“Green Drop Award” alla Mostra d’arte cinematografica di Venezia

La “goccia verde” di vetro di Murano del “Green Drop Award” a Roman Polanski, “per aver denunciato i cambiamenti climatici e ogni forma di abuso e ingiustizia che li hanno provocati”

 

La “76a Mostra d’arte cinematografica di Venezia”, ha ospitato per l’ottavo anno il “Green Drop Award.

Il reigista Roman Polanski

Alla kermesse cinematografica internazionale è stato premiato “J’accuse”, di Roman Polanski, film, tra tutte le opere in gara, da cui più emergono i temi dell’ecologia, della sostenibilità e della cooperazione tra i popoli.

“Oggi più che mai – si legge nella motivazione – è necessario denunciare i cambiamenti climatici e ogni forma di abuso e ingiustizia che li hanno provocati. Riteniamo che l’opera di Polanski parli del passato per indicarci una strada per il presente”.

Il premio collaterale alla mostra, una “goccia verde” di vetro di Murano. Al suo interno è contenuto un campione di terra, che ogni anno proviene da un Paese diverso.

Quest’anno la terra proveniva dalla gola dell’Olduvai, in Tanzania. Secondo i paleontologi, in quella regione i primi ominidi hanno imparato a vivere in società. Da lì, poi, sono migrati per raggiungere ogni parte della Terra.

Dal 28 agosto al 7 settembre, il “red carpet” del “Lido” – green per l’occasione – è stato calcato anche da personaggi del mondo del cinema, dello spettacolo, dei fumetti, della cultura e delle scienze impegnati a sensibilizzare e promuovere la sostenibilità attraverso gli schermi del Grande Cinema.

La goccia verde di vetro di Murano che rappresenta il Green drop Award

Il Green Drop Award è promosso da Green Cross Italia – ONG internazionale fondata da Mikhail Gorbaciov – con il patrocinio del ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e in collaborazione con Sardegna Film Commission e il Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna.

Presidente di Giuria, per l’edizione 2019, Stefania Sandrelli. «Come giuria del Green Drop Award – ha detto l’attrice – abbiamo pensato che, anche per il cinema, sia giunto il momento di parlare chiaro… una ragazza di 15 anni di nome Greta ricorda a tutto il mondo l’urgenza di agire contro i cambiamenti climatici. Il suo grido d’allarme sta già scuotendo le coscienze. Perché non c’è un piano b: è ora di agire adesso» (fonte ADN Kronos).

Nell’ambito della rassegna, sono stati segnalati per originalità e capacità evocativa due eventi: una mostra a fumetti dal titolo “Il cinema rovinato dal cambiamento climatico” e un incontro sull’”Efficienza energetica e la sostenibilità per il sistema delle sale cinematografiche italiane”.

Gli artisti hanno provato a fantasticare come sarebbero stati i film a noi più cari, se si fossero già realizzate le drammatiche previsioni riguardo il riscaldamento globale.

Per esempio, si provi a immaginare un grande classico del cinema italiano come “Morte a Venezia”, di Luchino Visconti, dove il protagonista scompare sotto l’acqua alta causata dai cambiamenti climatici.

Esperti del settore sono intervenuti all’incontro riferito alla filiera sostenibile per il cinema, dalle produzioni alle sale cinematografiche: “Sustainable Screens. Efficienza energetica e sostenibilità per il sistema delle sale cinematografiche italiane”.

 

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