mercoledì, Settembre 28, 2022

La “Green Revolution” delle Ecoguerriere

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LA “GREEN REVOLUTION” È DONNA! SONO LE DONNE A STARE IN PRIMA LINEA NELLA LOTTA AI CAMBIAMENTI CLIMATICI E PER LA DIFESA DELL’AMBIENTE. SONO COMUNI CITTADINE, CELEBRITÀ DELLO STAR SISTEM, OPPURE DONNE CON IMPORTANTI INCARICHI POLITICI. SONO LE ECOWARRIORS, LE ECOGUERRIERE

Sin dai secoli scorsi sono state le donne a guidare le prime proteste ecologiste. In tempi più recenti, ricordiamo, per esempio, Vandana Shiva, che ha reso celebri in tutto il mondo i tree huggers, gli “abbracciatori di alberi”

Proprio l’ecologista indiana ha battezzate come Ecoguerriere le difenditrici dell’ambiente. Come pure Txai Suruì, l’attivista brasiliana che si batte contro la deforestazione amazzonica. O l’attivista ugandese Vanessa Nakate, amica di Greta Thumberg.

Vanessa ha iniziato a impegnarsi nella lotta ai cambiamenti climatici nel 2018. Le inondazioni che in quegli anni colpirono la parte orientale dell’Uganda la resero consapevole della gravità dei cambiamenti climatici.

Anche la Cina, la nazione che oggi inquina di più al mondo, ha la sua Ecowarrior. Si chiama Ou Howey (Ou Hongyi) ha diciannove, di Guilin, a sud del Paese.

Le celebrità ambientaliste

Come non ricordare Brigitte Bardot, per menzionare una celebrità, impegnata anche sul fronte della difesa degli animali.

Dopo B.B. tante altre celebrity femminili hanno continuato a sposare la causa dell’ecologia e della difesa dell’ambiente

Oggi, grandi stelle di Hollywood come Cameron Diaz e Drew Barrymore o top model come Gisele Bundchen sono protagoniste della Green Revolution.

Bundchen è diventata anche protagonista del cartone animato ecologista “Gisele & The Green Team”.  Nonché testimonial di importanti campagne di sensibilizzazione.

Ecoguerriere impegnate in politica

Anche la politica internazionale ha le sue protagoniste della questione ambientale. Donne che rivestono ruoli chiave nel governo dei propri Paesi. A cominciare da Kamala Harris, vicepresidente degli Stati Uniti d’America.

Harris, infatti, ha determinato il rientro degli USA negli accordi sul clima di Parigi, da cui sono usciti per volere di Trump. La vicepresidente asio-americana ha creato alla Casa Bianca un ufficio per la giustizia ambientale e climatica. Si è scontrata più volte con le compagnie petrolifere.

Anne Hidalgo, spagnola naturalizzata francese, già assessore all’urbanistica, oggi sindaca di Parigi, ha realizzato la “ville du quart d’heure”.

Il progetto prevede di riorganizzare gli spazi urbani in modo che il cittadino possa trovare entro 15 minuti a piedi da casa tutto quello che gli serve per vivere. L’hanno multata per aver assunto troppe donne in Comune.

Jacinda Ardern, quarantenne premier neozelandese, da tempo si è impegnata a guidare il Paese anche verso il 100% di energia rinnovabile entro il 2030. Tuttavia suo programma è stato criticato da Greta Thunberg.  Ma Ardern ha ribattuto: «È solo una parte dei nostri programmi per fermare il riscaldamento globale, ma è un bene che ci sia chi continui a sollecitare un’azione ambiziosa».

Ma sono le e donne a pagare in misura maggiore il costo dei disastri ambientali

Purtroppo, però, se da oltre sessant’anni sono le Ecowarriors, le Ecoguerriere, protagoniste della Rivoluzione Verde, è anche vero che oggi, sono proprio le donne a pagare in misura maggiore il costo dei cambiamenti climatici. Infatti, è di sesso femminile l’82% degli sfollati a livello globale, a causa dei disastri ambientali e delle guerre.

Lo rivelauno studio di Ener2Crowd, che ha commissionato la ricerca all’International Center for Social Research (ICSR) in collaborazione con la World Organization for International Relations (WOIR). Questa organizzazione, fondata nel 1978, promuove la collaborazione internazionale in ambito economico e sociale.

Quando si tratta di proteggere l’ambiente, le donne sono sempre in prima linea

Vandana Shiva, come accennato, ha reso celebri in tutto il mondo i tree huggers. Nel 1730, 294 uomini e 69 donne del ramo Bishnois dell’induismo morirono mentre cercavano di proteggere gli alberi del loro villaggio, dalla trasformazione della materia prima per la costruzione di un palazzo.

Negli anni Ottanta, Vandana Shiva ha fondato un movimento femminile ispirato agli “abbracciatori di alberi”, per proteggere le foreste subtropicali dell’Himalaya fonti di vita per le collettività del posto.

Scienziata, scrittrice e attivista politica e ambientalista, Vandana Shiva è, oggi, leader indiscussa della “Rivoluzione verde”, non solo in India, ma in tutto il mondo.

(fonti Ener2Crowd, La Repubblica, ANSA)

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