giovedì, Febbraio 9, 2023

Ischia, un disastro annunciato. La carta geologica del Paese ferma da anni

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ISCHIA VITTIMA DI QUELLA URBANIZZAZIONE SELVAGGIA, CEMENTIFICAZIONE INDISCRIMINATA, DISBOSCAMENTO, INSUFFICIENTE MANUTENZIONE DEI CORSI D’ACQUA CHE HANNO CANCELLATO L’ORIGINARIO ASSETTO DEL TERRITORIO. MA IL PROBLEMA RIGUARDA TUTTO IL PAESE

«Ischia 2009 – Ischia 2022: Stessi risultati ma resta un problema anche per altre regioni».

Così Giovanna Amedei, presidente dell’Ordine dei Geologi della Puglia (Org) all’indomani di quanto avvenuto a Casamicciola colpita dalla frana all’alba del 26 Novembre 2022.

I cambiamenti climatici, almeno nel pensiero comune, sono, oppure c’è chi lo fa credere, l’impietosa causa di tutti i mali.

Invece, affermano i geologi, l’urbanizzazione selvaggia e la cementificazione indiscriminata, spesso espressioni di una pianificazione “poco o per nulla attenta”, hanno cancellato l’originario assetto del territorio, sconvolgendo le naturali vie di raccolta e allontanamento delle acque meteoriche.

Negli ultimi anni, in tutta Italia – in Campania, sottolineano quanti studiano il territorio – sono state eseguite progettazioni per interventi sulla mitigazione del rischio geologico-idrogeologico, affinché l’uomo non soccomba dinanzi ai cambiamenti climatici.

Il disboscamento, l’assenza o l’insufficiente manutenzione dei corsi d’acqua e dei principali impluvi, la cattiva progettazione e l’insufficiente manutenzione delle infrastrutture, sono le altre cause di eventi tragici come quello di Ischia e dei tanti, troppi altri episodi che hanno funestato gli ultimi tempi.

«Tutto ciò è allarmante ma lo è ancora di più in considerazione del fatto che in gran parte d’Italia, come in Puglia, è assente uno dei più importanti strumenti alla base di una corretta pianificazione territoriale, una cartografia geologica aggiornata».

La Carta geologica del Paese

Il progetto Carg – Cartografia geologica e geotematica, – è scritto nella nota dell’Ordine dei Geologi di Puglia – di cui si è parlato in un recente convegno che ha messo in evidenza come lo stesso sia a rischio per assenza di nuovi finanziamenti, è stato avviato alla fine degli anni ‘80 del secolo scorso.

Questo prevede la realizzazione e pubblicazione della cartografia geologica dell’intero Paese, in scala 1:50.000. Sostituisce – o almeno in parte – la vecchia cartografia in scala 1:100.000, realizzata tra il 1877 e 1976 dal Servizio geologico d’Italia.

Un disastro annunciato

Nel caso di Ischia, il Foglio Carg 464 evidenzia perfettamente quanto accaduto poiché il percorso delle acque per raggiungere il livello base coincide proprio con il porto di Casamicciola.

Il progetto Carg fermo da anni

«Una carta geologica aggiornata è, forse – chiarisce la d.sa Amedei -, il più importante tra gli strumenti al servizio di una corretta pianificazione territoriale, in quanto è impossibile pianificare su un’area senza avere contezza della natura dell’immediato sottosuolo e la sua propensione ai cedimenti, all’erosione e al dissesto. Tantomeno è pensabile di progettare un nuovo quartiere cittadino o una nuova zona industriale senza conoscere i processi geomorfologici in atto come erosione costiera, tendenza al dissesto e franamenti, erosione ed esondazione fluviale. La conoscenza di base, sistematica e aggiornata, dell’ambiente fisico, suolo, sottosuolo e acque sotterranee, è fondamentale per la progettazione di interventi di prevenzione, riduzione e mitigazione del rischio idrogeologico e del rischio terremoti, nonché per il risanamento delle aree contaminate».

Il Progetto Carg, nell’ambito della Programmazione triennale per la tutela dell’ambiente (L. 305/89), però, stenta ad essere operativo. Infatti, per quanto concerne il territorio appulo, evidenzia la presidente Org Puglia, questo «è interessato da 54 fogli cartografici in scala 1:50.000, molti dei quali rappresentano aree delle regioni confinanti. Dopo quasi quarant’anni, per l’intera regione sono stati pubblicati, sul web e/o stampati su supporto cartaceo, solo 14 fogli rispetto ai 54 previsti. Attualmente è in corso di realizzazione un unico foglio».

Studiare il territorio, prevenire, mitigare

Secondo la d.sa Amadei, è necessaria, quindi, «una celere ripresa degli studi geologici nella nostra regione come nel resto dell’Italia al fine di acquisire e aggiornare le conoscenze di base necessarie all’attuazione di azioni di prevenzione e mitigazione, il cui costo economico-sociale è certamente inferiore a quello degli interventi in regime di emergenza».

L’ISPRA, di cui è competenza il Progetto Carg – in collaborazione con le Regioni, le Province autonome, le Università e il CNR – come già detto, denuncia che il completamento della Carta Geologica d’Italia rischia di fermarsi per assenza di nuovi finanziamenti. Ma, soprattutto, è a rischio la conoscenza del suolo e del sottosuolo nazionale. Uno studio indispensabile per riuscire a contenere i disastri, mettere in sicurezza i territori e procedere ad un’idonea pianificazione urbanistica. 

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