mercoledì, Maggio 22, 2024

Il Castello di Falconara e la battaglia di Italia Nostra per la conservazione del paesaggio costiero

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L’ITALIA È UNA TERRA RICCA DI TESORI NATURALI E STORICI MA, PURTROPPO, ANCHE QUESTI LUOGHI PREZIOSI NON SONO IMMUNI DALL’ASSALTO DELL’URBANIZZAZIONE SELVAGGIA E DELLA TRASCURATEZZA. ITALIA NOSTRA DENUNCIA LO SCEMPIO DEL CASTELLO DI FALCONARA

Un chiaro esempio di urbanizzazione selvaggia, spesso illecita, si trova nella splendida spiaggia di Falconara, lungo la costa meridionale della Sicilia.

Italia Nostra, organizzazione impegnata nella tutela del patrimonio artistico e paesaggistico del nostro Paese, ha recentemente denunciato un grave deterioramento dell’ambiente adiacente il Castello, mettendo in evidenza il pericolo che incombe sul maniero della cittadina sicula, un gioiello storico che risale al XIV secolo.

Sulle tracce di un tesoro storico minacciato: il castello di Falconara

Nel 2001, l’assessorato regionale dei Beni Culturali ha riconosciuto il Castello di Falconara (Caltanissetta) e il suo giardino come siti di notevole interesse storico-architettonico.

Per tali ragioni, li ha sottoposti a stringenti prescrizioni di tutela. Questo complesso, che va dalle bianche spiagge di Butera, alla Riserva naturale di Punta Bianca fino alla Riserva di Torre Salsa, inglobando la celeberrima Scala dei Turchi, è stato protetto da qualsiasi alterazione del paesaggio circostante. Fa, infatti, parte di un’area identificata come zona SIC, ZSC e ZPS.

Nello specifico SIC sta per “Siti di Importanza Comunitaria” ZCS, per “Zone Speciali di Conservazione” e ZPS indica le “Zone di Protezione Speciale”.

In conseguenza del provvedimento di tutela, nel 2005 venne abbattuto il Lido Sorriso, un “ecomostro” abusivo, realizzato a ridosso del Castello di Falconara. Il tutto, utilizzando fondi pubblici della Regione Sicilia.

La cosa grave è che la Regione, di recente, ha emesso un bando che ha permesso la ricostruzione di un nuovo lido, il quale ha ottenuto le autorizzazioni dal Comune e dalla Sovrintendenza.

Scopriamo le dinamiche.

Sfida alla conservazione: tra tutela e nuove concessioni

“Di recente, siamo venuti a conoscenza del fatto che l’area nella quale sorgeva il Lido Sorriso, a seguito di un bando regionale, sarebbe stata data in concessione, dal Demanio Marittimo della Regione Siciliana, a una società che sta realizzando un nuovo lido, con strutture prefabbricate e rilevanti opere in cemento armato. Nello scoglio più grande della spiaggia verrà incredibilmente ripristinato una sorta di terrazzo in muratura“. Si legge in una nota di Italia Nostra.

L’Associazione Nazionale per la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale della Nazione ha altresì documentato con chiarezza il potenziale impatto di una nuova concessione nell’area. Cosa che evidenzia una contraddizione grave rispetto agli atti di tutela precedenti, compresa la demolizione del Lido Sorriso nel 2005.

In attesa di risposte urgenti

Di fronte a questa situazione, ci si aspetta risposte immediate e trasparenti dalle autorità regionali e locali. Stessa cosa dalla Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Caltanissetta. Per tutelare il patrimonio paesaggistico e culturale della zona, il prof. Leandro Janni, presidente regionale di Italia Nostra Sicilia, annuncia l’intenzione di presentare un esposto alla Procura della Repubblica di Caltanissetta.

A questo punto, conosciamo il castello.

Il Castello di Falconara: un patrimonio da difendere

La storia del Castello di Falconara risale a epoche antiche, quando le incursioni dei pirati e le lotte tra le dinastie medievali segnarono il destino della Sicilia. Sebbene non si abbiano notizie certe sulla data esatta della sua costruzione, è probabile che la torre originaria sia stata eretta nel XIV secolo, dopo il 1313, durante la guerra dei Vespri tra Aragonesi di Sicilia e Angioini di Napoli.

La prima menzione documentata del castello risale al 18 ottobre 1392, quando il re Martino d’Aragona conferì il feudo con la contea di Butera a Ugone Santapau, come ricompensa per il suo sostegno contro le fazioni nemiche. Nel corso dei secoli successivi, il castello passò attraverso diverse famiglie nobiliari, fino a giungere nelle mani di Ambrogio Branciforte, nominato principe di Butera da Filippo di Spagna II nel 1563.

Le torri di avvistamento

Durante il XVI secolo, il maniero continuò a svolgere il suo ruolo di vigilanza e difesa contro le incursioni piratesche lungo la costa siciliana. In questo contesto, il viceré Marcantonio Colonna incaricò l’architetto senese Tiburzio Spannocchi di progettare un sistema di torri di avvistamento e difesa lungo il litorale, includendo il Castello di Falconara.

A partire poi dal 1584, l’architetto fiorentino Camillo Camilliani, per conto della Deputazione del Regno spagnolo, guidò la progettazione di un’ampia rete di torri difensive lungo la costa siciliana. Il progetto prevedeva la costruzione di centonovantasette torri disseminate su tutto il territorio dell’isola.

Tra queste, la torre di Falconara emergeva come una delle più imponenti e strategiche. Descritta come una “grandissima e forte torre”, posizionata su un promontorio rilevato e sicuro, era parte integrante del circuito difensivo costiero. Un baluardo essenziale nel controllo delle incursioni nemiche lungo la costa meridionale della Sicilia.

Il sistema di torri serviva anche da mezzo di comunicazione per segnalare l’arrivo del nemico. In questo caso si lanciava l’allarme attraverso segnali di fumo, fuoco o cannonate, coordinando l’intervento delle milizie armate delle città demaniali dell’entroterra.

Da sentinella il Castello diventa dimora residenziale

Nel corso del tempo, la torre originaria, detta “della Falconara” subì varie modifiche e ampliamenti per migliorarne la resistenza e l’efficacia difensiva, conferendole l’aspetto di un forte impenetrabile sia da terra sia da mare.

Con la fine delle minacce piratesche nel XIX secolo, il Castello di Falconara perse quindi gradualmente la sua funzione militare. Trasformò la sua vocazione da fortezza difensiva a residenza padronale, riflettendo i cambiamenti socio-politici e culturali dell’epoca.

L’elegante ristrutturazione dell’edificio, arricchita da scaloni, colonnati, fregi e giardini ornamentali, trasformò il castello in una sontuosa dimora signorile.

Storia recente

Ampliata e manipolata dai diversi proprietari nel corso dei secoli, la struttura è ora una complessa articolazione di corpi che si sviluppano attorno alla torre centrale

Internamente, il castello è un tripudio di arte e cultura, con ambienti riccamente arredati e decorati. Le collezioni di ceramiche, dipinti e trofei di caccia testimoniano le avventure dei padroni di casa, tra cui il barone Gabriele Chiaramonte Bordonaro Alliata, famoso per i suoi safari in Kenya.

Oltre alla sua bellezza architettonica e storica, l’edificio è circondato da un parco progettato dall’architetto Ernesto Basile nel 1893. Il parco, arricchito da un esotico palmeto e una rara specie di fico d’India, offre uno sfondo incantevole al castello e ai suoi ospiti.

Numero verde ONA

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