sabato, Giugno 12, 2021

Giornata mondiale degli Oceani: vita e mezzi si sussistenza

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Le Nazioni Unite hanno designato l’8 giugno come Giornata mondiale degli Oceani

Quest’anno, in modalità completamente virtuale per via del COVID-19, l’evento avrà come titolo “Oceano: vita e mezzi di sussistenza”.

Un tema rilevante in vista del Decennio delle Nazioni Unite sulla scienza oceanica

L’evento rappresenta una dichiarazione di intenti, volta a raggiungere, entro il 2030, l’obiettivo di sviluppo sostenibile 14: “Conservare e utilizzare in modo sostenibile gli oceani, i mari e le risorse marine”.

Il Decennio rafforzerà la cooperazione internazionale per sviluppare la ricerca scientifica e le tecnologie innovative in grado di collegare la scienza oceanica con i bisogni della società.

Storia della Giornata Mondiale degli Oceani

La proposta di celebrare una Giornata mondiale degli oceani è nata nel 1992 all’Earth Summit di Rio de Janeiro

Alle origini, l’idea aveva come scopo non solo quello di festeggiare l’oceano, un bene condiviso dagli uomini, ma anche di rafforzare la connessione personale degli umani con il mare. 

Ciò avrebbe dovuto aumentare la consapevolezza del ruolo cruciale che l’oceano svolge nelle nostre vite e informare il pubblico sull’impatto delle azioni umane sull’oceano.

La speranza era quella di sviluppare un movimento mondiale di cittadinanza attiva per l’oceano, che avesse a cuore la gestione sostenibile degli oceani del mondo.

La Giornata mondiale degli Oceani ricorda a tutti il ​​ruolo principale che gli oceani hanno nella vita di tutti i giorni

Come annuncia il titolo, l’incontro di quest’anno farà luce sulle meraviglie dell’oceano, una fonte di vita che sostiene l’umanità e ogni altro organismo sulla Terra.

Si discuterà inoltre della sua continua influenza nel sostenere ecosistemi fiorenti e ricchi di biodiversità. 

I promotori dell’evento 

L’evento è stato organizzato dalla Divisione degli affari oceanici e del diritto del mare dell’Ufficio degli affari legali delle Nazioni Unite, in collaborazione con l’organizzazione no-profit Oceanic Global, e il partner di presentazione Blancpain.

Altro importante sostegno è arrivato da La Mer, (organizzazione per la conservazione degli oceani).

Interverranno oltre 40 personaggi: celebrità, partner istituzionali, voci della comunità, imprenditori ed esperti intersettoriali, tra cui: S.E. Antonio Guterres, Segretario generale delle Nazioni Unite; Jean-Michel Cousteau, esploratore oceanografico, ambientalista, educatore e produttore cinematografico francese; Nicole Yamase, PhD Candidato nel programma di laurea in biologia marina, dell’Università delle Hawaii a Manoa; Gael Garcia Berna, attore e cofondatore di “La Corriente del Golfo” e molti altri.

A fare da sottofondo musicale, una composizione originale di Nitin Sawhney, musicista, produttore discografico e compositore britannico di origini indiane.

L’evento si concluderà con la premiazione del concorso fotografico a tema.

Un oceano sano è parte fondamentale della soluzione alla crisi climatica

Ma torniamo sulla questione principale.

Le aree oceaniche riempiono diversi bacini sulla superficie terrestre, che scienziati e geografi dividono in diverse sezioni. 

L’oceano è sia la fonte sia il sostegno di tutta la vita sulla terra. Copre oltre il 70% del nostro pianeta, produce oltre il 50% del suo ossigeno, assorbe circa il 30% dell’anidride carbonica prodotta dall’uomo, attenuando gli impatti del riscaldamento globale.

Ospita inoltre la maggior parte della biodiversità terrestre, fornisce una varietà di composti medicinali salvavita, farmaci antinfiammatori e antitumorali ed è la principale fonte di proteine ​​per oltre un miliardo di persone in tutto il mondo. 

Per non parlare del fatto che l’oceano è fondamentale per la nostra economia, con circa 40 milioni di persone impiegate nelle industrie oceaniche entro il 2030.

Non importa da dove veniamo o dove viviamo, siamo tutti legati al nostro oceano

Come specie, siamo intrinsecamente oceanici e il nostro oceano ci connette tutti.

Purtroppo, l’uomo non ha mai sentito questa connessione e di fatto si è reso responsabile di una grave offensiva nei suoi confronti.

Come conseguenza, l’oceano si è ammalato e oggi più che mai ha bisogno del nostro aiuto.

“Lo stato dei nostri oceani è terribile. Attualmente stiamo scaricando fino all’equivalente di due camion di rifiuti di plastica negli oceani ogni minuto, spingendo gli ecosistemi oceanici oltre i loro limiti. Dobbiamo tutti agire immediatamente per garantire la salute dei nostri oceani e delle nostre spiagge, per oggi e per il futuro”, dichiara Lea d’Auriol, Fondatrice di Oceanic Global.

E in effetti, con il 90% delle grandi popolazioni ittiche esaurite e il 50% delle barriere coralline distrutte, stiamo infatti prendendo dall’oceano più di quanto possa essere ricostituito. 

Comportamenti da adottare 

Le decisioni sul futuro del nostro pianeta blu determineranno la salute della Terra e la sicurezza delle generazioni future per i prossimi decenni.

A sottolinearlo è l’organismo ONU per la biodiversità, Ipbes, la piattaforma intergovernativa scientifico-politica sulla biodiversità e gli ecosistemi.

Stando al suo monito, in tempi relativamente brevi un milione di animali e vegetali scompariranno dalla Terra e dagli oceani. 

Ma allora, quali comportamenti possiamo adottare al fine di proteggere la salute del nostro oceano e, a sua volta, la nostra? 

  1. Aumentare la consapevolezza degli effetti devastanti del consumo umano sui nostri ecosistemi acquatici, fornendo, di contro, delle alternative sostenibili;
  2. Coinvolgere e ispirare sempre più persone ad agire;
  3. Diffondere messaggi educativi nelle aree di interesse esistenti.
  4. Lavorare a stretto contatto con aziende, istituzioni, organizzazioni e funzionari pubblici per implementare soluzioni specifiche del settore, che creino un impatto localizzato su scala globale.
  5. Credere fermamente che le nostre scelte contino e che con ogni scelta che facciamo ha il potere di creare il cambiamento.

Conclusioni: sosteniamo la giornata mondiale degli oceani

Per proteggere e preservare l’oceano e tutto ciò che sostiene, dobbiamo creare un nuovo equilibrio, radicato nella vera comprensione dell’oceano e del modo in cui l’umanità si relaziona con esso. Dobbiamo costruire una connessione inclusiva, innovativa, che tenga conto degli errori passati e che si riveli utile per l’oceano e per la vita al suo interno.

La fede è sapere che c’è un oceano perché hai visto un ruscello” William Arthur Ward

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