sabato, Aprile 13, 2024

Legionellosi: serve un approccio preventivo per la salute pubblica

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RECENTI CASI DI CRONACA A TORINO E PIANO DI SORRENTO HANNO FATTO SCATTARE L’ALLERTA LEGIONELLOSI, UNA PATOLOGIA RESPIRATORIA CHE PUÒ AVERE GRAVI CONSEGUENZE SULLA SALUTE. SOLO ADEGUATE FORME DI PREVENZIONE E CONTROLLO POSSONO CONTRASTARNE LA DIFFUSIONE, MA È NECESSARIO AGIRE TEMPESTIVAMENTE PER GARANTIRE LA SICUREZZA PUBBLICA

Legionellosi: a Nord e a Sud due focolai

Lo scorso febbraio 2024, due episodi di legionellosi hanno fatto scattare un’allerta. Il primo episodio si è verificato in un condominio di Grugliasco, alle porte di Torino. Il secondo, in una scuola di Piano di Sorrento (NA).

Le analisi effettuate sui campioni hanno rivelato la presenza del batterio all’interno degli impianti idrici.

Grazie alle procedure di bonifica, si è riusciti a gestire la situazione in modo efficace, ma c’è ancora molto da fare relativamente alla prevenzione e gestione del rischio.

A sottolinearlo l’Istituto Superiore di Sanità (ISS). Stando agli ultimi dati, pubblicati a giugno 2023 nel Bollettino epidemiologico nazionale nel 2022 sono stati segnalati complessivamente 3.111 casi di legionellosi in Italia. Di questi, 3.039 sono stati classificati come “casi confermati” e settantadue come “casi probabili”: un incremento del 14% rispetto all’anno precedente. Dati che – come sottolineato dall’ISS in una nota – evidenziano una gestione spesso inadeguata delle acque e una carenza nella formazione dei gestori o degli amministratori degli edifici e dei tecnici del settore. Ma cos’è esattamente la legionellosi?

Etimologia del temine: legionellosi

La legionellosi prende il nome dalla sua prima identificazione: un’epidemia avvenuta nel 1976 durante un evento organizzato dai veterani della Legione americana a Philadelphia.

I quella occasione, molti partecipanti furono colpiti da una grave forma di polmonite, successivamente identificata come una nuova malattia causata da un batterio.

Da qui la scelta del nome.

Successivamente, furono rilevate altre forme di legionellosi, come la malattia di Pontiac, che è una forma più lieve di infezione causata dallo stesso batterio.

La differenza fra le due forme?

Quest’ultima, presenta sintomi simili a quelli dell’influenza comune, come febbre, mal di testa e dolori muscolari.

La malattia del Legionario invece, oltre a causare febbre alta, tosse, difficoltà respiratorie, può progredire, fino a provocare polmoniti, insufficienza respiratoria e persino la morte, soprattutto nelle persone vulnerabili come gli anziani o coloro con condizioni di salute precarie preesistenti. Pertanto, è fondamentale prestare attenzione ai sintomi e cercare cure mediche tempestive in caso di sospetta infezione.

Conosciamo la patologia

A causare la legionellosi sono sia il batterio Legionella Pneumophila sia altri del genere Legionella, due patogeni comuni il cui habitat naturale è solitamente rappresentato dagli ambienti acquatici naturali, come fiumi, laghi, stagni e serbatoi d’acqua.

Per loro natura, i batteri sono altresì in grado di proliferare anche all’interno di strutture artificiali: dagli impianti idrici alle piscine, vasche idromassaggio, torri di raffreddamento, fontane ai sistemi di condizionamento di edifici privati e pubblici, come strutture sanitarie e turistico-ricettive.

La loro capacità di esistere e riprodursi in diversi luoghi e circostanze ne eleva la pericolosità.

Come ci si infetta

Principalmente ci si infetta inalando goccioline d’acqua contaminata, sotto forma di aerosol o micro-gocce nebulizzate, che possono entrare in contatto con i polmoni. Gli aerosol possono essere generati da fontane, docce, nebulizzatori, condizionatori d’aria e altri dispositivi che spruzzano acqua. Il contagio può inoltre avvenire tramite il contatto diretto con una persona infetta, inalando o bevendo acqua contaminata.

Le persone più vulnerabili alla legionellosi sono coloro che hanno il sistema immunitario compromesso, come gli anziani, i fumatori, le persone con malattie croniche o immunosoppressive, e coloro che hanno subito trapianti di organi.

La diagnosi precoce è dunque fondamentale per garantire un trattamento efficace e prevenire complicazioni gravi, tuttavia, la prevenzione è fondamentale per evitare la diffusione della malattia.

Prevenire la legionellosi è meglio che curarla

La prevenzione della diffusione della legionella richiede un approccio mirato e personalizzato, che consideri le caratteristiche specifiche degli impianti idrici colpiti e la virulenza della colonizzazione batterica. Pertanto, è fondamentale affidarsi all’analisi e alla gestione del problema da parte di un ente specializzato.

Il processo di valutazione è fondamentale per determinare quale sistema di disinfezione sia più efficace e quale possa garantire un risultato decisivo nella risoluzione della problematica.

«In questo contesto – spiegano gli esperti di Culligan International in una nota – gli impianti di disinfezione e trattamento dell’acqua all’avanguardia rappresentano un elemento chiave nella prevenzione della legionella». È essenziale utilizzare prodotti appositamente progettati, sicuri e di alta qualità, insieme a un’assistenza dedicata per monitorare e sanificare gli impianti.

Tra le misure preventive, il trattamento delle acque sanitarie riveste un ruolo fondamentale. Ciò include l’impiego di sistemi di disinfezione dell’acqua combinati a sistemi di addolcimento per ridurre le incrostazioni calcaree, che possono favorire la proliferazione della legionella, come i sistemi di ultrafiltrazione, raggi ultravioletti e trattamenti termici shock. Parallelamente, è essenziale adottare misure di controllo del contagio per impedire la diffusione della Legionella.

Ma entriamo nel dettaglio.

I sistemi al top consigliati dagli esperti

Relativamente alla disinfezione delle acque, la monoclorammina (a base di cloro) emerge come una soluzione versatile, adatta a diversi tipi di impianti. Non solo garantisce un trattamento efficace, ma è anche in grado di ridurre al minimo la presenza di ferro nell’acqua, il che contribuisce drasticamente a limitare la proliferazione batterica.

Un altro sistema rilevante è il biossido di cloro, che assicura una disinfezione sicura e completa. Questa tecnologia, ampiamente adottata negli ultimi anni, offre la possibilità di una produzione in sito per grandi strutture, oltre a fornire soluzioni stabilizzate bicomponente come il CHEM OXIDE, adatto a strutture di dimensioni medio-piccole.

Un’altra opzione efficace è rappresentata dal perossido di idrogeno Belox 35 F, una soluzione concentrata a base di acqua ossigenata biocida, caratterizzata da una facile dosabilità e da un’assenza di odore.

Figure chiave

Per garantire la tutela della salute pubblica, è indispensabile individuare un responsabile specifico che implementi piani di valutazione del rischio, conduca campagne di analisi microbiologiche, mantenga registri di manutenzione e implementi impianti di trattamento e disinfezione delle acque. Solo attraverso un approccio completo e coordinato è possibile infatti mitigare efficacemente il rischio di contaminazione e proteggere la salute degli individui.

Quanto ai responsabili della prevenzione, questi includono coloro che gestiscono impianti idrici e sistemi di raffreddamento, così come le autorità sanitarie che stabiliscono normative e linee guida per il controllo della qualità dell’acqua.

Ma cosa dice la legge?

Il quadro normativo sulla legionella

Il quadro normativo che riguarda legionella è fondamentale per garantire la sicurezza delle acque destinate al consumo umano e prevenire la diffusione della legionellosi. A livello nazionale e internazionale, sono state stabilite linee guida e normative specifiche.

Quelle italiane, emanate nel maggio 2015, forniscono indicazioni dettagliate sulle migliori pratiche costruttive per i nuovi impianti e raccomandazioni per la gestione e la manutenzione degli impianti esistenti.

Esse includono anche la valutazione periodica del rischio per la salute umana, che è fondamentale per identificare e mitigare potenziali fonti di contaminazione da Legionella.

A livello europeo, il Decreto Legislativo 23 febbraio 2023 n.18, ha introdotto un parametro limite per il controllo della presenza di Legionella nelle acque destinate al consumo umano.

Nello specifico, il decreto stabilisce una soglia di sicurezza fissata a valori inferiori a 1000 UFC/l (unità formanti colonie per litro), al di sotto della quale le acque vengono considerate sicure per il consumo umano.

Numero verde ONA

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