Il ritorno degli Ibis eremita

La sesta migrazione guidata dall’uomo degli ibis eremita ha preso il volo

 

Ventinove ibis eremita guidati da due mamme adottive a bordo di ultraleggeri a motore sorvolano le Alpi austriache per un tentativo di migrazione guidata

Partiti il 20 agosto scorso dalle Alpi austriache, ventinove ibis eremita e due mamme adottive a bordo di ultraleggeri a motore raggiungeranno l’Oasi di Orbetello alla fine del mese.

La prima tappa, di 163 chilometri, è stata compiuta in tre ore e quarantadue minuti, volando sopra e sotto le nuvole. Un’aquila li ha accompagnati per un breve tratto.

Per il sesto anno consecutivo, i ricercatori austriaci del Waldrappteam stanno affrontando uno dei momenti più delicati del progetto europeo LIFE+ “Reason for hope”, per la reintroduzione in natura di questa specie migratoria.

Il programma vede come unico partner italiano il Parco Natura Viva di Bussolengo.

A bordo dei due ultraleggeri, le due mamme adottive del Waldrappteam – il gruppo di ricercatori austriaci promotore del progetto “Reason for Hope” – insegnano ai ventinove esemplari di ibis eremita la rotta migratoria da seguire, fino al sito di svernamento. Gli uccelli, memorizzata la rotta, tornano, poi, in autonomia nel luogo di partenza, oltralpe, per la riproduzione.

Durante i voli, tutti i pennuti sono dotati di dispositivi di misurazione miniaturizzati. Quindi, la posizione, la frequenza del battito d’ala e la velocità di volo di ciascun uccello sono registrate in alta frequenza e risoluzione. Quattro di essi sono inoltre dotati di elettrodi adesivi per misurare la frequenza cardiaca.

Questi dati saranno valutati da due dottorandi nell’ambito di un progetto di ricerca austriaco e forniranno nuovi e dettagliati approfondimenti sulla funzione e sull’energia del volo di formazione negli uccelli migratori.

Estinti in Europa allo stato selvatico da oltre 400 anni, gli ibis eremita sono presenti con poche decine di coppie nel resto del mondo.

Il pennuto ha origini mitologiche. Infatti, era venerato dagli antichi Egizi perché dopo le piene del Nilo, l’ibis divorava i rettili rimasti sulle terre liberate dalle acque. Dopo la morte era imbalsamato e seppellito nei cimiteri degli animali sacri.

Lo stormo attraverserà la Pianura Padana, quindi affronterà la difficile traversata degli Appennini per raggiungere la Toscana.

«Buona parte del segreto di questa missione – spiega Cesare Avesani Zaborra, direttore scientifico del Parco Natura Vivasta nell’allevamento dei ventinove pulcini da parte delle due mamme adottive che si sono occupate di loro dal momento della schiusa al Tierpark Rosegg (Carinzia), durante l’addestramento al volo e in questi giorni, a bordo dei due ultraleggeri che guidano gli ibis in volo».

Anne-Gabriela Schmalstieg e Helena Wehner sono le due mamme adottive che dal 12 aprile scorso hanno preso in carico i neonati pulcini, li hanno nutriti, cresciuti e stabilito un legame necessario per farsi seguire in volo, in previsione della migrazione.

«Una volta raggiunta Orbetello – prosegue Avesani Zaborra – i ventinove giovani ibis affronteranno la vita selvatica non più con l’aiuto dell’uomo ma insieme ai circa centoventi esemplari che le precedenti edizioni della migrazione guidata hanno condotto sul suolo italiano».

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