La bicicletta, da mezzo di trasporto ludico a stile di vita

la bicicletta stile di vita

“Passeggiando in bicicletta accanto a te… pedalare senza fretta la domenica mattina… lungo i viali silenziosi insieme a te”, cantava Riccardo Cocciante. L’emergenza epidemiologica da COVID-19 ci ha fatto cambiare idea sull’uso delle due ruote.

La bicicletta simbolo della rivincita sul lockdown

Il lockdown (l’isolamento) causato dalla pandemia da SARS-CoV-2 (acronimo dall’inglese Severe Acute Respiratory Syndrome coronavirus 2), ha rilanciato nel mondo intero l’importanza di potersi muovere e restare sani. Il simbolo della rivincita sul lockdown è la bicicletta. Il velocipede, oltre a centrare questi due obiettivi, garantisce anche la distanza sociale che il momento richiede.

La bicicletta, quindi, è diventato il mezzo di trasporto più veloce in assoluto per gli spostamenti in città, nei percorsi inferiori agli 8 km. In Italia, dicono le statistiche, il 76,7% di chi utilizza questo mezzo per spostarsi non va oltre i 10 Km; un terzo della popolazione di ciclisti non supera i 2 Km.

In questo terzo millennio, il numero di persone che usa la bicicletta sia come mezzo di trasporto per lo svago sia per andare al lavoro è andato sempre più aumentando.

All’estero incentivi per l’uso della biciletta 

Pista ciclabile
All’estero le piste ciclabili sono lunghe centinaia di chilometri

Più all’estero, dove l’uso delle due ruote è incentivato da campagne pubblicitarie di mobilità sostenibile sorrette dalla realizzazione di centinaia chilometri di piste ciclabili e servizi adeguati.

Come l’assistenza in ostelli e campeggi, oppure bike hotel dedicati ai viaggiatori su due ruote.

Non più, quindi, una semplice passione, che ha accompagnato molti di noi sin dall’infanzia.

Oggi, la bicicletta, uno strumento semplice, economico ed ecologico, grazie anche alla crisi economica è diventato un mezzo di trasporto venduto anche più delle stesse automobili.

L’avvento delle bici hi-tech, ibride ed elettriche 

La tecnologia, pure, ha dato una mano all’espansione delle bike, con l’avvento delle bici hi-tech, ibride ed elettriche. Secondo una indagine coordinata dalla Commissione Europea, il miglioramento delle piste ciclabili è ai primi posti tra le necessità dei cittadini dell’Unione.

Così, a Berlino, per esempio, si sono realizzate piste ciclabili di emergenza, riducendo le corsie destinate al traffico automobilistico. I lavoratori, sono stati, quindi, invogliati all’uso delle bici per non affollare il trasporto pubblico.

Il bike-sharing

in bici Amsterdam
Ad Amsterdam, in Olanda, in epoca COVID-19,l’uso della bicicletta è stato incentivato anche per mantenere la gente attiva e in salute

Un salto in avanti della vendita e l’uso della bicicletta lo ha consentito il bike-sharing. A causa del COVID-19, questo, infatti, non è proprio il momento più adatto per il car-sharing.

Grazie alle iniziative di “bicicletta condivisa”, grandi città come New York e Chicago negli Stati Uniti e Londra nel regno Unito, il bike-sharing è aumentato quasi del 100%. Nella capitale inglese, inoltre, per tutti gli operatori sanitari che si recano al lavoro il servizio è gratuito.

Ad Amsterdam, dove la bici era già un mezzo di trasporto usato dalla maggior parte della popolazione, comunque il suo utilizzo è stato incentivato per mantenere la gente attiva e in salute.

L’uso della bicicletta condivisa, in Italia

Nel nostro Paese, il Rapporto annuale sul bike sharing è stato presentato alla IV Conferenza della sharing mobility. Secondo lo studio, il numero delle città coinvolte continua a crescere. Le offerte e la flotta di biciclette condivise è più che triplicata rispetto al 2015. Oggi sono 35mila quelle a disposizione.

L’analisi è stata condotta su trentuno capoluoghi di provincia che offrono questo servizio: Bergamo, Bologna, Bolzano, Brescia, Como, Ferrara, Firenze, Forlì, Genova, La Spezia, Livorno, Mantova, Modena, Milano, Padova, Palermo, Parma, Pesaro, Pisa, Ravenna, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Roma, Siena, Terni, Torino, Trento, Treviso, Udine, Venezia e Verona. Lo studio è stato promosso dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile con il ministero dell’Ambiente e ministero delledelle Infrastrutture e Trasporti.

Per Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, i dati dimostrano che «le città italiane stanno rapidamente evolvendosi verso un modello di green city che vede la mobilità condivisa al centro del progetto. Sarà importante nei prossimi mesi e nei prossimi anni – conclude – estendere questo modello virtuoso di mobilità anche nelle città italiane del centro sud» (fonte ANSA).

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