sabato, Giugno 25, 2022

Il tritone alpestre apuano a rischio estinzione

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È TORNATO A RIPRODURSI SULLE ALPI APUANE IL TRITONE ALPESTRE APUANO. MA LA SUA SOPRAVVIVENZA È MINACCIATA DALLA POSSIBILE RIAPERTURA DI UNA CAVA

È stata l’associazione di volontariato “Apuane Libere” a fare l’eccezionale scoperta.

Tra la primavera 2021 e la primavera 2022 2022 i volontari hanno identificato un nuovo sito riproduttivo dell’Ichthyosaura alpestris ssp apuana. Il tritone alpestre apuano è una sottospecie esclusiva dell’Italia centro-settentrionale. Il piccolo anfibio necessita di pozze d’acqua permanenti e prive di pesci per riprodursi e vivere.

Sono questi i motivi che li spingono a vivere nei laghi montani, ecco perché ritrovarli sulle Alpi Apuane è davvero una scoperta eccezionale. Infatti, il carsismo che caratterizza queste montagne non permette il ristagno dell’acqua in superficie. Nelle cave dismesse si possono tuttavia formare degli allagamenti causati dall’impermeabilizzazione del terreno da parte di spessi strati di marmettola prodotti durante la lavorazione.

Il tritone alpestre apuano e il problema della riapertura delle cave

Quello che era già successo a Cava Valsora si ripete ora con Cava Crespina II, situata nel comune di Fivizzano, ai piedi del Monte Sagro. Cava Crespina II è inattiva dal 2014, a seguito del sequestro da parte dell’autorità giudiziaria per abusi.

In questi 7-8 anni, l’assenza di elementi di disturbo ha contribuito alla formazione di un’oasi di biodiversità. Tra questi, un lago di 680 mq circa che ospita stabilmente almeno cinquanta individui di tritone alpestre apuano. Degni di nota sono stati anche dei rospi comuni (Bufo bufo) in accoppiamento nello stesso specchio d’acqua.

È stata l’associazione di volontariato “Apuane Libere” a fare l’entusiasmante scoperta, che testimonia la meravigliosa tenacia della natura se lasciata al suo corso. Con ogni probabilità si tratta di uno dei siti riproduttivi di tritone più importanti dell’intero comprensorio apuano insieme a Cava Valsora.

Il controsenso di una cava in un’area ad alta valenza naturalistica-ambientale

Purtroppo, la possibilità concreta di riapertura della Cava Crespina II, espressa con la recente approvazione del PABE (Piano Attuativo di Bacino Estrattivo), condannerebbe a morte questi anfibi. I macchinari pesanti in movimento, il materiale lapideo, il disturbo chimico-fisico del lago danneggerebbe questo importante sito riproduttivo.

Questo lago ricco di tritoni e rospi andrebbe tutelato e protetto da possibili riaperture della cava. Il lago e i suoi perimetri dovrebbero essere annessi all’interno delle zone protette, poiché si trova in un’area già ad alta valenza naturalistica-ambientale.

È situato, infatti, nel Parco Regionale delle Alpi Apuane che comprende diversi siti di Rete Natura 2000 adiacenti. Il tritone alpestre apuano, inoltre, è protetto da diverse leggi, tra cui la L.R. 56/2000 allegato B. È anche inserito negli archivi del repertorio naturalistico toscano Re.Na.To. 2012.

Un appello per salvare il tritone apuano e il suo territorio

Salvare il tritone e la rinaturalizzazione spontanea di una cava sequestrata significa salvare la biodiversità e farne un simbolo di rinascita, di sostenibilità.

Aumenterebbe, così, il valore naturalistico di un luogo tanto straordinario quanto martoriato dalle attività umane. Come le pendici del Monte Sagro, il monte sacro ai liguri apuani. Si promuoverebbe un turismo sostenibile e la possibile creazione di un’oasi a scopo didattico, rientrando in accordo con le direttive dei nuovi obiettivi europei.  

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