venerdì, Agosto 12, 2022

“I mercoledì dell’Archiginnasio” raccontano le virtù delle castagne

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L’ultimo incontro de “I mercoledì dell’Archiginnasio

L’Odissea del cibo dal campo alla tavola” è dedicato alle castagne. In un percorso tra storia e cucina, i relatori mostrano tutta l’importanza di questo virtuoso prodotto

Metterne una in tasca per proteggersi dal raffreddore, per i problemi di cuore vanno mangiate crude, sono un alimento afrodisiaco. Nella tradizione popolare sono onnipresenti.

Nessuna di queste convinzioni si può ritenere fondata, ma su una cosa i nostri nonni avevano ragione: le castagne sono fondamentali sotto ogni aspetto.

Questo prodotto parla molte lingue: è presente in tutta l’Europa centro-meridionale. La sua sopportazione delle temperature fredde (subisce danni solo dai -25°C in poi) lo rende infatti adatto anche ai climi più rigidi.

Ci accompagnano bollite o al forno durante l’inverno, ma possono vantare una lunga conservazione se congelate. Questa sua dote gli è valsa nel Medioevo l’appellativo di “pane dei poveri” , perché, essendo ricco di valori nutrizionali, consumato in gran quantità da chi viveva in montagna durante le stagioni fredde e non solo.

Le castagne possiedono molte vitamine del gruppo B e, per citarne solo alcune, vitamine K ed E, potassio, magnesio e zinco. I valori nutrizionali di questo prodotto sono innegabili, e così la sua versatilità.

La ricchezza di carboidrati le rende un’alternativa alla farina adatta a chi soffre di celiachia o intolleranza al glutine.

Dalla farina di castagne si possono può produrre pasta di ogni tipo, ma queste sono ottime anche nelle confetture e per arricchire piatti di carne come lo spezzatino di manzo. I nostri nonni li ricordano come protagoniste di ricette quali i calabresi “pastilli“, ossia castagne secche, o il toscano castagnaccio.

Castagne
Le castagne sono tanto versatili da poter essere usate sia nel salato che nel dolce

L’Accademia Nazionale di Agricoltura sul cibo

Perché così importanti, l’Accademia Nazionale di Agricoltura ha riservato alle castagne il settimo e ultimo ciclo di incontri sul cibo e le eccellenze agroalimentari italiane. Si chiudono quindi con le castagne “I mercoledì dell’Archiginnasio. L’Odissea del cibo dal campo alla tavola”, appuntamenti mensili che si tengono da aprile a novembre, organizzati per il terzo anno consecutivo in collaborazione con le Delegazioni Bolognesi dell’Accademia Italiana della Cucina e la Società Medica Chirurgica di Bologna.

Arrivederci a tempi migliori alla sede dell’Accademia Nazionale di Agricoltura a Bologna. L’incontro infatti si tiene online il 17 novembre, dalle ore 16.30, su piattaforma a libero accesso e senza limite di capienza massima.

Castagne
Per questo atipico anno, i “Mercoledì dell’Archiginnasio” dovranno salutare la loro sede di Bologna

“I mercoledì dell’Archiginnasio”: non solo castagne

Il libero accesso al pubblico ha portato 1.500 persone ad assistere a un totale di dodici incontri nelle edizioni del 2018 e 2019. Dopo il 2020 si è deciso di optare per una modalità di convegno online, in modo da continuare a permettere a chiunque di partecipare. Che a nessuno venga preclusa la presenza è importante, in un momento delicato come questo più che mai. «Necessario salvaguardare la nostra salute e quella della collettività anche attraverso una corretta alimentazione», ha dichiarato il presidente dell’Accademia prof. Giorgio Cantelli Forti. Gli incontri cercano dunque di accrescere la consapevolezza circa i benefici salutistici del consumo di prodotti freschi e italiani.

Sono molti gli alimenti presi in considerazione negli anni. In questo 2021 all’insegna del distanziamento sociale, si è trattato di: Crostacei e molluschi, Latte latticini e formaggi, Pomodoro, Pesca, Mela e Legumi.

Il ciclo di appuntamenti finisce il 17 novembre con le castagne. In tutti gli incontri, rilevante la presenza di importanti esperti dei settori presi in esame, quali produttori, professionalità pubbliche e docenti. Buona anche la risposta dal pubblico, che ha mostrato la volontà, come ha detto la coordinatrice Rossella Scipioni, «di acquisire conoscenze precise». Il pericolo della disinformazione o della concessione a convinzioni popolari è sempre dietro l’angolo.

Ospiti e struttura dell’appuntamento del 17 novembre

Cambia la modalità di fruizione, resta identica la formula strutturale: una relazione circa il “prodotto agricolo”, una sul suo “valore nutrizionale” e una conclusiva dedicata agli “aspetti storico-culturali in cucina e a tavola”. A queste, quando possibile, si aggiunge una case history” su un particolare aspetto produttivo, scientifico e culturale del prodotto in questione. La conoscenza teorica non può essere disgiunta infatti da quella pratica e si prendono in esame attività dedicate a quanto esposto. Nell’ultimo incontro si parla dell’attività del Castagneto Didattico di Granaglione sull’Appennino bolognese. Questo è un impianto che nasce da un’iniziativa della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna che mette la castanicoltura al centro di un progetto di sviluppo per l’Appennino. L’investimento ha permesso di serbare memoria della castanicoltura e di vita e biodiversità in Appennino.

Non solo dati e parole quindi compongono gli incontri, ma anche pratiche dimostrazioni dell’importanza della conservazione e valorizzazione dei prodotti che arricchiscono l’Italia.

Ma perché proprio le castagne?

Il CSO, Centro Servizi Ortofrutticoli, aveva denunciato nel 2020 una crescita nell’acquisto di castagne superiore del 3% rispetto al 2019, complice anche il buon raccolto. Ad accompagnare il 2021, incertezza a causa di gelate e siccità, che pare abbiano ridotto le dimensioni dei ricci.

Nell’anno passato, ricorda Coldiretti, le importazioni sono state pari a 24,3 milioni di chili, perlopiù da Turchia, Portogallo, Grecia e Spagna. Sono prodotti che hanno fatto giorni di viaggio e che arrivano nel nostro Paese meno freschi, alla fine di un percorso dannoso in termini ambientali.

Conoscere ciò che si mangia e da dove proviene è quindi di grande aiuto anche per il nostro portafogli, non soggetto a costi di importazione, e per la Terra, meno esposta all’inquinamento per il trasporto alimentare.

Viviamo in un Paese bellissimo e ricco di cose buone e salutari, che vanno valorizzate e celebrate. Questo insegnano “I mercoledì dell’Archiginnasio” e questo ognuno dovrebbe ricordare.

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