giovedì, Ottobre 6, 2022

La Terza Rivoluzione Agricola

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La Terza Rivoluzione Agricola: Roberto Gualtieri (ministro dell’Economia e delle Finanze Italiane – 2019) sostiene che il compito della storia contemporanea è quello di intuire i mutamenti fondamentali e strutturali. Questi hanno modellato il mondo moderno. È importante quindi individuare la loro chiara fisionomia.

Terza Rivoluzione Agricola: nuovi progetti per le città

Tali mutamenti sono avvenuti, in Europa e in Italia, a seguito del crescente afflusso di materie prime e prodotti agricoli. Questi provenivano dalle Americhe, Russia, Cina e Giappone. Poi si sono aggiunti l’affermazione di nuovi materiali e nuovi prodotti come l’acciaio, i prodotti chimici, le nuove fonti energia.

Lo IAM di Bari, che dipende dal CIHEAM (Centre international de hautes études agronomiques méditerranéennes – Centro internazionale di alti studi agronomici mediterranei), svolge una formazione post-universitaria su: tecnica della bonifica integrale, irrigazione e conservazione del suolo, problemi posti dallo sviluppo del territorio, cooperazione internazionale nel campo dell’agricoltura (foto Gianni Avvantaggiato)

Hanno introdotto nuove tecniche di produzione agricola e industriali. Così hanno consentito lo sviluppo di nuovi mezzi di trasporto e di comunicazione. In questo modo hanno rivoluzionato, di fatto e in breve tempo, la vita in Europa e in Italia, nel Novecento.

Così facendo si è diffuso nella vita reale, il principio della pianificazione scientifica dell’attività economica. Si trasformò radicalmente il panorama dell’Europa e nello specifico dell’Italia. In più si sono modificati la natura e i compiti dello Stato, le forme dell’agire politico, il nesso tra dimensione internazionale, nazionale, regionale e comunale dei processi.

Hanno modificato la stessa “coscienza” individuale degli uomini nell’ambito dell’economia. Così si conferma il concetto che l’economia è, essa stessa, un prodotto della società e della politica.

L’analisi sull’evoluzione storica della società

Quest’analisi puntuale, mi ha consentito di ordinare i diversi aspetti dell’evoluzione storica della nostra società, della politica, delle nostre città e gli ampi territori extraurbani a loro collegati. Si favorisce in tal modo la comprensione della sua trasformazione nel tempo da società agricola (1700), a società pre-industriale (1800), a società industriale e di servizi (1900), ossia la cosiddetta, seconda rivoluzione industriale.

Tali modificazioni ci hanno accompagnato nel tempo, a una trasformazione – qualitativa – dell’organizzazione sociale, delle città e dei territori; un fenomeno che ha modificato radicalmente il modo in cui gli uomini vivono la storia, le nazioni, le città, i territori, attraversando cambiamenti densi di valori e implicazioni.

Partendo da questo punto di vista ho intuito la necessità di individuare, per quanto possibile, un’ipotesi di progetto per i territori e le città del terzo millennio. L’idea è fondata su una nuova rivoluzione, la terza rivoluzione agricola. Questa propone, in modo contemporaneo e al centro delle attività sociali, umane ed economiche, l’agricoltura, supportata dall’industria.

Un’agricoltura e una nuova società agricola evoluta utilizza l’industria, orientandola in senso fisico ed etico. Il fine è la realizzazione di un nuovo sistema agricolo territoriale che coinvolga i Comuni, le Regioni e lo Stato italiano.

Terza Rivoluzione Agricola: agricoltura sostenibile

Una delegazione di ricercatori dei Paesi del Mediterraneo esamina le tecniche agroecologiche in serra dell’Istituto agronomico mediterraneo (IAM) di Bari (foto Gianni Avvantaggiato)

Si pone al centro della rivoluzione, la società umana e il suo sostentamento fondato sul lavoro e sulla qualità dell’agricoltura e dell’utilizzazione sostenibile e responsabile dei territori, delle sue capacità produttive, delle acque dei fiumi che lo attraversano, dei mari che li delimitano.

Ricostruendo, di fatto, il rapporto tra l’uomo, la città, la campagna. Inoltre, si distribuiscono le concentrazioni urbane nel territorio circostante, recuperando un rapporto autentico tra, territorio, casa, lavoro, economia. Quindi si tende a riequilibrare la congestione nelle grandi città e nelle metropoli italiane.

Ridando un ruolo centrale ai territori, vari e diversi intorno e fuori dalle città e i centri urbani, ridando vita ad ampie ed estese aree geografiche da condividere, gestire e presidiare, con una nuova e moderna idea di umanità.

La rivoluzione agricola può portarci al riequilibro della sostenibilità ambientale. Partendo dal lavoro, dalla produzione di alimenti, prodotti e servizi, si possono proporre gli elementi strutturali per riprogettare le nostre città e i nostri territori. Tutto è possibile all’interno di un’economia complessa, che stimola e fissa i valori e gli elementi costitutivi di un nuovo progresso.

Bibliografia Essenziale:

Roberto Gualtieri, Introduzione alla Storia Contemporanea, Carocci Editore, Roma, 2011

Il ruolo dell’ONA nella difesa dell’ambiente

L’ONA-Osservatorio Nazionale Amianto è in prima linea per difendere l’ambiente. Sostiene quindi una rivoluzione agricola, da compiersi senza pesticidi e altri contaminanti.

Infatti avere un’alimentazione sana è il primo passo per salvaguardare la salute dei cittadini.

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