lunedì, Aprile 22, 2024

Governođź’”Clima: amore tossico

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IL MOVIMENTO AMBIENTALISTA EXTINCTION REBELLION HA SCELTO IL GIORNO DI SAN VALENTINO PER DENUNCIARE “L’AMORE TOSSICO” DEL GOVERNO E DELLE REGIONI NEI CONFRONTI DELLA CRISI CLIMATICA E DELLA DISTRUZIONE DEGLI ECOSISTEMI

Extinction Rebellion protesta contro governo e regioni

Il 14 febbraio 2024, mentre le coppie celebravano l’amore romantico, attivisti di Extinction Rebellion occupavano l’ingresso della Cassa Depositi e Prestiti a Torino e il palazzo della Regione Lombardia a Milano.

Obiettivo? Mettere in luce l’ipocrisia delle istituzioni, che professano un impegno per l’ambiente ma continuano a permettere azioni dannose per il pianeta. 

Sugli striscioni la scritta “Governo e clima: amore tossico”

Due cittĂ , due diversi enti di governo, un unico messaggio

«Alle tante parole e alle dichiarazioni di “amore” del governo nei confronti della terra e della sicurezza dei cittadini, si contrappongono politiche climatiche dall’enorme impatto ambientale». Così esordisce Arianna, attivista del movimento.

«Attraverso Cassa Depositi e Prestiti, il governo controlla le principali aziende italiane dell’industria fossile. Continua a investire in progetti estrattivi, in contrasto con gli obiettivi climatici che l’Italia stessa si è impegnata a rispettare a livello internazionale».

L’azione eclatante di Extinction Rebellion a Torino e Milano ha colpito nel cuore, letteralmente. 

A Torino, balle di fieno e sacchi di sabbia sono stati scaricati all’ingresso della Cassa Depositi e Prestiti (CDP).

Nel frattempo gli attivisti, travestiti da Cupido e con indosso maschere antigas. manifestavano al suono di un violoncello. 

A Milano, invece, un enorme cuore di letame ha fatto la sua comparsa di fronte al palazzo della Regione Lombardia.

Contestualmente, diverse persone si incatenavano tra loro, collegandosi con tubi di plastica.

Tutte azioni, attraverso cui si è tentato di accostare le conseguenze devastanti della crisi climatica alla retorica vuota delle dichiarazioni ufficiali e alla tossicitĂ  delle politiche climatiche del governo. 

La Regione Lombardia, infatti, è stata attiva nel contrastare la direttiva europea sull’inquinamento atmosferico.

Utile ricordare che è una delle regioni con il più alto consumo di suolo.

Nel frattempo, il governo nazionale ha annunciato con disinvoltura di voler continuare a investire in combustibili fossili, concentrandosi soprattutto sul gas.

Preoccupazioni per il “Piano Mattei”

La presentazione del cosiddetto “Piano Mattei” ha suscitato polemiche e preoccupazioni, soprattutto riguardo al suo potenziale impatto sull’ambiente e sulle politiche energetiche.

La premier Giorgia Meloni, ha affermato che «l’Italia ha tutte le carte in regola per diventare l’hub naturale di approvvigionamento energetico per l’intera Europa».

Il suo discorso fa riferimento a un piano di investimento di 5,5miliardi di euro.

Di questi, tre provengno dal Fondo italiano per il Clima, gestito proprio da Cassa Depositi e Prestiti (CDP), il cui azionista di maggioranza è il ministero dell’Economia e delle Finanze.

CDP riveste un ruolo centrale nella progettazione di nuove infrastrutture per il trasporto di Gas Naturale Liquefatto (GNL). Parliamo di infrastrutture giustificate dalla crisi energetica nel discorso politico, ma destinate in gran parte all’export. 

Tuttavia, questa centralitĂ  ha attirato critiche e azioni legali da parte di gruppi ambientalisti come Greenpeace e ReCommon.

Questi ultimi hanno pertanto citato in giudizio CDP insieme con ENI e al ministero dell’Economia e delle Finanze.

Due le accuse rivolte contro i colossi. Quali?

Il greenwashing, ossia ecologismo di facciata, è una delle accuse rivolte dagli attivisti nei confronti delle istituzioni

Lobbying (tentare legalmente di influenzare le azioni, le politiche o le decisioni di funzionari governativi) e greenwashing (ecologismo di facciata).

L’udienza per questa controversia era stata fissata per lo scorso 17 febbraio.

Ora si attende il responso.

Il suo esito potrebbe infatti avere implicazioni significative sul futuro delle politiche energetiche italiane e sul loro impatto ambientale. 

Insomma, la discussione attorno al piano Mattei solleva interrogativi importanti riguardo alla sostenibilitĂ  delle scelte energetiche e all’effettivo impegno delle istituzioni nel contrastare il cambiamento climatico.

Intanto, dal un lato, il governo e le aziende energivore puntano sull’espansione delle infrastrutture per il trasporto di gas fossili.

Dall’altro, attivisti per l’ambiente e molti cittadini si interrogano sul reale beneficio di queste politiche e sulle possibili alternative piĂą sostenibili.

La vicenda del piano Mattei rappresenta dunque un importante banco di prova per il governo italiano e per le istituzioni finanziarie coinvolte, che devono dimostrare un impegno concreto verso la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio e un futuro energetico sostenibile. 

Un caldo mai sperimentato

Il comunicato emesso dagli attivisti evidenzia la grave situazione climatica che ha caratterizzato gennaio del 2024, il quale è stato registrato come il mese più caldo mai documentato.

Questo evento si è verificato al termine di 12 mesi consecutivi in cui la temperatura media globale è rimasta costantemente al di sopra del limite critico degli 1,5°C. Gli impatti dell’innalzamento delle temperature sono sempre piĂą evidenti e devastanti in tutto il mondo. GiĂ  a febbraio, diverse regioni europee si sono trovate in emergenza siccitĂ . Dalla Spagna, dove alcune regioni non registrano precipitazioni da tre anni, all’Italia, dove la Sicilia e la Sardegna si trovano da settimane a dover affrontare il razionamento idrico.

Le organizzazioni internazionali, come l’UNEP (Programma ambientale delle Nazioni Unite) e l’IPCC (Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico), hanno chiaramente affermato che per affrontare efficacemente la crisi climatica è fondamentale ridurre drasticamente le emissioni di gas serra.

Nonostante queste evidenze e le raccomandazioni degli esperti, sembra che le prioritĂ  dei governi, compreso quello italiano, siano altrove.

In un momento in cui è urgente agire per mitigare gli effetti del cambiamento climatico e proteggere il nostro pianeta per le future generazioni, è essenziale che le decisioni politiche riflettano su questa necessità impellente.

Numero verde ONA

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