lunedì, Settembre 26, 2022

Inquinamento delle acque, l’allarme di ISPRA

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SONO CIRCA TRECENTO LE SOSTANZE NOCIVE TROVATE NELLE ACQUE ITALIANE. PER SALVARE L’ORO BLU, ORA SI LAVORA CON L’UNIONE EUROPEA SU TRE SOLUZIONI

Sono 299 le sostanze inquinanti rilevate nelle acque italiane. È questo l’allarme lanciato da ISPRA con la pubblicazione dell’ultimo Rapporto nazionale pesticidi nelle acque, che ha campionato 16.962 prelievi in 4.775 diversi punti.

Nelle acque superficiali, in particolare, sono stati trovati pesticidi nel 77,3% dei luoghi ispezionati, in quelle sotterranee nel 32,2%. A differenza del passato, gli insetticidi e non più gli erbicidi sono la classe di sostanze rinvenute in quantità maggiore.

16.962 prelievi in 4.775 diversi punti hanno rilevato la presenza di 299 sostanze inquinanti nelle acque italiane su 426 sottoposte a indagine.

Pesticidi nel 77,3% delle acque superficiali ispezionate e nel 32,2% di quelle sotterranee. Gli insetticidi sono la classe di sostanze rinvenute in quantità maggiore.

L’azienda The Circle risponde al grido d’allarme

Anche a concentrazioni minime, le sostanze inquinanti rilevate nelle acque italiane possono provocare effetti nocivi e irreversibili per l’ambiente.

The Circle la più estesa azienda agricola acquaponica (la coltivazione agricola di piante, unita all’allevamento di animali acquatici – vedi foto) del continente, risponde al grido di allarme.

Lavora, infatti, a tre soluzioni finanziate dall’Unione Europea nell’ambito di Horizon Europa, sottolineando che metalli pesanti, microplastiche, antibiotici e miscele chimiche costituiscono ulteriori pericoli.

L’azienda è impegnata sin dalla sua nascita, nel 2017, alla risoluzione dei problemi ambientali in agricoltura. Ha come obiettivo la promozione di nuove tecnologie di monitoraggio dell’inquinamento delle acque nel settore.

Quali le soluzioni possibili?

Di seguito le tre soluzioni su cui sta lavorando anche The Circle:

  • Somiro: progetto di ricerca che sta sviluppando il primo millirobot nuotatore, autonomo dal punto vista energetico. Questo è in grado di ridurre l’impatto ambientale dell’agricoltura in termini di impronta carbonica, eutrofizzazione e uso eccessivo di pesticidi e mangimi. L’impatto viene ridotto attraverso il rilevamento di sostanze nocive e la trasmissione dei dati real time a un sistema di controllo gestibile da remoto;
  • h-ALO: h-ALO vuole sviluppare un nuovo sensore a base fotonica che consentirebbe ai produttori alimentari di controllare la qualità e la sicurezza degli alimenti;
  • Greener: progetto che mira a sviluppare nuovi sensori che integrano diverse strategie di bonifica con tecnologie bioelettrochimiche innovative per il biorisanamento del suolo e dell’acqua.

Il ruolo dell’acquaponica nell’ambito dell’inquinamento delle acque

La Commissione Europea incentiva l’acquaponica perché pone al centro della propria tecnologia l’utilizzo del materiale organico prodotto dai pesci.

Questo è usato come sostituto dei diserbanti e dei fertilizzanti di sintesi. Una tecnica innovativa che prevede la combinazione di due tecnologie per la produzione di cibo: la coltivazione fuori suolo e l’acquacoltura. L’acqua contenuta all’interno di vasche, infatti, costituisce il cuore del sistema di coltivazione acquaponico.

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