mercoledì, Ottobre 5, 2022

28 aprile “Giornata mondiale per le Vittime dell’Amianto”

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SI CELEBRA OGGI LA “GIORNATA MONDIALE PER LE VITTIME DELL’AMIANTO” PER RICORDARE LE MORTI CAUSATE DALL’UTILIZZO DI QUESTO MATERIALE

A trent’anni dalla legge che lo ha abolito, in Italia si continua a morire di amianto.  L’amianto è un materiale tossico e cancerogeno.  

I suoi effetti dannosi sono noti fin dall’antichità. Il suo impiego risale agli inizi del secolo scorso. Ma dal Dopoguerra è stato usato su larga scala, nella produzione di manufatti e in tutte le attività edili.

In Europa l’amianto è stato vietato in modo tardivo; in Italia solo nel 1992 con la Legge 257. La normativa ha messo al bando l’estrazione, l’importazione, la produzione e commercializzazione di amianto e di prodotti che lo contengono.

In molti Paesi del mondo, purtroppo, tutt’oggi la sua produzione e il suo utilizzo prosegue ancora.

Con la “Giornata mondiale per le vittime dell’amianto”, dunque si vuole commemorare chi è caduto per il lavoro, soprattutto. Ma anche chi è rimasto contaminato involontariamente dalla fibra killer. Ancora oggi. Infatti, le bonifiche nelle fabbriche, nei luoghi pubblici, nelle scuole e negli ospedali, sono in colpevole ritardo.

Le stime dell’Osservatorio Nazionale Amianto

Secondo le stime dell’Osservatorio Nazionale Amianto, sono stati 7mila i morti nel 2021 a causa delle patologie asbesto correlate.  Di questi, in particolare, circa 2mila per mesotelioma, circa 4mila per tumore del polmone.

Secondo l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL), ogni anno muoiono ancora a causa della fibra killer oltre 100mila persone; una ogni 5 minuti; in Italia poco più di dieci al giorno.

Nel nostro Paese, secondo i dati aggiornati del Rapporto del Registro nazionale dei mesoteliomi (Renam), degli oltre 31mila i casi di mesotelioma pleurico registrati dal 1993 al 2018, l’80% è dovuto proprio all’esposizione alle fibre d’amianto.

Il “Libro bianco delle morti di amianto in Italia”

Grazie allAPP amianto e come risulta da Il libro bianco delle morti di amianto in Italia”, scritto da Ezio Bonanni, sono più di 50mila i siti industriali contaminati nel nostro Paese.

A questi si aggiungono i quaranta siti di interesse nazionale.  Tra questi sono presenti la Fibronit di Broni e l’Eternit di Casale Monferrato, tristemente note per il maggior numero di vittime dell’amianto.

Sul sito della Fibronit di Bari, che conta 700 morti, invece completamente bonificato, sta per sorgere il “Parco della Rinascita”.

Una stima, per difetto – continua il comunicato dell’ONA – afferma che sono 2.390 le scuole e un migliaio gli edifici della cultura contaminati dall’asbesto. Pertanto, sono a rischio esposizione più di 352mila studenti e alunni e 50mila unità del personale docente e non docente. 250 ospedali.

Sempre l’ONA valuta approssimativamente che nella nostra rete idrica l’amianto è presente in ben 300mila km di tubature. Molti acquedotti, infatti, sono stati realizzati molto tempo prima dell’entrata in vigore della Legge 257/92.

Secondo quanto pubblicato nell’ultima monografia IARC – Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro – l’amianto è un rischio per la salute anche attraverso l’ingestione di acqua potabile (v. IARC, pag. 224, capo 1.4.3: water).  

Poi, tenuto conto anche dell’evaporazione, dell’acqua, esiste anche un’alta percentuale di aerodispersione di fibre. E questo determina anche l’inalazione delle stesse.

Utilizzare i fondi del PNRR per le bonifiche

L’ONA ribadisce che si dia corso alla “Risoluzione del Parlamento europeo del 20 ottobre 2021 recante raccomandazioni alla Commissione sulla protezione dei lavoratori dall’amianto”.

Insiste, inoltre, l’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’ONA, «che sia disposta con urgenza la bonifica dei siti, utilizzando i fondi del PNRR – Piano Nazionale Ripresa e Resilienza – e non solo per i cosiddetti siti orfani. E che, pertanto, si dia il via a un programma di incentivazione fiscale, con credito di imposta, sia per i privati sia per gli imprenditori».

L’impegno dell’ONA e dell’Avv. Ezio Bonanni prosegue con l’assistenza tecnica, medica e legale, che l’associazione svolge nelle sedi territoriali, chiamando il numero verde

800 034 294 

o rivolgendosi allo sportello amianto.

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