I geositi del Parco costiero di Polignano a Mare

Dopo ventidue anni la Regione Puglia istituisce l’area regionale protetta di Polignano a Mare. Nel frattempo, sulla stessa area, è stato autorizzato un progetto alberghiero. I geologi scrivono al governatore Michele Emiliano perché si tutelino i geositi e si presti attenzione alle emergenze geologiche

 

Lunedì 29 luglio 2019, in occasione della Conferenza di Servizi, il governatore della Puglia Michele Emiliano ha depositato in Regione gli atti del procedimento per l’istituzione del Parco naturale regionale a Polignano a Mare, a sud di Bari.

«L’istituzione del “Parco costiero di Polignano a Mare” – scrive in un “contributo” destinato a Emiliano la Società italiana di geologia ambientale (SIGEA)è un punto di partenza per la realizzazione di progetti che conoscano il reale “stato dell’arte”, circa la conoscenza dei beni geologici del contesto paesaggistico e biologico. Tutti beni comuni che costituiscono valori da preservare per le comunità locali e il loro sviluppo sostenibile».

SIGEA spiega – nella nota – come i “geositi” e le “emergenze geologiche” comprese nell’area di interesse, siano stati oggetto di una “Ricognizione e verifica dei geositi e delle emergenze geologiche della Regione Puglia”.

Un progetto, questo, utile alla costituzione di un “catasto” dei beni geologici.

Beni che, «definiti sulla base del significato geologico, geomorfologico e paleontologico, hanno valore oltre che scientifico e didattico, anche culturale e paesaggistico».

Le mappe delle aree censite si possono consultare sul portale dedicato ai Geositi della Puglia

Al momento, in particolare, nella fascia compresa tra Mola di Bari e Monopoli sono stati censiti quindici beni geologici; «ulteriori elementi possono derivare dagli studi necessari a piani urbanistici di dettaglio».

SIGEA, inoltre, ricorda che di recente l’UNESCO ha iscritto “L’Arte dei muretti a secco” nella lista degli elementi immateriali dichiarati Patrimonio dell’umanità.

Nelle motivazioni dell’UNESCO, SIGEA rileva che “tutte le conoscenze collegate alla costruzione di strutture di pietra ammassando le pietre una sull’altra, non usando alcun altro elemento tranne, a volte, terra secca, rappresenti uno dei primi esempi di manifattura umana”.

Queste opere, «che testimoniano l’armoniosa relazione fra l’uomo e la natura, sono uno degli elementi che hanno dato origine ai paesaggi rurali della Puglia».

Sono opere realizzate sia per fini abitativi sia per scopi agricoli.

«Come lo spietramento dei campi, la divisione delle proprietà, la regimazione delle acque, la sistemazione dei versanti». «Come nel caso di Costa Ripagnola (a Monopoli – n.d.r.). E vanno tutelate».

La lettera di SIGEA è stata inviata al governatore Emiliano nel momento in cui la società SERIM ha ottenuto parere favorevole dal Comitato di VIA (Valutazione di impatto ambientale) e alla Sovrintendenza della Regione Puglia, per la costruzione di un resort turistico tra la macchia mediterranea di Costa Ripagnola, utilizzando come camere gli antichi trulli sul posto (n.d.r.).

I geologi, quindi, puntualizzano come sia necessario – prima di ogni valutazione di eventuali progetti o di autorizzazione degli stessi su questa fascia costiera – consolidare lo stato delle conoscenze: del reale valore dei beni, delle relazioni culturali, delle stesse attività agricole, «visti nella prospettiva della conservazione e della tutela, per far sì che siano patrimonio delle generazioni future».

Il patrimonio di cui stiamo parlando è già fruibile nel «paesaggio percepito ma necessita di conoscenza e di consapevolezza nella popolazione».

Per SIGEA, un paio di passi sono fondamentali «per dare un indirizzo di sostenibilità al futuro di un’area che conserva alcuni tra i pochissimi tratti ancora fruibili della costa tra Barletta e Monopoli, quasi totalmente antropizzata».

Come «conoscere i beni geologici attraverso l’istituzione e l’implementazione del relativo catasto, incentivare – anche attraverso azioni di studio e condivisione con la popolazione locale – forme di tutela basate sulla rivitalizzazione del ruolo culturale delle aree agricole nella società».

Di seguito le aree di interesse geologico presenti sul portale dei Geositi della Puglia e nel database costruito col progetto regionale “Geositi”, ricadenti nella perimetrazione proposta.

Da Mola a Monopoli:

CGP0280: Le dune fossili Le Macchie

CGP0252: I depositi di mareggiata di San Giovanni

CGP0248: Il canale medievale di San Vito

CGP0247: Le cave costiere di San Vito

CGP0197: La cava costiera di Polignano a Mare

CGP0235: La Grotta Sorgente Chiar di Luna

CGP0223: La Grotta della Rondinella

CGP0231: Le brecce da collasso carsico di Cala Paura

CGP0234: Largo Gelso e la falesia Grottone

CGP0230: La falesia di Polignano a Mare

CGP0236: Lo Scoglio dell’Eremita

CGP0237: L’arco della Grotta di Sella

CGP0149: Le calcarenitibioturbate di Torre Incina

CGP0241: La Lama di Torre Incina

CGP0150: Le strutture deformative di Monopoli.

L’elenco può essere integrato dai beni riconosciuti nel centro abitato di Polignano:

CGP0233: La Lama Monachile

CGP0232: La Grotta Palazzese

CGP0266: Largo Grotta Ardito

 

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