venerdì, Luglio 19, 2024

Il papavero artico, i cerchi di pietre Inuit, il segno del cambiamento climatico. In Groenlandia

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NELLE REMOTE TERRE DELLA GROENLANDIA SETTENTRIONALE, UNA SPEDIZIONE SCIENTIFICA HA RIVELATO SCOPERTE SORPRENDENTI: UN TEAM DI RICERCA HA IDENTIFICATO IL PAPAVERO ARTICO. IL FIORE CRESCE NELLA REGIONE PIÙ A NORD DEL PIANETA. I RICERCATORI HANNO QUINDI INDIVIDUATO ANCHE UN ANTICO CERCHIO DI PIETRE INUIT DI CIRCA 700 ANNI, FORSE IL SITO ARCHEOLOGICO PIÙ SETTENTRIONALE DEL MONDO. I REPERTI OFFRONO NON SOLO UNA PREZIOSA FINESTRA SULLA STORIA E LA CULTURA DEGLI INUIT MA EVIDENZIANO UN AMBIENTE CHE STA CAMBIANDO RAPIDAMENTE. SITUATA SOPRA IL CIRCOLO POLARE ARTICO, LA GROENLANDIA STA VIVENDO UN RISCALDAMENTO QUATTRO VOLTE PIÙ VELOCE RISPETTO AL RESTO DEL PIANETA

Il papavero artico della Groenlandia 

L’Inuit Qeqertaat, chiamata anche Kaffeklubben dai pionieri esploratori danesi del XX secolo, è la terra emersa più settentrionale del nostro pianeta. Situata lungo la costa settentrionale della Groenlandia, questa striscia di ghiaia grigio scuro segna il confine tra la terra e il ghiaccio marino, in un paesaggio dominato dall’eterna lotta tra la terra e il mare gelido. 

Ebbene, nel corso di una spedizione guidata dal National Gepgraphic Explorer, da Brian Buma, professore associato del Dipartimento di Scienze Ambientali dell’Università del Colorado Boulder e Jeff Kerby, ecologo e ricercatore dell’Università di Tartu in Estonia, hanno fatto una scoperta sensazionale. 

Determinati a esplorare e documentare la vita in questo ambiente estremo, hanno individuato un papavero artico (Papaver radicatum), che cresceva solo a pochi centimetri a sud della pianta più settentrionale del mondo, una specie comune di muschio (Tortula mucronifolia).

Flora: il papavero resiliente 

Il papavero giallo è una pianta che incarna la resilienza e l’adattamento straordinario delle specie vegetali agli ambienti estremi delle regioni artiche e subartiche del nostro pianeta.

Con i suoi fiori dai petali gialli brillanti mescolati al verde calcareo, questa specie perenne si distingue nel rigido ma meraviglioso ambiente delle regioni artiche e subartiche. Cresce in gruppi compatti, dove le piante si proteggono reciprocamente dalle intemperie artiche. 

Durante i brevi mesi estivi, i fiori del papavero giallo fungono da antenne paraboliche: ruotano lentamente per seguire la luce del cielo. Questa capacità di adattarsi con maestria al loro ambiente ostile è un esempio eloquente di come la natura sia in grado non solo di sopravvivere, ma anche di prosperare in condizioni estreme.

Oltre alla sua importanza ecologica, il fiore riveste un significato profondo nelle culture indigene delle regioni artiche, che spesso attribuiscono valori spirituali e culturali alle piante locali. È simbolo di forza, di adattamento e di resistenza, un testimone vivente della tenacia della natura di fronte alle sfide più estreme.

Importanza della scoperta

Il papavero giallo è oggetto di interesse per i ricercatori che studiano gli effetti del cambiamento climatico sulle piante artiche. La sua distribuzione geografica e la sua capacità di adattarsi a condizioni ambientali estreme lo rendono infatti un indicatore prezioso dei cambiamenti ecologici nelle regioni polari. Ma questa non è stata l’unica scoperta fatta dal team.

I cerchi di pietra Inuit 

Tradizionalmente noto anche come Eschimese, il popolo Inuit è conosciuto per la profonda conoscenza e adattamento agli ambienti estremi dell’Artico.

Durante l’esplorazione, l’archeologo groenlandese Aka Simonsen ha identificato un cerchio di pietre Inuit, che risalirebbe a circa 700 anni fa e potrebbe essere il sito archeologico più settentrionale del pianeta. Ma a cosa servivano questi misteriosi monoliti, chiamati cairn?

Le ipotesi sono tante. 

Questi antichi manufatti venivano probabilmente utilizzati nel corso di riti cerimoniali, per le pratiche sacre legate agli spiriti e agli antenati, così da rafforzare il legame della comunità con il mondo naturale.

C’è altresì chi ritiene che potrebbero aver avuto una funzione pratica come strumenti di navigazione. In un ambiente artico dove il terreno è spesso uniforme e la visibilità può essere limitata, le pietre potrebbero essere state usate come punti di riferimento per orientarsi durante i viaggi e le spedizioni attraverso la vasta regione.

Non meno significativo potrebbe essere stato il loro ruolo nei riti funerari e nelle cerimonie commemorative, per onorare e ricordare gli antenati e i membri rispettati della comunità che avevano lasciato un segno indelebile nella loro storia.

Inoltre, alcuni cairn avevano una funzione pratica nella caccia e nella raccolta. Questi siti erano infatti posizionati strategicamente per permettere agli Inuit di osservare l’ambiente circostante e seguire i movimenti degli animali, così da facilitare le attività di caccia, la raccolta di cibo e altre risorse necessarie per la vita quotidiana.

Terre artiche e cambiamento climatico 

La recente spedizione scientifica nelle terre remote della Groenlandia settentrionale ha segnato un momento importante per la scienza. I dati e le scoperte effettuate non sono preziosi solo per comprendere la storia e la cultura degli Inuit, ma anche per monitorare i rapidi cambiamenti ambientali che stanno avvenendo sopra il Circolo Polare Artico. Questa regione si sta riscaldando quattro volte più velocemente rispetto al resto del pianeta, con potenziali impatti devastanti sulla biodiversità e sugli ecosistemi globali.

La ricerca svolta rappresenta solo l’inizio di un lungo percorso scientifico. Brian Buma e Jeff Kerby, leader della spedizione, mirano a continuare a raccogliere dati per comprendere meglio le dinamiche climatiche e le conseguenze del cambiamento climatico in una delle aree più vulnerabili del nostro pianeta.

Monitorare e preservare questi ambienti non è solo un compito scientifico ma una responsabilità globale per proteggere la biodiversità e garantire un futuro sostenibile per le generazioni future.

Numero verde ONA

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