mercoledì, Maggio 29, 2024

Il mondo dei cetacei: come preservare questo patrimonio

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IL PATRIMONIO MARINO DEL GOLFO DI CATANIA PROTAGONISTA DELL’ULTIMA CONFERENZA STAMPA CHE HA PRESENTATO L’EVENTO ANNUALE DEL CONVEGNO DELLA EUROPEAN CETACEAN SOCIETY (ECS) ORGANIZZATO DAL COMITATO LOCALE ORGANIZZATIVO DEL COMUNE DI CATANIA ALL’UNIVERSITÀ DI SCIENZE BIOLOGICHE, GEOLOGICHE E AMBIENTALI. UN INCONTRO PER PORSI NUOVI OBIETTIVI NELLE SFIDE VOLTE AL RAGGIUNGIMENTO DI UNO SVILUPPO SOSTENIBILE NELLE AREE COSTIERE DELLA ZONA SICILIANA E DEL PATRIMONIO DEI CETACEI

Il Golfo di Catania ospita parecchie specie marine, tra cui sei delle otto esistenti di cetacei. Oltre a queste, anche numerose specie ritenute a rischio, o comunque rare, come tursiopi, stenelle, o capodogli ma anche foche, megattere, pseudorche.

Queste e altre specie a rischio di estinzione hanno generato nel tempo uno spazio marittimo caratterizzato dalla biodiversità, acquistando anche un alto valore ecologico.

Cetacei
Tutela e sviluppo sostenibile del Golfo siciliano

Proprio il patrimonio siciliano del Golfo di Catania, fulcro di biodiversità, è stato protagonista della conferenza stampa che ha presentato la 35ª Conferenza Annuale della European Cetacean Society (ECS), progettata dal Comitato Locale Organizzativo, al Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali (DSBGA) dell’Università di Catania. Temi che hanno trovato riscontro e interesse anche da parte di tutti i partecipanti alla conferenza, ma anche da coloro che prenderanno parte all’evento.

I rischi per il patrimonio marino siciliano e le nuove sfide

Il patrimonio marino siciliano è un gioiello per la ricchezza delle biodiversità in Italia ed è per questo che andrebbe salvaguardato. La sensibilizzazione è il primo passo verso maggiori consapevolezze anche da parte della comunità catanese.

La presentazione della 35ª dell’ECS si è svolta proprio con l’obiettivo di sensibilizzare tutti i partecipanti al superamento delle prossime sfide ambientali e al raggiungimento di uno sviluppo sostenibile nel Golfo di Catania, anche per la tutela dei cetacei che vi abitano.

Ad aprire la presentazione è stato il prof. Giorgio Sabella, vice direttore del Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali, che ha evidenziato «l’importanza dell’iniziativa dedicata ai cetacei e in particolar modo agli studi e ricerche che vedono l’Università di Catania impegnata da tempo».

Non è mancato nemmeno un commento da parte del dott. Andrea Guzzardi, assessore alla Pubblica Istruzione, Edilizia Scolastica, Agricoltura, Mare e Pesca del Comune di Catania, che ha evidenziato la propria soddisfazione nell’aver preso parte a un evento simile. «Siamo onorati come Città e come Amministrazione […]. Catania è una città di mare che si apre così a livello europeo sui temi della salvaguardia dell’ambiente e della biodiversità, in particolar modo dei mammiferi marini».

Cetacei
Il patrimonio del Golfo di Catania: due delfini tursiopi

Al via la 35ª Conferenza Annuale della European Cetacean Society

La conferenza, di carattere internazionale, approfondirà le tematiche legate al mondo dei cetacei, ponendosi nuove sfide per raggiungere uno sviluppo sostenibile nelle aree costiere, limitando gli effetti delle azioni umane sull’ecosistema marino e promuovendo la conservazione dei mammiferi marini.

L’evento sarà organizzato proprio da Marecamp, in collaborazione con il DSBGA. La conferenza avrà luogo dal 10 al 12 aprile alle “Ciminiere” di Catania e sarà preceduto da due giornate di workshop paralleli tematici. Anche coloro che non parteciperanno attivamente all’evento potranno prendere parte gratuitamente alla serata video tematica che avrà luogo l’11 aprile.

Tra i temi portanti della prossima conferenza annuale si porrà anche l’accento sui rischi ai quali ogni giorno vengono sottoposte le specie marine, che abitano il golfo catanese, patrimonio marittimo dell’intera Sicilia, ma anche dell’Italia.

Nonostante lo sviluppo delle specie di cetacei e la loro continua attività nei mari siciliani, i continui monitoraggi rivelano, infatti, il sovrasfruttamento di queste aree, che implica l’esposizione a molteplici rischi per i mammiferi che abitano queste zone.

Dalle catture accidentali con attrezzi da pesca, alle collisioni accidentali con imbarcazioni a causa dell’intenso traffico marittimo, all’inquinamento acustico, chimico e fisico, oltre ai numerosi rifiuti di plastica ingeriti perché scambiati per pesci, presenti nell’area interessata. 

Lo scopo è proprio quello di porre una lente di ingrandimento sulla questione, al fine di trovare nuove soluzioni per il futuro per preservare e conservare questo imponente patrimonio naturale.

Numero verde ONA

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