lunedì, Luglio 22, 2024

Green Music Contest, anche la musica ama l’ambiente

Ultime News

Posticipata al 4 novembre l’attesa finale del Green Music Contest. Il premio musicale, giunto alla sua terza edizione, è dedicato ai cantanti che danno “voce” alle problematiche ambientali.

Nato nell’ambito del festival Circonomia, il format prevede un’esibizione dal vivo al Circus di Collisioni, nel Parco Tanaro di Alba, in Piemonte. Qui nelle Langhe, scenario naturale indimenticabile riconosciuto Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, risuonerà la musica live dei solisti e dei gruppi strumentali che hanno saputo trasmettere al meglio la propria sensibilità verso la salvaguardia del pianeta.

Green Music Contest: le diverse fasi della competizione

Dopo una prima fase in cui si sono stati raccolti i brani musicali di tutti i generi e le iscrizioni di coloro che hanno voluto partecipare all’originale contest, si è giunti alla seconda tappa. Durante questa “Semifinale Home Edition”, i brani selezionati sono stati caricati sul canale YouTube ufficiale del Circonomia Green Music Contest per poi essere promossi attraverso i canali social. Le giurie e il pubblico potranno così votare il miglior singolo fino a martedì 17 ottobre.

Alla “Finalissima Live” accederanno almeno otto concorrenti: i due più votati dal pubblico su Youtube, tre scelti dalla giuria artistica e tre selezionati dalla Commissione di Circonomia.

Durante la serata finale del concorso, che quest’anno per la prima volta ha visto anche la collaborazione di Collisioni Festival, saranno premiati i giovani talenti per:

  • migliore testo inedito;
  • miglior arrangiamento;
  • premio Social per il brano più votato dal pubblico su Youtube;
  • vincitore assoluto del “Circonomia Green Music Contest”.

Oltre il Green Music Contest, amore per l’ambiente in musica

Professare l’amore per il pianeta e la natura non è una tematica nuova nel mondo musicale. Sono infatti molti gli artisti nazionali e internazionali che hanno voluto esprimere il proprio impegno per l’ambiente e la propria volontà di preservarlo.

Già nel 1966 Adriano Celentano in una delle prime canzoni ambientaliste italiane, “Il ragazzo della via Gluck”, esprime il proprio disagio per il rapido processo di urbanizzazione del dopoguerra, creando un vero e proprio inno al “verde” nelle città.

Dieci anni dopo, anche il cantautore Pierangelo Bertoli, con la sua “Eppure Soffia”, denuncia il problema dell’inquinamento e la cupidigia dell’uomo, i quali stanno portando alla distruzione del mondo. Questo potente grido di disperazione, riproposto recentemente anche da Ligabue e Luca Carboni, parla anche della guerra, diventata sempre più spietata. La bomba atomica e le industrie inquinanti continuano a contaminare l’ambiente e l’uomo.

Nonostante ciò, le istituzioni continuano a perpetrare queste tragedie. Eppure, come canta Bertoli, il vento continua a soffiare, sinonimo di speranza.

“E l’acqua si riempie di schiuma, il cielo di fumi
La chimica lebbra distrugge la vita nei fiumi
Uccelli che volano a stento, malati di morte
Il freddo interesse alla vita ha sbarrato le porte”.

Nel 1990 poi Neil Young con “Mother Earth” canta il bisogno di rispettare gli esseri umani e le risorse naturali, come acqua, aria e natura.

La nuova consapevolezza musicale a favore della Terra

Con l’arrivo del nuovo millennio cresce la consapevolezza degli artisti per le tematiche ambientali. Nel 2002 in “La vita vale” Jovanotti affronta la dura questione del prezzo da pagare per avere tecnologia, medicina, alimenti di origine etnica. Il continuo progresso consuma l’ambiente, la biodiversità e sfrutta il lavoro e la manodopera sottopagata.

Ad affrontare invece il problema dei rifiuti che coinvolge diverse città italiane è il rapper Caparezza che, in “Cacca nello spazio”, fantastica sull’assurda soluzione di lanciare i rifiuti nell’universo. Al contrario pone l’attenzione su come ognuno di noi può, con le proprie mani, fare qualcosa per salvare il mondo Ben Harper in “With my own two hands”.

L’amore per la Terra è espresso anche dalla famosa Fiorella Mannoia e dal gruppo I Rio. Con il brano “Il gigante”, uscito in occasione dell’Earth Day, si sostiene il progetto “Impatto Zero” di Lifegate. Questa iniziativa era finalizzata a concretizzare gli impegni presi con il protocollo di Kyoto.

Questa non è l’unica canzone ad aver sostenuto le associazioni ambientaliste. Il cantante del gruppo rock dei R.E.M., Michael Stipe, ha devoluto il ricavato del brano “Drive to the ocean” all’ente no profit “Pathway to Paris”, il quale si dedica a trasformare l’accordo di Parigi – in realtà, e quello di “Your Capricious Soul” – a favore di Extinction Rebellion.

Girl Power in difesa dell’ambiente e della natura

Sono molte le artiste femminili che fanno sentire la loro “voce” in difesa dell’ambiente e della natura incontaminata. In Italia sicuramente a dare un gran contributo alla tutela ambientale è la cantante Elisa, uno dei simboli del panorama musicale italiano d’autore.

Lo scorso tour della cantante è stato completamente dedicato alla sostenibilità. Questo green tour, chiamato Back to the Future, ha avuto come obiettivo quello di inviare un messaggio alle nuove generazioni per far sì che cresca la loro attenzione per l’ambiente e per il pianeta che ci ospita.

A livello internazionale, invece, è Lorde ad aver realizzato recentemente un album che rappresenta un vero e proprio inno alla salvaguardia della natura. Oltre alle canzoni anche il Music Box stesso trasmette attenzione per il pianeta. Infatti è stato realizzato dal 100% di materiale biodegradabile.

I pericoli dei cambiamenti climatici…in note

La Terra, la creazione e la natura sono poi raccontate dalla straordinaria voce di Bjork in “Cosmogony”: un canto per la Terra carico di speranza.

Invece il mondo naturale viene contrapposto alla società individualista dal cantautore Niccolò Fabi in “Ha perso la città”. Qui esprime il fallimento e la rassegnazione dell’uomo nel tentare di migliorarsi e vivere in un ambiente più sano.

Sui pericoli dovuti ai cambiamenti climatici si concentrano artisti come Eugenio in Via di Gioia. In “La punta dell’iceberg” offre una visione di come sarà la nostra vita nel 2050: scarsità di alimenti, coste sommerse a causa dallo scioglimento dei ghiacciai, perdita di biodiversità ed estinzione di numerose specie viventi, epidemie sempre più frequenti.

Con “Feels like Summer”, al contrario, Childish Gambino parla di un’estate innaturale che colpisce un mondo di testardi che non vogliono cambiare. Infine l’ex componente dei Beatles, Paul McCartney, ambientalista prima di molti altri, in “Despite repeated warnings” ci ricorda l’urgenza di cambiare rotta perché “nonostante ripetuti allarmi, il pericolo è ancora davanti a noi”.

Numero verde ONA

spot_img
spot_img
spot_img

Consulenza gratuita

    Articoli simili