sabato, Settembre 24, 2022

Italia Nostra: “Nessuna tutela del paesaggio eoliano”

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L’INCENDIO DI MAGGIO SCORSO SCOPPIATO A STROMBOLI METTE IN EVIDENZA LA MANCATA TUTELA DEL PAESAGGIO EOLIANO

Non era difficile prevedere il disastro ambientale in seguito all’incendio dello scorso 26 maggio che si è propagato a Stromboli, una delle isole dell’arcipelago delle Eolie, in Sicilia.

Di certo, secondo Italia Nostra, dovrebbero essere le pubbliche istituzioni, prioritariamente, a vigilare e dunque tutelare il territorio. Dovrebbero anche avviare le azioni necessarie per scongiurare ulteriori danni al paesaggio, alla popolazione, al fragile tessuto economico dell’isola.

Questa trae risorse soprattutto dai pochi mesi di attività turistica. E, grazie a Dio, anche stavolta, non ci sono state perdite di vite umane. Anche se la distruzione di flora e fauna, i danni all’ecosistema, al paesaggio eoliano, alle abitazioni, sono stati rilevanti, così come i danni alla stagione turistica.

Italia Nostra: ecco le maggiori criticità per il paesaggio eoliano

Le criticità evidenziate da Italia Nostra sono sempre le stesse:

  • un Piano di protezione civile che presenta notevoli falle soprattutto nel sistema di prevenzione del rischio incendi;
  • la mancanza di una postazione fissa dei Vigili del Fuoco;
  • la mancanza di manutenzione del territorio a partire dai diversi torrenti presenti nell’isola;
  • accertamenti e sanzioni – in tempi brevi – per le eventuali responsabilità.

Gli stromboliani meritano di essere risarciti del danno subito, ma soprattutto meritano attenzione. Italia Nostra attende ancora di conoscere gli esiti delle indagini avviate lo scorso mese di maggio da parte della magistratura. Attende anche le risposte a numerosi esposti e/o segnalazioni rappresentate all’Amministrazione Comunale.

Incendio di Stromboli, i precedenti

Non è la prima volta che si determina un disastro a seguito di un incendio nell’arcipelago eoliano. Da ricordare quello verificatosi in contrada Malopasso, nell’ex discarica pubblica oggetto di sequestro, anche da parte dei Carabinieri.

Il sequestro si rese necessario per presunte “condotte di omessa bonifica e inquinamento ambientale a carico del Comune. Per non aver adempiuto alle prescrizioni tecniche amministrative imposte per legge ai siti di conferimento rifiuti solidi urbani non più utilizzati”.

«Anche su questa vicenda – rende noto Italia Nostra – non abbiamo avuto alcuna risposta, nonostante le molteplici richieste avanzate al Comune di Lipari. Dunque, affermiamo, ribadiamo la nostra viva preoccupazione per la mancata tutela del territorio, del paesaggio stromboliano ed eoliano, così straordinariamente affascinante, così straordinariamente fragile».

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