martedì, Luglio 23, 2024

Le magnifiche orchidee che vivono nel parco Gargasole di Bari

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NEL PARCO GARGASOLE DI BARI È PRESENTE UNA COLONIA DI ORCHIDEE DI OPHRYS PASSIONIS GARGANICA E DI OPHRYS LUTEA. IN NATURA CRESCE GRAZIE ALL’AMBIENTE OMBROSO E UMIDO DEL SOTTOBOSCO

L’orchidea selvatica è spesso definita la regina dei fiori: colorata, profumata, affascinante e soprattutto spontanea. Anche se forse non è ancora risaputo, in Italia ne esistono una ventina di generi e circa 200 tra specie e sottospecie.

Queste, a loro volta, sono ulteriormente differenziate per area, tipologia e periodi di fioritura. Un universo colorato e affascinante che nel mondo della botanica rappresenta una specie tra le più evolute, come tra gli animali lo è il genere umano.

Nel parco Gargasole di Bari cresce rigogliosa una colonia di Ophrys Passionis Garganica, che è la più diffusa, e un’altra di Ophrys Lutea.

Qui ci sono le condizioni ideali per le due varietà presenti: ambienti ombrosi di sottobosco, anche senza esposizione al sole e umidi. Molte vivono in aree poco frequentate dagli esseri umani. La loro caratteristica “mimetica” le rende particolarmente appetibili agli insetti. Nel parco, infatti, ci sono molte api.

Ecco le principali differenze tra le due specie di orchidee del Gargasole

Le orchidee Passionis (vedi foto di copertina) hanno l’infiorescenza viola molto scura tendente al nero, mentre la Lutea ha il fiore giallo intenso. Il ciclo di fioritura è breve, di una settimana circa, concentrato verso la fine di marzo.

Probabilmente sarà questo il motivo per cui le prime sono definite “Passionis”. La durata dell’infiorescenza, infatti, corrisponde spesso al periodo che ricorda la Passione di Cristo. I fiori sono piccoli, al massimo raggiungono i 25/30 centimetri di altezza. Hanno le radici a bulbo molto forti, perciò possono riprodursi sottoterra e rimanere nascoste per molto tempo.

Insomma, fiori ricchi di risorse e anche molto specializzati. Difatti, hanno un impollinatore dedicato solo a loro, che scelgono adattando le proprie sembianze, i colori e i profumi. Questa tecnica consente all’orchidea di camuffarsi da esemplari femminili di insetti. Attirano il maschio dell’insetto in modo tale che nel tentativo di accoppiarsi impollina il fiore.

L’uomo, una minaccia per la sopravvivenza dell’orchidea selvatica

La principale minaccia per le orchidee selvatiche, come per tante specie vegetali e animali, è l’essere umano, soprattutto se cittadino. La città non è un posto caratterizzato da vegetazione spontanea e naturale. Il suo inquinamento ambientale, le sue superfici impermeabili, la scarsa cultura ecologica non ne consentono la sopravvivenza.

L’orchidea del Gargasole si è così riappropriata di una parte dell’ex caserma Rossani. Le realtà che si occupano del parco, come l’APS Masseria dei Monelli/Ortocircuito, ne hanno notato la presenza e promosso giornate dedicate alla conoscenza e cura.

Numero verde ONA

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