Il Beaubourg di Renzo Piano e Richard Rogers, un (non) museo immaginato per il futuro

"Il pollice di Cesare", Parigi, Place Beaubourg, a destra il Centro Nazionale d'arte e di Cultura Geoge Pompidou ©Julien Mattia / Le Pictorium/MAXPPP

Beaubourg, Parigi: un ambiente totalizzante della cultura e della conoscenza contemporanea

In questi quattro ultimi fine settimana, a Parigi, a seguito delle proteste urbane del movimento dei “gilets jaunes”, (gilet gialli), i luoghi più importanti della cultura della capitale francese sono stati chiusi al pubblico per sicurezza, creando contestualmente un grande vuoto nella vita culturale, che è l’anima della città.

Questa dimensione del vuoto, della mancanza della vita culturale, più d’ogni altra cosa, mi ha fatto riflettere sull’importanza del ruolo della cultura nelle città di qualsiasi dimensione, per creare incontri, dialogo, economia, cultura.

Parigi anni Settanta, il cantiere dove sta nascendo il Beaubourg (Foto Marc Petitjean)

Non è un caso che quarant’anni fa, circa, è stato inaugurato il Beaubourg – Centro Nazionale d’arte e di Cultura Geoges Pompidou – nel Marais. Una gioiosa architettura urbana nel cuore di Parigi, dedicata alle scienze, alle arti figurative, alla musica, al disegno industriale e alla letteratura, solo per citarne alcune; un luogo che ospita cultura internazionale in modo libero.

Beaubourg è stato una delle prime creazioni culturali in Europa, positiva in tutti i sensi, che ha contribuito a innescare un nuovo rinascimento culturale in un periodo storico, gli anni Settanta, in cui i musei e le biblioteche apparivano come un’istituzione triste, polverosa e intimidente.

È stata un’architettura che, a par mio, ha suggerito una nuova dimensione per vivere la cultura, una nuova verità sul modo di usare una biblioteca e un museo, in cui cultura e multifunzionalità degli spazi, hanno offerto una impostazione nuova e una interpretazione esplicita e contemporanea dei luoghi aperti alla conoscenza.

Beaubourg è, ancor oggi, un’architettura abitata e vissuta giornalmente da 25mila visitatori ed è un luogo di incontro, sia all’interno sia all’esterno di esso, che ha creato, nel pieno centro storico di Paris, un nuovo ambiente per vivere la quotidianità contemporanea in Europa. È il luogo del passeggio, della sorpresa, della curiosità e dell’incontro inatteso, dove la conoscenza è a servizio della socialità urbana nel cuore della città, contribuendo, più d’ogni altra cosa, a costruire un’ambiente culturale di alta qualità in cui convivono cultura ufficiale e cultura di strada; costruita e prodotta giornalmente da letterati, artisti, musicisti, acrobati, mimi, rappresentando il luogo delle arti non formale, contemporaneo.

Renzo Piano (a sinistra) e Richard Roger

Beaubourg è stato una scuola di vita per i progettisti Richard Roger, Renzo Piano e il gruppo di giovani che li hanno seguiti, lo è tutt’oggi per noi, attenti visitatori quotidiani, perché invita, ancora oggi, alla scoperta del mondo attraverso l’avventura possibile della conoscenza e della ricerca culturale.

Ogni giorno, numerosissimi visitatori, composti da una umanità internazionale (francesi, italiani, inglesi, svedesi, americani, svizzeri, giapponesi) fanno incursione nel mondo della cultura cercando un rapporto di profonda conoscenza tra passato, presente e futuro in un ambiente interdisciplinare, tra sensibilità umana, scienza, arte, economia, letteratura e matematica, diventando protagonisti e centro attivo di una funzione urbana e sociale in cui si intrecciano immagini, idee, testi, disegni e suoni, in una esperienza culturale circolare unica, in cui il metodo empirico della ricerca, tipico di tante discipline, invita a coltivare letture, intuizioni ed esperienze significative, che appartengono all’ambiente totalizzante della conoscenza e della cultura contemporanea.

E non è un caso che a fianco del Beaubourg c’è l’Ircam, l’Istituto per la ricerca e il coordinamento dell’acustica e la musica, in cui ci si può immergere nel mondo della musica contemporanea, una delle arti dell’uomo più immateriali ma non per questo meno importante che, insieme alle altre arti – pittura, fotografia, cinema, letteratura, architettura – ci porta a fare incursioni nel mondo della cultura, in un rapporto di profonda conoscenza.

Prendendo spunto da questi esempi reali, mi rendo conto che in Italia, oggi, servirebbero ottomila luoghi, uno per ogni città o comune, simili al Beaubourg, per riattivare la nostra vita culturale, fonte inesauribile di incontri, dialoghi, cultura ed economia.

Bibliografia essenziale

Renzo Piano, Giornale di Bordo, Passigli Editori, Firenze 2005

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