lunedì, Agosto 15, 2022

L’appello di Rifugio Miletta in difesa di maiali e cinghiali

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I VOLONTARI DEL RIFUGIO MILETTA E DELLA SFATTORIA DEGLI ULTIMI DIFENDONO I MAIALI E I CINGHIALI DALL’ABBATTIMENTO PREVISTO DAL MINISTERO DELLA SALUTE

Rifugio Miletta lancia un appello affinché non vengano uccisi i maiali e i cinghiali della Sfattoria degli Ultimi a Roma. Qui vivono circa 120 tra maiali e cinghiali, tutti microchippati e registrati nella Banca Dati Nazionale come animali non destinati alla produzione di alimenti.

L’ordinanza n. 1/2022 del ministero della Salute sulla prevenzione della peste suina africana non stabilisce l’abbattimento/macellazione preventiva degli animali non destinati alla produzione alimentare. Ma a Roma sembra invece che non sia così.

I volontari che da sempre si prendono cura di questi animali si aspettano che venga loro notificato, da parte dei servizi veterinari, l’ingiunzione di abbattimento. Questo potrebbe arrivare presto e comporterebbe l’uccisione con scariche elettriche di maiali e cinghiali.

La PSA, Peste Suina Africana e i protocolli previsti

In questo periodo, nel territorio laziale è in corso un’epidemia dovuta alla diffusione del virus della peste suina africana. È questa una malattia che colpisce esclusivamente maiali e cinghiali e che non è contagiosa né pericolosa per le altre specie animali.

Tuttavia, per evitare che il virus contagi gli animali, i volontari del Rifugio Miletta rispettano tutte le norme sulla biosicurezza. Hanno, infatti, costruito doppi recinti, consentendo l’accesso delle auto nella struttura solo dopo il passaggio obbligato su un folto strato di calce in polvere.

Tutti gli animali sono censiti alla Asl di riferimento come animali non DPA (Destinato alla Produzione di Alimenti) e sono tutti identificati con microchip. Proprio perché si tratta di animali non DPA, nei loro confronti non sono applicabili alcuni protocolli.

Per esempio, non sono attuabili i protocolli in materia di contenimento della diffusione della peste suina africana, che consiste nell’abbattimento di tutti i capi.

L’appello del presidente del Rifugio

Alessandra Motta, presidente del Rifugio Miletta, si dice preoccupato e indignato per la vicenda e si appella ai decisori politici per impedire l’abbattimento degli animali. Si affida, in questo momento difficile, al sostegno delle persone che hanno a cuore questi animali e che abbracciano il progetto di salvezza e accudimento. Invita, dunque, a firmare la petizione per salvare gli animali e a condividerla.

Le finalità del Rifugio Miletta

Rifugio Miletta è un’organizzazione no-profit, antispecista, che si prende cura degli animali in difficoltà e promuove la cultura del rispetto dei loro diritti. Presso il Rifugio, asini, cavalli, mucche, capre, cani, gatti, uccelli e altri ospiti convivono liberamente e pacificamente.

Il Rifugio Miletta ha come finalità la protezione e la promozione dei diritti degli animali e la diffusione di un modello di convivenza fondato sull’empatia. I volontari lottano, inoltre, per il riconoscimento degli animali come soggetti di diritti: il diritto alla vita, alla libertà e alla non sofferenza. Il Rifugio si trova ad Agrate Conturbia (NO) in via Visconti, 31.

La “Sfattoria degli Ultimi”

La “Sfattoria degli Ultimi” è una realtà che nasce per accogliere e accudire i maiali salvati da situazioni di sfruttamento e maltrattamento. Recupera anche i cinghiali sul territorio a seguito delle segnalazioni effettuate dai cittadini per scongiurarne la destinazione verso aziende faunistico venatorie. la Sfattoria si trova a Roma e basa la sua esistenza sull’autosufficienza e l’autofinanziamento, contando sul contributo e la devozione dei volontari.

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