mercoledì, Luglio 24, 2024

Hervé Barmasse. Un rapporto stretto con la natura

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HERVÉ BARMASSE, ALPINISTA, SCRITTORE, REGISTA DI FILM DI MONTAGNA E GUIDA ALPINA, È IL SOLO AD AVER SALITO TUTTE E SEI LE CRESTE DEL MONTE CERVINO IN SOLITARIA. CON IL SUO ULTIMO LIBRO, “CERVINO. LA MONTAGNA LEGGENDARIA”, HERVÉ BARMASSE INAUGURA LA MOSTRA DELL’ESTATE 2023 AL MUSEO NAZIONALE DELLA MONTAGNA.  SERATA INAUGURALE IL 22 GIUGNO PROSSIMO

Il Cervino, con i suoi 4.478 metri di altezza, la forma imponente di una piramide, svetta sulle Alpi Pennine, in Valtournenche. il suo mito tra gli amanti della montagna nasce nel 1865 con la prima ascensione.

Prima le sue pareti quasi verticali erano considerate inespugnabili. Da 160 anni il Cervino attrae scalatori e alpinisti di ogni Paese, suscitando in loro rispetto, timore e fascinazione. Ma non solo. Per la sua popolarità in tutto il mondo, la sua storia, la sua bellezza, montagne come lo Shivling in India, l’Ama Dablam in Nepal, l’Alpamayo sulle Ande, il Masherbrum nel Karakorum, fanno riferimento al nostro Cervino.

Un rapporto stretto con la natura

Grazie alla passione per la montagna e l’incontro con il Cervino, l’alpinista valdostano Hervé Barmasse ha creato un rapporto stretto con la natura. Salita per la prima volta a sedici anni, Hervé Barmasse è il solo ad aver raggiunto tutte le sei creste del Cervino in solitaria.

L’alpinista, scrittore, regista di film di montagna e guida alpina è nato e cresciuto ai piedi del Cervino, in una famiglia in cui il mestiere di guida alpina si tramanda da quattro generazioni. Un legame intimo e profondo lo lega alla montagna di casa.

Oggi Barmasse è l’alpinista che ha all’attivo più exploit sulla Gran Becca (il nome del Cervino nell’alta Valtournenche): prime ascensioni solitarie, prime invernali e vie nuove. Dopo Walter Bonatti, è l’unico alpinista ad aver aperto una via nuova in solitaria.

Il Cervino, ancora oggi è una delle cime più ambite

L’Alpinismo nasce motivato da ragioni scientifiche; in seguito è il desiderio di conquista a caratterizzare le ascese.  Quindi prende forma la fase dell’alpinismo sportivo-esplorativo.

Il crescente desiderio di avventura e la sfida verso i limiti della scalata ha spinto gli alpinisti a tentare di raggiungere le vette di montagne già scalate, scegliendo itinerari differenti, più difficili, giudicati impossibili dalle generazioni precedenti. Rimanevano da scalare tutte le cime minori, quelle più verticali e strapiombanti.

Con queste premesse le Alpi hanno ancora moltissimo da offrire. Il Cervino, dopo l’epopea della conquista, diventa nuovamente una delle mete più ambite. Con le sue sei creste, le quattro pareti e le pareti nelle pareti: un palmares che ancora oggi pochi alpinisti possono vantare.

Il “Cervino. La montagna leggendaria” e la mostra

La mostra dell’estate 2023 al Museo Nazionale della Montagna e alla Casa Alpina IREN della diga di Ceresole Reale, nel Parco del Gran Paradiso, vuole raccontare la montagna più iconica delle Alpi. Lo fa attraverso gli occhi dell’alpinista Hervé Barmasse, e il suo ultimo libro “Cervino. La montagna leggendaria”.

La rassegna ripercorre la storia delle ascensioni sul Cervino fino ai giorni nostri grazie a materiali storici del Centro Documentazione del Museo e di altri archivi. Tra questi la   Fondazione Sella di Biella, Archiv des Deutschen Alpenvereins di Monaco di Baviera, Archivio della Società Guide Alpine del Cervino, Archivio Ragni della Grignetta di Lecco. Oppure di raccolte personali.

Il racconto cronologico, partendo dalla prima salita, con fotografie, documenti, materiali originali e video, narra le imprese dei protagonisti. Una proiezione immersiva, a cura di auroraMeccanica, fa rivivere ai visitatori il fascino dell’iconografia che ha visto nascere e nutrito il mito del Cervino.

Testimonianze del giornalista e scrittore Enrico Camanni, che ha anche contribuito allo sviluppo dei contenuti dell’esposizione; di Luciano Bolzoni, architetto, storico dell’architettura e direttore di Alpes; di Michele Freppaz, pedologo e nivologo dell’Università di Torino.

La mostra è finalizzata alla valorizzazione culturale della pratica dell’Alpinismo, a seguito dell’iscrizione a Patrimonio Immateriale UNESCO avvenuta a fine 2019, per la quale il Museomontagna ha redatto il dossier di candidatura internazionale.

Il progetto è realizzato nell’alveo del progetto WeClub. Alpinismo: ama, rispetta, comunica del Club Alpino Italiano e finanziato dal Ministero della Cultura a valere sui fondi Legge 20 febbraio 2006, n. 77 “Misure speciali di tutela e fruizione dei siti e degli elementi italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale, inseriti nella “lista del patrimonio mondiale”, posti sotto la tutela dell’UNESCO”.

La serata inaugurale

Lo spettacolo del 22 giugno, con Hervé Barmasse e il gruppo musicale valdostano L’Orage, è organizzato in collaborazione con IREN e con il festival Borgate dal Vivo.

Ingresso gratuito, fino a esaurimento posti, con prenotazione necessaria qui.

“Cervino. Ritratti storici a tempo di musica” è la serata-evento che inaugura la mostra al Museomontagna. Uno spettacolo che al piacere della musica e dell’intrattenimento dal vivo unisce quello della divulgazione e della conoscenza, dell’avventura unita alla scoperta.

Attraverso il racconto di Hervé Barmasse, le immagini più suggestive della Gran Becca e la musica del gruppo guidato da Alberto Visconti e i fratelli Boniface, tutti avranno l’occasione di arrivare in vetta al Cervino, la montagna simbolo di tutte le montagne nel mondo.

Il 22 giugno il Museo sarà aperto dalle 12:00 alle 19:30;

la mostra dalle 19:30 alle 23:00.

Numero verde ONA

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