posti di lavoro e ridurre i combustibili fossili a favore della salute pubblica e dell’attenzione al clima: un contributo alla rinascita dell’economia italiana post-Covid-19″

A firmarlo, Alessia Angelini, ingegnere chimico lucchese che collabora da anni con l’Ispro, l’Istituto per lo studio la prevenzione e la rete oncologica di Firenze, e Stefano Silvestri, uno dei massimi esperti in materia di amianto in Italia e all’estero. 

Una proposta decente: essere liberi  dai veleni si può

Gli autori dell’articolo, propongono di utilizzare i fondi europei finalizzati alla ripresa economica, per eliminare l’amianto da industrie e abitazioni.

“L’economia italiana è stata colpita dalla pandemia. I fondi per la ripresa economica dell’Unione Europea e del governo italiano, forniranno speciali prestiti per la ripresa economica”, spiega Alessia Angelini.

Essi sono finalizzati al risparmio energetico e alla conseguente riduzione delle emissioni di gas serra, per soddisfare gli obiettivi climatici dell’Accordo di Parigi”.

I calcoli degli esperti

Relativamente alla pericolosa fibra killer, in Italia, milioni di metri quadrati di coperture in cemento amianto (AC) coprono edifici industriali e civili. 

Sebbene l’amianto sia stato utilizzato per le sue eccellenti proprietà di isolamento termico, i calcoli di Angelini e Silvestri hanno dimostrato qualcosa di sorprendente.

Le proprietà di isolamento termico e risparmio energetico delle coperture in cemento-amianto sarebbero inferiori a quelle dei materiali esenti da amianto.

“La rimozione di questo materiale contenente amianto contribuirebbe a tre obiettivi legati a pandemia e ripresa economica.

Creazione di posti di lavoro, riduzione dei gas serra (attraverso il risparmio energetico) e miglioramenti della salute pubblica”, ribadisce l’ingegner Angelini.

Questa decisione potrebbe contribuire in modo significativo ai piani per la transizione verso una “economia verde con sviluppo ecosostenibile”.

Cosa accadrà nel presente prossimo 

L’uso continuato dell’amianto non è conforme né all’ethos né alle disposizioni delle nuove linee guida di cui abbiamo parlato. 

Il riconoscimento globale del diritto umano di respirare aria pulita e bere acqua dolce, rafforza le richieste ai governi di vietare l’uso dell’amianto.

ILO aumenterà la responsabilità dei governi e dei datori di lavoro di fermare l’uso di tutte le forme di amianto, incluso il crisotilo, in tutto il mondo.  Significherà che l’uso continuato dell’amianto costituirà una “violazione dei diritti umani”.

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