mercoledì, Dicembre 1, 2021

La bicicletta protagonista della transizione ecologica

Ultime News

In sella alla bicicletta per favorire la transizione ecologica

Associazioni ambientaliste e Movimenti Cicloattivisti hanno scritto al premier Mario Draghi per chiedere interventi e politiche a favore dell’uso della bicicletta.

Una trentina di sigle del Coordinamento Associazioni e Movimenti Cicloattivisti e Ambientalisti, tra cui la FIAB (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta) hanno inviato una lettera al premier Mario Draghi.

Nel documento i cicloamatori chiedono interventi e politiche a favore della ciclabilità. A partire dalla destinazione di una quota consistente del Recovery Fund.

Lo Stato deve guidare il cambiamento

Mario Draghi
Mario Draghi

Inoltre, le associazioni chiedono la riorganizzazione della governance per la ciclabilità in Italia, un attivo coordinamento tra i ministeri coinvolti e l’istituzione della figura del Bike Manager nazionale.

E chiedono che lo Stato si assuma con urgenza e in pieno il compito di guidare il cambiamento, come indicato nella legge 2/2018. Questa, infatti, prevede anche la definizione del Piano Generale della Mobilità Ciclistica a cura del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

La bicicletta per uno sviluppo della mobilità sostenibile

La mobilità urbana, accusano gli ambientalisti, è congestionata, antieconomica, pericolosa, inquinante e distrugge l’enorme potenziale di socialità e bellezza delle nostre città.

Inoltre, «la pandemia ha reso il tema della salute prioritario assieme a quello dell’emergenza ambientale – ha dichiarato Alessandro Tursi, Vicepresidente di ECF – European Cyclists Federation e Presidente FIAB – e la Commissione Europea ha puntato sulla bicicletta come strumento fondamentale su entrambi i fronti».

bicicletta in treno
I cicloamatori chiedono uno stanziamento di fondi per una rapida transizione verso una mobilità bici – trasporti pubblici

“L’azione dello Stato è fondamentale – si legge nel testo della lettera – per aiutare Comuni e Regioni nel cambiare la mobilità urbana”. I cicloamatori, pertanto, chiedono uno stanziamento di fondi adeguato, per una rapida transizione verso una nuova mobilità basata in ambito urbano bici – trasporti pubblici. Una tranche consistente servirà, inoltre, per sviluppare il turismo sostenibile a favore delle aree interne.

Lo scorso anno, sei associazioni, CIE, CONEBI, ECF, ECLF, IMBA EU ed EMBA, hanno proposto alla Commissione Europea un pacchetto di finanziamento per la ciclabilità. La cifra richiesta ammonta a 13miliardi di euro per la realizzazione di infrastrutture e l’uso delle e-Bike. Ad oggi, però, chiosano i fan della bici, in Italia in favore della ciclabilità ancora niente e nessuno si è mosso.

Organizzare meglio le politiche per la ciclabilità

Intanto, fanno capire le associazioni, i ministeri delle Infrastrutture e dei Trasporti, quello neonato della Transizione Ecologica, dell’Interno, per i Beni e le Attività Culturali e per il Coordinamento di iniziative nel settore del turismo dovrebbero coordinarsi tra loro.

bicicletta, doppio senso ciclabile
Doppio senso ciclabile

Quindi i sottoscrittori della lettera propongono e chiedono al primo ministro Draghi di:

1. Istituire una Direzione per la mobilità ciclistica all’interno del Dipartimento trasporti, con il mandato preciso di sviluppare e approvare in tempi rapidi il Piano Generale della Mobilità Ciclistica ed esprimere pareri vincolanti sulle modifiche al Codice della Strada.

2. Attribuire a un sottosegretario, con competenze e sensibilità adeguate, le deleghe per la ciclabilità, mobilità attiva e micromobilità elettrica in combinazione con quelle relative al CdS e alla sicurezza stradale.

3. Confermare nella Segreteria tecnica del ministro una persona dedicata alla ciclabilità e alla micromobilità elettrica con il compito di tenere il raccordo con le associazioni e tra queste e le varie direzioni del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

4. Individuare la nuova figura del Bike Manager all’interno della Struttura tecnica di missione, con l’obiettivo di sovrintendere all’attuazione della legge 2/2018 e più in generale verificare l’attuazione degli obiettivi del ministro in questo settore.

Bike to school
Corsie prefenziali per andare a scuola in bicicletta

5. Recuperare all’interno della Struttura tecnica di missione il lavoro attualmente sospeso per la redazione del regolamento di attuazione del CdS per la moderazione del traffico, avvalendosi del supporto di adeguate competenze tecniche e legali. Ricordiamo che è giunto il momento per portare a 30 km/h la velocità nelle aree urbane e salvare finalmente tante vittime innocenti della strada.

Una politica nazionale sulla ciclabilità

Le associazioni firmatarie reclamano, quindi, una politica nazionale sulla ciclabilità, organizzata con migliori criteri, per una mobilità sostenibile e attiva e per il turismo sostenibile. Che valorizzi borghi e aree interne in contrasto con spopolamento e dissesto idrogeologico.

bicicletta e turismo sostenibile
Le associazioni firmatarie reclamano una politica nazionale sulla ciclabilità, anche per un turismo sostenibile a favore delle aree interne

Nelle aree civiche si faccia un uso diverso dello spazio pubblico, più attento alle relazioni, alla vivibilità e alla qualità urbana. La politica sia più attenta alla sicurezza, considerando, perciò, prioritario lo sviluppo di zone/strade scolastiche e di percorsi casa-scuola adeguati.

Dove la qualità delle infrastrutture non sia subordinata solo a valore e impatto economico delle opere. Reclamano, dunque, maggiore sicurezza per gli utenti vulnerabili della strada. Per chi va a scuola a piedi, in bici, con il monopattino o altri mezzi non motorizzati.

1 COMMENT

  1. Per rinnovare le infrastrutture ci vogliono progetti e soldi ed una pianificazione urbanistica degna di essere chiamata in questo modo, tangentopoli si intercetta anche in questi temi.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Numero verde ONA

spot_img
spot_img
spot_img

Consulenza gratuita

    Articoli simili