mercoledì, Ottobre 5, 2022

Il declino delle rondini

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IN EUROPA IL NUMERO DELLE RONDINI, SECONDO I DATI FORNITI DA UNA RICERCA DI BIRDLIFE INTERNATIONAL, ORGANIZZAZIONE INTERNAZIONALE CHE SI OCCUPA DI PROTEGGERE LE RONDINI, STA DIMINUENDO NOTEVOLMENTE


Negli ultimi dieci anni la loro popolazione si è ridotta del 40%. In primavera, negli anni passati, si vedevano stormi di rondini che dispiegavano le ali al cielo, leggiadre e veloci, sembravano sfidare le nuvole nell’azzurro in un’affascinante danza che ha stupito poeti e artisti di tutto il mondo. Questi uccelli migrano d’inverno nei paesi caldi e tornano in primavera.

S.O.S. Rondini: il 4 giugno all’Arboreto “Giancarlo Cipressi” di Santa Maria Arabona, Manoppello (PE) un evento in cui si parlerà delle cause della diminuzione della specie e su come farle sopravvivere

La riduzione della specie: le cause e il loro ruolo ecologico delle rondini

Le cause della diminuzione della specie sono molteplici: le pratiche agricole intensive e l’uso, sempre più diffuso, dei pesticidi nell’agricoltura. Infatti, questi uccelli sono cacciatori di insetti di cui si nutrono.

Le rondini hanno un importante ruolo ecologico perché sono “insetticidi naturali” cioè mangiano insetti come le mosche, zanzare, libellule, vermi, scarafaggi e altri.

Questo significa che la loro presenza aiuta a mantenere il giusto equilibrio negli ecosistemi. La splendida e agile rondine è in grado di mangiare 170 grammi al giorno di insetti e, di questi, il 90 % sono mosche e zanzare.

Quindi, i pesticidi riducono la presenza degli insetti di cui si nutre questa specie. Inoltre, la scomparsa di aree di pascolo (sostituite da un approccio agricolo moderno) ha diminuito gli habitat delle rondini. 

Infatti, queste, migrano dal deserto del Sahara e nidificano, poi, in Europa. Fino ad arrivare in Italia durante la primavera.

Anche a causa dei cambiamenti climatici c’è stata una vasta riduzione della specie perché le variazioni di temperatura hanno influito notevolmente sulla loro venuta in primavera.

L’ordinanza dell’Oipa riguardo le rondini

La perdita degli habitat e la riduzione dei nidi minaccia fortemente la specie. Per questo è stata vietata a Roma la distruzione dei nidi di rondine fino al 20 novembre 2022.

La notizia è stata data dall’Oipa (Organizzazione internazionale protezione animali).

Rita Corboli, delegata dell’Oipa di Roma afferma: «Alcuni arrivano a distruggere i nidi “perché sporcano” e molte imprese edili non si fermano di fronte a un nido abitato. Ci arrivano molte segnalazioni in tal senso. Questa ordinanza cittadina rafforza la tutela già prevista dalla legge n. 157/1992 che vieta l’uccisione di nidiacei e individui adulti, nonché la distruzione di nidi e uova. Torniamo però a chiedere all’amministrazione comunale che s’interrompano le potature nel periodo riproduttivo delle altre specie: anche questi sono interventi che uccidono nidi e nidiacei».

In caso di violazione dell’ordinanza “il responsabile dovrà provvedere a ripristinare il precedente stato dei luoghi, anche mediante l’installazione di nidi artificiali idonei”.

«Quella firmata dal sindaco Gualtieri è un’importante ordinanza a tutela della biodiversità», conclude l’Oipa. «Invitiamo dunque a stare con gli occhi aperti e a segnalare le violazioni dell’ordinanza ai vigili urbani».

S.O.S rondini l’evento che si terrà a Santa Maria Arabona (Manoppello,PE)

Il 4 giugno alle 18 si svolgerà all’Arboreto, un incontro in cui si affronterà questa importante tematica: “Perché vediamo sempre meno rondini e cosa possiamo fare per contrastare questo fenomeno”.

L’evento sarà presieduto dal professor Franco Tassi, esperto di fauna selvatica e responsabile del Comitato Parchi nazionali e Riserve analoghe oltre ad essere direttore del Parco Nazionale d’Abruzzo per oltre trent’anni. Tra gli altri relatori Francesca di Bartolomeo veterinaria, delegata Lipu (Lega Italiana Protezione Uccelli), Maria Stella Rossi, giornalista e promotrice della campagna “Salviamo le rondini dal declino”.

L’incontro è aperto a tutti. Con il patrocinio della Lipu e dell’associazione Aiutiamo la Natura Secondo Natura.

Per informazioni chiamare il numero 340 8070450 o scrivere all’indirizzo arboretocupressi@gmail.com

Ma cos’è l’Arboreto?

L’Arboreto dall’alto

L’arboreto è una collezione di novanta alberi tutti diversi e contrassegnati con cartellino. Ha uno scopo didattico soprattutto per i bambini ma anche per gli appassionati di alberi.

È un luogo in cui si realizzano eventi, gite, spettacoli e per Cinzia Toto, responsabile dell’Arboreto, ha un valore soprattutto sentimentale. Un forte legame con la natura e con le sue radici.

«Ho realizzato l’Arboreto su un terreno di proprietà della mia famiglia – afferma la giornalista Toto – che era stato utilizzato come cava da cui hanno prelevato la breccia negli anni ’60. Rimasto abbandonato e impoverito ho deciso di utilizzare questo terreno e realizzare una collezione di alberi».

L’Arboreto è dedicato a Giancarlo Cipressi che era un cugino di sua madre, agronomo e grande amante degli alberi. Ogni volta che passava a trovare i nonni, Cipressi parlava di questo terreno e di come sarebbe stato bello utilizzarlo per creare un Arboreto. “Io ero piccola, avevo 19 anni e ricordo questa cosa. Con il tempo, per rendere un tributo a Giancarlo dopo la sua morte, ho deciso di realizzare l’Arboreto”.
Cinzia, appassionata di fiori, alberi e piante, lavora per il giornale Gardenia.

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