lunedì, Aprile 22, 2024

Il futuro dell’alimentazione legato alla ricerca e alla tecnologia

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ALLA SALA CAPITOLARE DEL SENATO A ROMA, SI È TENUTO UN CONVEGNO DI FONDAMENTALE IMPORTANZA PER IL FUTURO DELL’INDUSTRIA AGROALIMENTARE. ORGANIZZATO DAL CONSIGLIO DELL’ORDINE NAZIONALE DEI TECNOLOGI ALIMENTARI-OTAN E DA FEDERALIMENTARE, AL CENTRO DEL DIBATTITO IL RUOLO DELLA RICERCA E DELLE TECNOLOGIE ALIMENTARI COME RISPOSTA ALLE SFIDE GLOBALI ODIERNE 

Il futuro è già arrivato

Con il cambiamento climatico che mette a dura prova le risorse naturali e la crescita demografica che sollecita la produzione alimentare, è chiaro che occorre adottare un approccio innovativo e sostenibile, atto a garantire il futuro e il benessere delle prossime generazioni.

Per far fronte a queste esigenze, gli esperti presenti al Convegno “Senza ricerca non c’è futuro” hanno sottolineato l’importanza di investire, appunto, nella ricerca e nella tecnologia.

Dal miglioramento delle tecniche di coltivazione all’ottimizzazione dei processi di trasformazione alimentare, l’innovazione può garantire infatti un accesso al cibo sicuro e di alta qualità per tutti.

Il tutto riducendo gli sprechi e minimizzando l’impatto ambientale. Ma cosa dicono gli italiani a riguardo?

Uno spaccato delle abitudini alimentari nostrane

Secondo l’Istituto di ricerca socio-economica Censis, l’opinione degli italiani riguardo ai valori etici e sociali che guidano le loro scelte di consumo è significativa. Il 66,7% è disposto a evitare prodotti che potrebbero essere dannosi per la salute, mentre il 52,6% è pronto a rinunciare a quelli che non rispettano criteri di sicurezza alimentare. Inoltre, il 43,3% è incline a eludere prodotti la cui produzione e distribuzione non rispettino l’ambiente. Infine, il 35,6% si astiene dal consumare alimenti per la cui produzione non vengono tutelati i diritti dei lavoratori e dei fornitori.

Questi dati mettono in luce l’importanza che gli italiani attribuiscono alla sicurezza e alla sostenibilità dei prodotti alimentari. È interessante notare che l’industria alimentare gode di un’alta reputazione sociale, con l’86,4% degli italiani che dichiara di avere fiducia in essa. Una fiducia diffusa trasversalmente tra le diverse fasce d’età: il 93,8% degli anziani, l’84,2% degli adulti e l’81,6% dei giovani manifesta fiducia nell’industria alimentare. E qui entra in gioco la cosiddetta “Food Science”.

Food science: il futuro degli alimenti nelle mani della tecnologia 

Nel corso dei millenni, l’uomo ha sempre cercato metodi innovativi per garantire il proprio sostentamento.

Attraverso secoli di progresso storico e culturale, l’umanità ha poi affinato le proprie capacità nella lavorazione e conservazione degli alimenti, sfruttando le scoperte delle scienze microbiologiche, chimiche, fisiche, ingegneristiche e meccaniche. Questo ha portato alla nascita della Food Science, cioè la “scienza e tecnologia degli alimenti”.

Parliamo di un campo che mira a ottimizzare i processi produttivi, garantire la sicurezza alimentare, massimizzare il valore nutrizionale, migliorare la qualità sensoriale e prolungare la cosiddetta “shelf-life”, o “vita di scaffale”. Quest’ultimo concetto indica il  periodo di tempo che intercorre fra la produzione e il consumo dell’alimento, senza che ci siano rischi per la salute del consumatore.

In questo contesto, la Food Science rappresenta un motore di evoluzione sociale, che continua a plasmare il nostro modo di vivere e nutrirci.

Ma oltre a soddisfare i bisogni fondamentali di “food security” (accessibilità del cibo alla popolazione) e “food safety” (qualità e sicurezza), la ricerca si sta spingendo oltre. Il progresso sta orientando la ricerca scientifica verso nuovi ambiti complementari, quali l’intelligenza artificiale, lo sviluppo di tecnologie alimentari per il riutilizzo delle materie prime e le ricerche sul packaging.

L’obiettivo è chiaro: creare un futuro più sostenibile, sicuro ed equo per il sistema alimentare globale: dalla produzione alla distribuzione fino al consumo.

Un’agricoltura di precisione

Un ulteriore passo verso un’ ”agricoltura di precisione” o “digitale” è rappresentato dalla tecnologia della blockchain

Parliamo cioè dell’utilizzo di database di precisione in grado garantire la tracciabilità di ogni prodotto della filiera alimentare, dalla semina al prodotto che arriva sulle tavole dei consumatori.

Ma cosa significa esattamente agricoltura di precisione o “agricoltura intelligente”? Il termine è stato coniato per descrivere l’applicazione di soluzioni innovative nel settore agricolo, che stanno cambiando radicalmente il modo in cui vengono coltivati i prodotti agricoli e gestiti gli allevamenti.

Grazie alla disponibilità di dati precisi e in tempo reale, i produttori possono intervenire tempestivamente sui sistemi agricoli, riducendo gli sprechi e prevenendo la diffusione di malattie che colpiscono le coltivazioni.

In questo sistema complesso, dunque, la sinergia tra i professionisti della produzione primaria e quelli della trasformazione è fondamentale, non solo per lo sviluppo del sistema agroalimentare, ma anche per la protezione degli attori più importanti: l’ambiente e i consumatori.

Numero verde ONA

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