mercoledì, Maggio 29, 2024

Gli svassi, questi curiosi uccelli marini

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GLI SVASSI SONO UCCELLI MARINI NOTI PER LE LORO SPETTACOLARI ACROBAZIE IN VOLO E LE REPENTINE IMMERSIONI IN ACQUA. LA SOPRAVVIVENZA DI QUESTI SPLENDIDI UCCELLI MARINI, PERÒ, È MINACCIATA DALLA QUALITÀ DELL’ACQUA E DAL CAMBIAMENTO CLIMATICO

Conosciamo gli svassi maggiori 

Gli svassi maggiori (Podiceps cristatus – Linnaeus, 1758), noti anche come uccelli tuffatori, sono una famiglia di uccelli marini conosciuti per le loro spettacolari acrobazie in volo e le repentine immersioni in acqua. 

Grazie alle zampe palmate e alle ali impermeabili, sono capaci di nuotare a grandi profondità per catturare pesci e altri piccoli animali marini, inclusi calamari e crostacei. 

In caso di pericolo, sono in grado di rimanere in apnea per lunghi periodi, emergendo a una considerevole distanza dal punto di immersione.

Famiglia e habitat 

Appartengono alla famiglia dei Podicipedidi e sono strettamente imparentati con altri uccelli marini come i pinguini e i cormorani. Le specie più conosciute includono lo svasso gigante o svasso maggiore del Sudamerica, il collorosso, quello cornuto e lo svasso piccolo.

Gli affascinanti uccelli sono diffusi in varie parti del mondo, principalmente negli habitat costieri settentrionali e dell’emisfero boreale, come Nord America, Europa e Asia. Tuttavia, alcune specie sono presenti anche nelle regioni antartiche. In Italia, le maggiori concentrazioni si trovano nella Pianura Padana e sull’Appennino centro-meridionale. 

Le zone più frequentate durante l’inverno sono i laghi prealpini (come Garda, Iseo, Como e Maggiore), i grandi bacini lacustri dell’Italia centrale (come la Laguna di Orbetello, il Lago di Burano e il Lago Trasimeno), l’Alto Adriatico, il Veneto (laghi di Revine, Santa Maria e Lago, laghetti di Negrisiola e il lago di Santa Croce).

L’Italia rappresenta una zona di svernamento significativa per lo svasso maggiore, con la popolazione che si rifugia alle nostre latitudini pari a circa l’11-15% del totale svernante nell’Unione Europea. 

Possono nidificare su scogliere, isole rocciose o addirittura su piattaforme artificiali. Costruiscono nidi poco elaborati, spesso scavando buche nel terreno o utilizzando crepacci nelle rocce.

La Primavera e la danza nuziale degli svassi

In questi giorni, chi ha la fortuna di camminare vicino a uno specchio d’acqua, ha la possibilità di assistere a uno spettacolo mozzafiato: la danza nuziale degli svassi. Questo rituale ciclico affascina ogni anno gli appassionati di ornitologia. 

Con una lunghezza di circa 50-55 cm e un’apertura alare di 75-85 cm, non vi sono differenze visibili tra maschi e femmine durante la stagione primaverile. Entrambi indossano l’abito nuziale, caratterizzato da colorazioni vivaci e creste distintive.

Il rituale di accoppiamento, è una delle parate nuziali più coreografiche tra gli uccelli selvatici. 

Questi affascinanti uccelli si esibiscono in uno straordinario balletto, durante il quale si salutano muovendo ritmicamente il capo e alzando e abbassando le penne della testa. Infine, si tuffano insieme e riemergono in posizione verticale sull’acqua, scambiandosi ciuffi di alghe o foglie.

Dopo questa cerimonia, la coppia resta unita e difende il proprio territorio di nidificazione da altre coppie rivali. Costruiscono un nido galleggiante con materiale vegetale vicino alla vegetazione palustre, di solito canneti. La femmina depone 4-5 uova, che si schiudono dopo circa 25-28 giorni. I piccoli diventano indipendenti dopo 10-11 settimane.

Piccola curiosità

I genitori svassi forniscono ai loro pulcini non solo piccoli pesci come parte della loro dieta, ma anche una quantità di penne di dimensioni ridotte. Come mai? Le penne ingerite contribuiscono a fornire una superficie ruvida all’interno dell’intestino, aiutando così a compattare il cibo ingerito. Inoltre, possono agire come una sorta di filtro, che aiuta a catturare particelle indesiderate presenti nel cibo, contribuendo così a mantenere l’intestino pulito.

Un simbolo di eleganza a rischio estinzione  

Nella cultura popolare, gli svassi sono spesso associati alla grazia e all’eleganza, simboleggiano la libertà e l’indipendenza. Alcune culture native americane li considerano come simboli di saggezza e intelligenza.

Tuttavia, nonostante la loro bellezza e la loro importanza ecologica, molte specie di svassi sono minacciate dalla perdita di habitat, dall’inquinamento marino e dal cambiamento climatico.

Nello specifico, la limpidezza dell’acqua è cruciale per la caccia degli svassi adulti. Acque torbide infatti non consentono loro di individuare le prede. 

A svelarlo, lo studio “Climate change-associated declines in water clarity impair feeding by common loons”, pubblicato su Ecology, frutto di 25 anni di osservazioni, che ha combinato tecnologie satellitari e approcci tradizionali.

Gli svassi del Wisconsin e le piogge d’acqua sporca 

I primi indizi emergono dai territori del Wisconsin, nel Midwest degli Stati Uniti, dove si è registrato un declino preoccupante nel successo riproduttivo di queste splende creature. L’analisi accurata dei dati, ha evidenziato che il peso dei pulcini (inferiore alla norma) e un tasso di mortalità più elevato sono direttamente correlati alla diminuzione della limpidezza dell’acqua. Questo fenomeno non è limitato a un’unica regione; sembra estendersi dalle terre del Wisconsin fino alle remote coste dell’Alaska e oltre, fino all’Islanda.

Ma cosa sta causando questa crisi ambientale? Le ricerche suggeriscono che le precipitazioni dello scorso luglio 2023 abbiano avuto un ruolo chiave.

In pratica, le forti piogge trasportano materia organica e nutrienti nelle acque, rendendole, così, torbide. Fattori che creano condizioni avverse per gli svassi.

Come possiamo proteggere questi gioielli dell’ecosistema marino? 

La risposta giace nella comprensione e nella preservazione degli habitat naturali, nella riduzione delle emissioni e nell’adozione di politiche di conservazione ambientale.

Al momento, queste specie non sono incluse nella Lista Rossa Nazionale ma sono considerate una specie non cacciabile secondo la legislazione venatoria (Legge 157/92).

Tuttavia, alla luce dei pericoli attuali, è nostro dovere proteggere il loro mondo incantato e garantire che le generazioni future possano ammirare la loro bellezza senza tempo.

Fonte

Ecology

Numero verde ONA

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