Gino Donvito, il pittore dei due mondi

Gino Donvito nell'uliveto della sua tenuta

Gino Donvito: una mattina d’estate in Puglia, nella sua casa-studio a Gioia del Colle, in armonia con la natura e l’ambiente

 

Gino Donvito in momento di studio a contatto con la natura

Sono sotto un olmo, nel giardino della casa-studio di Gino Donvito, pittore, in armonia totale con la natura e l’ambiente, in Puglia. Lui vive tra Miami, Florida, U.S.A. e Gioia del Colle, in provincia di Bari.

Nella tenuta Tufara Donvito, nelle campagne a est di Gioia del Colle, verso Matera (Capitale della cultura 2019), alla fresca ombra dell’olmo, il maestro accetta di dialogare con me in una caldissima giornata d’estate, a metà giugno, periodo durante il quale preferisce vivere qui, nel suo paese natio.

I temi della pittura di Gino Donvito hanno attirato la mia attenzione; le sue opere ancor più. Sono ritratti di uomini e donne del Medioevo che ricompongono, tra l’immaginazione e la realtà storica, la natura, l’ambiente e l’architettura in cui viveva Federico II, l’ultimo Imperatore di Puglia e la sua corte.

Le sue opere sono “leggere”; leggere e precise come il suo studio nella natura, in cui, tra le vetrate che guardano all’ambiente circostante esterno, si alternano libri, colori, matite, sculture, pezzi di antiquariato, lampade arabe di vetro rosso e legni scolpiti, tra cui spunta un antico tecnigrafo in legno con meccanismi d’argento, luogo su cui lavora quotidianamente quando è a Gioia del Colle.

Una delle prime domande che mi sono chiesto mentalmente è stata: Che cosa ha spinto Gino Donvito a diventare, pittore e artista totalmente autodidatta e a raggiungere da solo, attraverso linee di ricerca personali, risultati che si sono trasformati in opere pittoriche?

La risposta spunta dal suo dire, nel nostro dialogo, come un raggio luminoso nell’azzurro, limpido, cielo d’estate: «…da giovane ho visto un filmato che ritraeva Pablo Picasso mentre dipingeva su un grande muro… decisi, in quel momento, che volevo diventare pittore come lui e partii per Parigi, negli anni settanta, città in cui ho vissuto alcuni anni…».

Questo dettaglio del suo racconto mi è servito per iniziare a vedere nei particolari e comprendere le sue opere che, nel tempo, si sono delineate nelle forme, nei colori, nei contenuti, nelle idee.

La sua voce interrompe le mie riflessioni: «…alcuni anni fa, rientrando in Italia, ho scelto di vivere nell’Abbazia dei Monaci Benedettini a Noci, in Puglia… quel periodo mi ha dato la possibilità di riflettere e concentrarmi sull’arte e soprattutto mi ha permesso di perfezionare il mio pensiero pittorico, disegnando e dipingendo scene immaginarie intuite dai testi teologici che l’Abbazia racchiudeva, insieme alla ciclica metodicità dei monaci, tra canti gregoriani, esercizi spirituali e lavoro manuale nei campi… un’esperienza che mi ha orientato alle ricerca di me stesso all’interno della pittura…».

Riflessioni che mi hanno permesso la costruzione di un mosaico ricco, come ricca d’arte è la sua vita di pittore e come sono ricche di dettagli le sue opere, tra forme, colori, volti, decorazioni, tessuti, copricapo; tutti disegnati e dipinti con dettaglio ora arabo, ora medievale, che racchiudono un’anima saracena, ricca di punti d’oro e d’argento.

La sua voce interrompe di nuovo le mie riflessioni: «…l’idea di studiare e capire Federico II l’ho avuta quando ho realizzato una mostra delle mie opere nel cortile del Castello Svevo, qui, a Gioia del Colle… vivendo quotidianamente quel luogo, seduto su una antica poltrona in legno… e disegnando…».

Queste suggestioni, questi appunti orali, mi hanno fatto immaginare il percorso intellettuale fatto da lui tra i libri, le immagini, l’architettura e la storia medievale di cui questo territorio è impregnato. Dove, chiunque sceglie di immergersi nella vita dell’Imperatore Federico II, inevitabilmente si trova davanti a una infinita quantità di idee, appunti, immagini del suo pensiero, sulla sua attenzione alla Natura, all’Astronomia, alla Matematica e sulla correttezza dei rapporti umani tra rispetto e condivisione: il rispetto tra uomini e donne del suo tempo, il rispetto tra le religioni e le culture diverse su cui fondò il suo Regno.

Continua: «…durante le ricerche storiche ho intercettato una curiosità medievale… i cappelli; gli uomini e le donne indossavano cappelli molto elaborati che raccontavano, a vista, la loro personalità attraverso segni, forme, colori, ori, pietre preziose… questo dettaglio della mia ricerca ha influenzato positivamente molte mie opere pittoriche…».

Guardo con attenzione le sue opere, sono tutte dipinte su legno di betulla, in cui oltre a costatare la ricerca del dettaglio pittorico e formale dei cappelli medievali, ricchi d’ogni simbolo, noto anche la venatura delle fibre del legno di betulla che traspare sotto le leggere velature di colore. Una superficie su cui, mi confesserà più tardi, gli piace dipingere.

Come nelle usanze arabo/saracene del deserto nord africano, a mezzogiorno mi offre e beviamo insieme, un tè caldo per rinfrescarci e per parlare di futuro: «…voglio continuare a studiare e a far ricerche storico-pittoriche sul Medioevo e sulla Corte di Federico II. Ho la sensazione che c’è ancora molto da comprendere e imparare. E ho scoperto che, facendo le mostre delle mie opere a Miami, in Florida, luogo dove vivo alcuni mesi dell’anno, gli abitanti multietnici di quella città, aperta all’arte e alla cultura del mondo, apprezzano molto la mia pittura ricca di ricerca, cultura, storia, colori e ambienti di Puglia. Un territorio, un modo di vivere che è una parte importantissima della mia personalità di uomo e di artista… La Puglia, per me, è una terra-scrigno, ancora tutta da esplorare, capire, comprendere, vedere, disegnare e dipingere, per raccontare al mondo la sua armonia nella vita quotidiana tra arte, natura, architettura, cultura, gastronomia, mare e soprattutto sole… tanto sole…».

Bibliografia Essenziale: 
Raffaele Nigro, I Ritratti di Gino Donvito, NATUZZI Italia, 2016.

Luoghi in cui poter vedere le Opere in Mostra Permanente:
 Flag Ship Store NATUZZI Italia, in Europa, Americhe, Asia, Africa, Australia.

Luoghi in cui poter vedere le Opere in Mostra Temporanea:
 Art Basel Miami, Winwood Arts Districts, Ninoska Huerta Gallery, Contemporary Works, Miami, Florida, U.S.A.

PHOTOGALLERY

 

 

 

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