TRA LE MACERIE DELLA GUERRA, IN SIRIA ANCHE GLI ANIMALI ABBANDONATI VIVONO UNA TRAGEDIA SILENZIOSA. RANDAGI E ANIMALI DOMESTICI LASCIATI INDIETRO SONO VITTIME INVISIBILI DEL CONFLITTO. OIPA INTERNATIONAL RACCONTA UNA REALTÀ DOLOROSA, MA ILLUMINATA DA GESTI DI SOLIDARIETÀ SENZA CONFINI
L’impietoso riflesso della guerra sugli animali
La Siria, un tempo culla di civiltà e cultura, è oggi un mosaico di rovine e ferite aperte. La guerra civile, scoppiata nel 2011, ha decimato non solo le città ma anche il tessuto sociale ed economico del Paese. In questo scenario di devastazione, migliaia di animali domestici abbandonati si rifugiano tra i resti delle case distrutte o nelle strade delle città fantasma.
Mentre gli aiuti umanitari faticano a raggiungere le popolazioni, l’assistenza per gli animali è ancora più complessa. Le organizzazioni come OIPA devono affrontare ostacoli logistici, sicurezza precaria e l’ostilità di un’economia al collasso. Gli aiuti, che vanno da cibo a medicinali veterinari, spesso non riescono a varcare i confini siriani a causa dell’embargo e dell’instabilità politica.
Secondo quanto riportato dall’Organizzazione Internazionale Protezione Animali, la guerra ha colpito duramente anche le riserve naturali e i parchi faunistici, distruggendo habitat e lasciando intere specie sull’orlo dell’estinzione locale. In aree come Aleppo e Damasco, i giardini zoologici sono stati colpiti dai bombardamenti che hanno danneggiato recinti e infrastrutture.
Di conseguenza, molti animali selvatici sono fuggiti e ora vagano senza meta nelle città devastate. Questa situazione, oltre a rappresentare un potenziale pericolo per la popolazione civile, si traduce in una tragedia per la fauna, esposta a fame, malattie e ulteriori violenze.
Oltre il confine: rete di solidarietà unisce Iraq e Siria
Nonostante le immense difficoltà, la speranza ha trovato un varco attraverso la costruzione di una rete di solidarietà che oltrepassa i confini nazionali. OIPA International ha saputo attivare i propri canali, collaborando con le leghe-membro nei Paesi limitrofi, come l’Iraq, per far giungere aiuti oltre le frontiere del conflitto.
Tra gli interventi più rilevanti si distingue l’invio di sacchi di cibo destinati agli animali randagi della regione autonoma del Rojava, nel nord-est della Siria. L’Organizzazione, operativa in Iraq, ha coordinato il trasporto fino al confine, dove un trasportatore locale ha portato a termine la consegna. La volontaria siriana che ha ricevuto i rifornimenti ha generosamente condiviso parte del cibo con un’attivista di Latakia (città portuale situata sulla costa nord-occidentale della Siria).
L’intera operazione ha rappresentato un gesto di straordinario coraggio, un viaggio che si è snodato per centinaia di chilometri tra posti di blocco, rovine e territori frammentati, sotto il controllo di fazioni rivali. La distribuzione del cibo ha garantito la sopravvivenza di numerosi animali, evitando che, in assenza di sostentamento, soccombessero alla fame.
La crisi silenziosa delle zone urbane

Le città siriane rappresentano uno dei fronti più complessi per le organizzazioni animaliste. A Damasco, Aleppo e Homs, i gruppi di randagi si aggirano tra le rovine e competono per poche risorse disponibili. I volontari locali, spesso operativi in condizioni di estremo pericolo, cercano di distribuire il poco cibo disponibile a rifugi e colonie di animali.
Uno degli episodi più toccanti raccontati da OIPA riguarda un rifugio per gatti situato a Damasco, dove i volontari hanno assistito a scene di animali che si nutrivano con tale voracità da ferirsi a vicenda per un pugno di croccantini. Le immagini ricevute dall’organizzazione testimoniano una fame estrema, una lotta quotidiana per la sopravvivenza che non lascia spazio all’indifferenza.
OIPA e la strategia per il futuro degli animali
Guardando al futuro, OIPA International ha delineato una strategia che punta non solo alla distribuzione di cibo e beni di prima necessità ma anche alla creazione di programmi di educazione e sensibilizzazione nelle comunità locali.
L’obiettivo è duplice: da un lato, garantire una presenza costante nei territori più colpiti, dall’altro, formare i cittadini affinché si facciano carico della tutela degli animali. Questo approccio mira a rafforzare il legame tra comunità e fauna urbana, riducendo il fenomeno degli abbandoni e promuovendo la sterilizzazione come pratica fondamentale per il controllo della popolazione randagia.
Oipa sta inoltre lavorando per stabilire partenrship con ONG internazionali (Organizzazioni Non Governative) e governi locali al fine di implementare rifugi più sicuri e dotati di risorse adeguate. Tra i progetti in fase di sviluppo c’è l’idea di creare cliniche mobili veterinarie che possano operare nelle aree rurali e urbane, così da curare gli animali feriti o malati direttamente sul campo.





