giovedì, Luglio 18, 2024

Il governatore del Veneto Luca Zaia dice “NO alle trivelle”

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NEL REFERENDUM DEL 2016, IL GOVERNATORE DEL VENETO LUCA ZAIA AVEVA SOSTENUTO IL “NO ALLE TRIVELLE”. OGGI, CONFERMARE QUEL “NO”, AFFERMA ZAIA, «NON È SOLTANTO UNA QUESTIONE DI COERENZA»

«Non è una questione da comitati, qui la scienza dice che i problemi ci sono e ci saranno». Così il governatore del Veneto Luca Zaia (nella foto) nell’intervista di Marco Cremonesi sul Corriere della Sera, commentando l’emendamento del governo che autorizza il ritorno delle trivelle.

«Non è una questione da comitati, qui la scienza dice che i problemi ci sono e ci saranno – continua il presidente della Regione -. Nel referendum del 2016, io avevo sostenuto il “NO alle trivelle”, come quasi l’86% dei veneti e degli italiani. E oggi, confermare quel “NO”, non è soltanto una questione di coerenza».

Possiamo discutere di cosa sia la cosa giusta su migranti e tasse, ma in tema trivelle la risposta è semplice: la cosa giusta da fare è non continuare a trivellare l’Italia, Paese sismico, fragile, turistico, dalle risorse oil and gas limitate.

Teniamoci quello che abbiamo (e cerchiamo di sbarazzarcene al più presto) ma non buchiamoci più.

Zaia sottolinea la pericolosità della subsidenza (*) innescata dalle trivelle in seguito estrazioni di metano degli anni ‘50. In alcuni casi il terreno è sprofondato di tre o quattro metri.

Ovviamente essendo il governo attuale di destra, guidato da Meloni-Salvini, il fatto che il governatore esca un po’ dalle righe politiche non può che essere ammirevole.

Ma come dice lui, i dati parlano chiaro, la subsidenza da trivelle c’è stata e ci sarà ancora se torniamo indietro di settant’anni con permessi nuovi.

Marco Cremonesi è abbastanza cattivo nel chiedere: “E la Croazia?”. Oppure rivolgendosi a Zaia se per caso lui sia un “ambientalista ideologico”.

Il giornalista probabilmente vuole indicare che la Croazia, furba!, si prende le risorse e l’Italia, scema!, non lo fa.

Evidentemente il redattore del Corriere non sa che l’Italia trivella in Adriatico dal 1950 (cioè da settant’anni) e la Croazia ha iniziato si e no dieci anni fa a parlare di trivelle. E non sa che quello che la Croazia estrae e ha estratto è poca cosa rispetto a quello che continuiamo a estrarre in Italia. E forse non sa che l’Adriatico è largo 160km, e che l’eventuale infrastruttura estrattiva piazzata dai croati non potrà mai arrivare fino a Rovigo.

no alle trivelle

Trivellare oggi non farà abbassare le bollette, invece farà abbassare il territorio in modo irreversibile

Ma poi perché parlare di “ambientalismo ideologico”? Cosa vuol dire “ambientalismo ideologico”? Essere ambientalisti non è una cosa brutta o di cui vergognarsi, significa solo voler bene alle generazioni future desiderando un pianeta sano per tutti.

Infine Marco Cremonesi ritira fuori la faccenda delle bollette e che la crisi è grave.

Ancora con la fiera del sentito dire. Come già detto, quello che resta in Italia è poco, schifoso, difficile da estrarre e servirà solo a rendere ancora più fragile lo stivale ballerino e densamente abitato.

Trivellare oggi non farà abbassare le bollette di un centesimo, a lungo termine invece farà abbassare il territorio in modo irreversibile.

Non c’è bisogno di fare esperimenti sulla pelle degli italiani. Li abbiamo già fatti e le trivelle, che sia in Polesine, che sia in Lucania, non hanno portato nulla di buono a nessuno, mai.

Eccetto che all’ENI.

(*) Per subsidenza si intende ogni movimento di abbassamento verticale della superficie terrestre, indipendentemente dalla causa che lo ha prodotto, dallo sviluppo areale e dall’evoluzione temporale del fenomeno, dalla velocità di spostamento del terreno e dalle alterazioni ambientali che ne conseguono.
L’abbassamento del suolo può essere legato a cause naturali, quali i processi tettonici, i movimenti isostatici e le trasformazioni chimico-fisiche (diagenesi) dei sedimenti per effetto del carico litostatico o dell’oscillazione del livello di falda. Inoltre alcuni aspetti dell’attività antropica possono influenzare in modo considerevole il fenomeno o addirittura determinarne l’innesco. (fonte ISPRA)

Numero verde ONA

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