venerdì, Febbraio 23, 2024

Le Torri di Anselm Kiefer all’HangarBicocca di Milano: un ritorno al passato, guardando al futuro

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ALL’INTERNO DI PIRELLI HANGARBICOCCA A MILANO, SI TROVA UN’INSTALLAZIONE PERMANENTE SITE-SPECIFIC, CIOÈ CONCEPITA APPOSITAMENTE PER QUEL LUOGO. È UN’OPERA DI ARTE MODERNA DELL’ARTISTA TEDESCO ANSELM KIEFER, CONOSCIUTA COME “I SETTE PALAZZI CELESTI”. LA CREAZIONE, REALIZZATA NEL 2004, SI COMPONE DI SETTE IMPONENTI TORRI, CIASCUNA ALTA TRA I 14 E I 18 METRI E PESANTE 90 TONNELLATE, REALIZZATE CON CEMENTO ARMATO ED ELEMENTI IN PIOMBO. “I SETTE PALAZZI CELESTI” TRAGGONO ISPIRAZIONE DA SIMBOLI PRESENTI NELLA CULTURA E NELLA TRADIZIONE MISTICA EBRAICA

Le città cambiano. Cambiano attraverso il racconto, attraverso i confronti storici tra passato e futuro, sviluppando l’immaginario collettivo e la coesistenza umana.

Le torri di Anselm Kiefer sono opere percorribili, attraversabili. Enfasi del paesaggio e visibilità della stratificazione storica tra terra e cielo, con un’attenzione al cielo e un’attenzione alla terra, per catturare lo spazio luce intorno e sulle città, per costruire un nuovo punto di vista e di prospettive sulle città, tra intuizione e realtà.

Vivere lo spazio dell’arte nell’architettura, nel paesaggio dei volumi costruiti con materiali naturali, concreti, nello spazio infinito. Per connettersi nello spazio tempo terrestre circolare, sfiorando il paesaggio variegato tra monti, colline, laghi, pianure, spiagge e mari infiniti.

Cambiando il punto di vista, cambia la visione del mondo, cambia la percezione dei luoghi abitati. Un ponte tra colori e forme, percependo una nuova città cercando e vedendo la stratificazione storica di essa, tra la ricchezza infinita di forme per l’immaginario collettivo, percependo il processo evolutivo della costruzione di un punto di vista, solido nel tempo.

le TORRI di Anselm Kiefer

La magia delle torri di Kiefer

Torri in uno spazio aperto alla natura, all’ambiente, che parte dalla città costruita per espandersi nella città campagna. Torri che ricordano periodi celestiali, rovine vissute, corpi spirituali che dichiarano la scoperta del limite fisico e visivo dell’uomo, che maturano la consapevolezza dell’assoluto fisicamente intangibile. Ma raggiungibile attraverso l’immaginazione che si incammina verso la strada dell’introspezione e della trascendenza, esplorando esperienze nuove. Che rivelano illuminazioni mentali, che vanno di pari passo al sentimento della privazione, rispetto all’incommensurabile natura dell’architettura.

le TORRI di Anselm Kiefer

Misticismo nell’arte e nell’architettura

Come nel caso dei mistici, dei profeti, dei santi, degli alchimisti, i quali tendono a esprimersi in modi allusivi e visionari. L’arte e l’architettura ricorrono a simboli e forme per esprimere temi e dinamiche immense. Che sopravanzano le facoltà percettive e cognitive umane, vedendo e sentendo spinte visive che compongono immagini frammentarie del proprio tempo, della propria storia, cogliendo il senso di mancanza e il riconoscimento di un insieme cosmico che gravita sulle sculture torri.

Poco importa se si attinge a frammenti di storia europea, o al misticismo ebraico, o all’alchimia, o all’antico testamento, o ai miti Greci, o all’Egitto e alle civiltà millenarie. Ciò che conta è percepire la medesima tensione che polarizza elementi eterogenei, terrestri e celesti, storici e mitici, concreti e sovrannaturali, letterari e visivi, secolari e religiosi. Inglobandoli in un unicum dialettico trasmesso dalla presenza della materialità. Forte dei materiali naturali e la spiritualità dei temi e dei contenuti che le torri evocano, costituendo l’emblema di un quid portentoso e inconoscibile. Che scivola da valutazioni raziocinanti, incontrando due dimensioni, quella artistica e architettonica, e quella associata al sacro e ai misteri dell’uomo e della religione.

Le torri di Anselm Kiefer. Oltre il tempo cronologico

Due piani che non solo si intrecciano, si sovrappongono e si confondono l’uno con l’altro, ma che si proiettano oltre il tempo cronologico, rivendicando all’arte e all’architettura, la sua grandiosità e magnitudine che riguarda la capacità di intercettare e custodire nel tempo, il sentimento dell’eterno immaginato come una qualità remotissima. Percepibile con la mente e con i sensi dell’uomo, offrendo una suggestiva testimonianza di qualcosa di perenne, che diviene captabile nel presente contemporaneo, riconoscendo la distanza nel tempo, tra passato e futuro.

Bibliografia essenziale:

Massimo Cacciari, Anselm Kiefer – Catalogo Mostra Museo Correr, Venezia – Editore CHARTA, Milano, 1997.

© Domenico Tangaro

Numero verde ONA

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