sabato, Giugno 15, 2024

La Corte di Appello di Roma condanna l’INAIL all’indennizzo di ex dipendenti di Alitalia e Cotral

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LA CORTE DI APPELLO DI ROMA HA CONDANNATO L’INAIL A CORRISPONDERE UN INDENNIZZO PER INABILITÀ PERMANENTE A DUE LAVORATORI ESPOSTI ALL’AMIANTO. INOLTRE, IL TRIBUNALE HA CONDANNATO L’INPS AD ADEGUARE LE POSIZIONI CONTRIBUTIVE DI ENTRAMBI I RICORRENTI

La Corte di Appello di Roma ha condannato l’INAIL a corrispondere un indennizzo per inabilità permanente a due lavoratori.  G.A. e N.G., ex dipendenti rispettivamente di Cotral S.p.A. e Alitalia S.p.A., sono infermi a causa delle malattie professionali che si sono sviluppate a seguito dell’esposizione all’amianto sul posto di lavoro. In precedenza, l’INAIL aveva respinto le domande di riconoscimento della malattia professionale presentate dai lavoratori.

G.A., che era impiegato presso Cotral S.p.A., ha lavorato come manovale addetto alla pulizia di stazioni ferroviarie e dei locali tecnologici dal 1981 al 1989. Si è occupato della pulizia dei treni, della manutenzione dei ceppi dei vagoni e della pulizia dei relativi pezzi. Dal 1989 al 1999, ha svolto mansioni di manovratore presso l’impianto di Magliana.

G.N., invece, ha lavorato per Alitalia S.p.A. dal luglio del 1995 all’ottobre del 2014. All’Aeroporto di Roma Fiumicino si occupava delle operazioni di sottobordo all’aeromobile e forniva supporto alle attività di trasporto aereo.

Ezio Bonanni, legale dei due operai e presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, ha commentato che «l’INAIL, purtroppo, continua ostinatamente a negare il diritto delle vittime di patologie asbesto-correlate, che debbono rivolgersi alla magistratura per ottenerne la tutela, al fine di veder riconosciuti i propri diritti».

Riconosciuti i diritti dei lavoratori

Il riconoscimento segue vari rigetti dell’INAIL alle domande degli appellanti di riconoscimento della malattia professionale causata dall’esposizione alla fibra killer.

Pertanto, l’avvocato Bonanni auspica «che adesso l’ente proceda al pagamento delle spettanze nei termini più brevi».

La Corte, inoltre, ha condannato l’INPS ad adeguare le posizioni contributive di entrambi i ricorrenti, con il coefficiente 1,5 per l’intero periodo lavorativo cui i due sono stati esposti alle polveri e alle fibre di amianto, come previsto dall’art. 13 della legge 257/1992.

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