martedì, Luglio 23, 2024

L’Arma e il Politecnico di Bari insieme per il territorio

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I CARABINIERI E IL POLITECNICO DI BARI HANNO STRETTO UN ACCORDO PER AFFRONTARE INSIEME I TEMI LEGATI ALLA LEGALITÀ E ALLA TUTELA DEL PATRIMONIO AMBIENTALE E CULTURALE

L’Arma dei Carabinieri ha avviato una collaborazione con il Politecnico barese per portare nelle aule i temi della legalità e della tutela del patrimonio ambientale e culturale.

Il Generale Stefano Spagnol, Comandante della “Legione Carabinieri Puglia”, e il Rettore Francesco Cupertino hanno firmato un protocollo di intesa su ricerca, studio e formazione.

L’iniziativa coinvolge i militari del Comando Tutela Patrimonio Culturale. L’accordo firmato nella sede dell’amministrazione centrale del Politecnico di Bari amplia la rete delle collaborazioni dell’Istituto.

In particolare, il protocollo d’intesa con il Comando Legione Carabinieri Puglia consentirà all’Arma di portare le competenze e l’esperienza dei reparti specializzati nelle aule universitarie. In questo modo, si potrà dialogare con gli studenti sui temi della legalità e del contrasto allo spaccio e all’uso di droghe. Previsti anche dibattiti sulla tutela dell’ambiente e del patrimonio culturale.

Ricerca e studio anche sul patrimonio immobiliare dei Carabinieri

La convenzione tra i Carabinieri e l’Ateneo prevede anche la possibilità di condividere progetti di ricerca e studio che riguardano il patrimonio immobiliare dei Carabinieri.

Saranno presi in considerazione gli edifici di interesse storico e la loro riqualificazione, l’efficientamento energetico delle caserme, le telecomunicazioni e la digitalizzazione dei processi.

«Siamo lieti di mettere a disposizione dei Carabinieri le competenze multidisciplinari del Politecnico – ha commentato il Rettore Francesco Cupertino – e allo stesso tempo di poter beneficiare delle loro competenze in materie di grande attualità e interesse per i nostri giovani. Le Università del Mezzogiorno rappresentano anche dei presidi di legalità e, a volte, l’unico strumento per garantire ai giovani la libertà di determinare il loro futuro». «In un mondo sempre più complesso e in rapido cambiamento – ha aggiunto Cupertino – abbiamo il dovere di arricchire continuamente la nostra formazione universitaria, aprendoci sempre più al dialogo e alla reciproca contaminazione di conoscenze».

Le attività previste in campo architettonico

Alla firma dell’accordo hanno partecipato anche il Capo di Stato Maggiore Alessandro Della Nebbia e Loredana Ficarelli, Prorettrice Vicaria del Politecnico, docente di architettura. Presente Matteo Ieva, docente di architettura e responsabile scientifico della collaborazione.

Tra le attività previste, un posto è stato riservato alla ricerca. Ma anche allo studio e alla formazione nell’ambito della Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio. La sede di questa è a Taranto ma fa capo al Dipartimento di Architettura, Costruzione e Design del Politecnico di Bari.

Una cabina di regia composta da docenti e militari, prevista dallo stesso accordo, potrà organizzare seminari, progetti di tesi, casi di studio. In queste attività, si potranno coinvolgere gli specializzandi, guidati dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale.

Incrociare le conoscenze dell’Arma con quelle del Politecnico per far crescere il territorio

La collaborazione tra i Carabinieri e il Politecnico mira a sensibilizzare i giovani sull’ambiente e sul patrimonio culturale. «Metteremo a disposizione ufficiali dell’Arma per tutte le attività che potremo concordare con il Politecnico», ha dichiarato il Generale Spagnol.

«È importante per noi instaurare un dialogo, sulla base dell’esperienza che i Carabinieri hanno acquisito sul territorio e recependo gli stimoli che potranno arrivarci dalla comunità universitaria. Dopo l’accorpamento tra Carabinieri e Corpo Forestale dello Stato, l’Arma è diventata la polizia ambientale più importante al mondo, con competenze specifiche in materia di biodiversità, di tutela del patrimonio naturale che vogliamo incrociare con le conoscenze del Politecnico e mettere al servizio del territorio».

Numero verde ONA

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