sabato, Aprile 13, 2024

Picasso e “La metamorfosi della figura”. La natura femminile nell’arte di Pablo

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LA MOSTRA “PICASSO. LA METAMORFOSI DELLA FIGURA”, AL MUDEC DI MILANO, DAL 22 FEBBRAIO AL 30 GIUGNO 2024. CON IL PATROCINIO DELL’AMBASCIATA DI SPAGNA IN ITALIA

Alla fine del 1953 Francoise Gilot lasciò Pablo Picasso.

Dopo poco tempo la sua presenza fu sostituita da un’altra donna, Jacqueline Nocque, conosciuta nel laboratorio di ceramiche a Vallauris.  Jacqueline nel 1961 diventò la sua nuova moglie ma già dal 1956 dominava, con la sua immagine rielaborata, nelle sue opere.

L’11 dicembre 1961, data in cui Pablo Picasso firma l’opera “Nu Accoudé”, Madrid gli organizzò una mostra personale con oltre duecento disegni. Nella Riviera francese furono promossi grandi festeggiamenti per l’occasione. Tra questi, i più interessanti e inconsueti, li ricevette dalla cittadina di Vallauris in Costa Azzurra, località vicino a Mougins, con una grande tradizione della ceramica.

(Picasso aveva compiuto ottant’anni da pochi mesi, il 25 ottobre, quando “Nu Accoudé” fu pubblicata nel manifesto della mostra. Nonostante, però, la sua popolarità in altri Paesi come la Francia e gli Stati Uniti, in Spagna la sua fama era inferiore a causa dei difficili rapporti politici, con il regime di Francisco Franco. Guernica ne fu, appunto, l’opera pittorica/documento di denuncia sociale e politica più importante).

La Corrida fu il fulcro delle manifestazioni che, per due giorni, fermarono il Paese. Ebbe luogo in una piazza della città, con toreri famosi come Dominguin, Ortega e Vàsquez.

Le esposizioni, le serate di gala, i balletti in suo onore e i concerti lo tennero lontano dalla sua residenza a Mougins. Ma tra una manifestazione e una festa, cui partecipava con grande piacere e felicità, amava rifugiarsi nella quiete del paesaggio della Riviera francese, per creare opere di grande intimità familiare e coniugale.

Il “Periodo Blu” di Picasso

Jacqueline Nocque, conosciuta alcuni anni prima, diventò uno dei suoi soggetti preferiti negli ultimi anni e l’opera “Nu Accoudé”, (1961), racconta il sentimento e le emozioni personali della nuova vita. Dell’entusiasmo che la nuova moglie riuscì a stimolargli, nell’atmosfera intima e coniugale, ritraendola nuda e accovacciata su un improbabile divano blu su fondo verde.

Opere che riportano alla mente il suo Periodo Blu, in cui le forme del nudo seppure informi, immaginarie e metamorfiche, rimandano alla riconoscibilità della nuova compagna.

Marie Thérèse Walter, amante e musa

Nello stesso modo anni prima, nel 1927, diventò uno dei suoi soggetti preferiti Marie Thérèse Walter. La giovane fanciulla di diciassette anni diventò sua amante e modella sino al 1935.

Anche Lei, con la sua relazione amorosa, stimolò l’immaginazione creativa di Pablo Picasso per la creazione di due opere bellissime. “Femme endormie”, (1932), in cui la giovane amante emerge nell’opera da un intricato disegno labirintico di linee prodotte dalla sua immaginazione, assumendo infine, le fattezze di una donna. “Le sommeil”, (1932), in cui, con il suo linearismo l’artista descrive la bellezza di un corpo esteticamente erotico, raccontato con forme e colori. Opere che nell’arte di Pablo Picasso, appartengono solo a Marie Thérèse Walter.

La mostra “Picasso. La metamorfosi della figura”, è stata prodotta da 24 ORE Cultura e promossa dal Comune di Milano-Cultura, con il contributo di Fondazione Deloitte, Institutional Partner e con il patrocinio dell’Ambasciata di Spagna in Italia.

Bibliografia Essenziale:

Bernice B. Rose, “Picasso 200 capolavori dal 1898 al 1972” – Electa, Milano, 2001

© Domenico Tangaro

Numero verde ONA

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