lunedì, Dicembre 5, 2022

Gela: arresti per sversamento illecito e combustione rifiuti

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INDAGATE QUATTORDICI PERSONE PER LO SVERSAMENTO ILLECITO E LA COMBUSTIONE DI RIFIUTI. DANNI AMBIENTALI ARRECATI AL TERRITORIO. EMERSA NELLA DISCARICA ABUSIVA LA PRESENZA DI METALLI PESANTI E AMIANTO

Il GIP ha ordinato misure cautelari nei confronti di otto persone per i reati, contestati a vario titolo, di combustione e sversamento illecito di rifiuti, ricettazione e violazione di sigilli.

Il gip ha emesso il provvedimento su ordinanza della Procura.
Sono indagate 14 persone per esercizio dell’attività illecita di impresa nel settore dello smaltimento dei rifiuti. Quattro con obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria tre volte a settimana e quello di non lasciare l’abitazione nelle ore notturne. Sei persone sono indagate a piede libero

Gli inquirenti hanno messo sotto sequestro preventivo sette mezzi pesanti utilizzati, senza alcuna autorizzazione, per il trasporto e lo sversamento dei rifiuti.


In particolare, i complici davano alle fiamme gli scarti provenienti da attività agro-industriali. L’inchiesta ha accertato che gli indagati riuscivano a trarre ingenti profitti dalla vendita del materiale ferroso ricavato dai rifiuti bruciati.

Per questo motivo il GIP ha contestato il reato di ricettazione nei confronti di un imprenditore operante nel territorio di Niscemi. Tutto avveniva su un fondo privato dove era stata allestita una discarica abusiva.

Dagli accertamenti effettuati sul materiale rinvenuto, l’ARPA ha rilevato all’interno della discarica la presenza di metalli pesanti e di amianto.

Gela - combustione rifiuti in discarica abusiva
Gela, gli agenti di polizia hanno filmato la discarica abusiva di rifiuti pericolosi in fiamme

Un’indagine iniziata nel 2021

I fatti risalgono al 2021 quando, il 26 agosto, i poliziotti del Commissariato di Gela (Caltanisetta), arrestarono cinque persone per il reato di combustione illecita di rifiuti. Il danno era non solo ambientale ma anche aggravato perché commesso nell’ambito di attività d’impresa e in territorio interessato da dichiarazioni di stato di emergenza nel settore.

Gli inquisiti avevano utilizzato un’ampia area nella campagna di Gela come discarica abusiva. L’indagine partita immediatamente dopo i primi arresti ha consentito agli investigatori di accertare che erano stati sversati ingenti quantità di rifiuti e, successivamente, dati alle fiamme.

Quindi, gli agenti della sezione investigativa del Commissariato di Gela, hanno sequestrato anche due grossi camion attraverso i quali la ditta movimentava illecitamente i rifiuti. Questi venivano incendiati nell’area adibita a discarica abusiva.

A conclusione delle indagini coordinate dalla Procura, il Gip del Tribunale di Gela ha applicato, nei giorni scorsi, la misura cautelare della sospensione di autorizzazioni, licenze, concessioni per il trasporto e la trattazione a qualunque titolo dei rifiuti nei confronti della società coinvolta.

Combustione rifiuti: danni per l’ambiente e per la salute

Lo sversamento illecito di materiali pericolosi può provocare gravi danni all’ambiente circostante e, di conseguenza, alla salute. Infatti, con le piogge, una quantità di sostanze tossiche defluisce nel terreno inquinando, così la falda acquifera.

Non solo. La combustione delle guaine dei metalli e dell’amianto rilascia nell’aria particelle nocive e fibre – per quanto concerne l’asbesto – che provocano seri danni alla salute umana.

L’inquinamento ambientale dovuto allo smaltimento dei rifiuti in modo illecito è, da tempo, un grave tarlo che inquina lo Stato. Connesso a una serie di operazioni illegali, intricate e pericolose, ne traggono, però, vantaggio imprenditori corrotti, mafia, n’ndrangheta e camorra.

Campania, Calabria e Sicilia sono, secondo il report di Legambiente, le regioni in cui questo tipo di reati è maggiore. Ma la rete coinvolge l’intero territorio italiano. Una “guerra” che da tempo molti hanno provato a contrastare ma è radicata e alimentata. Un male le cui radici andrebbero estirpate completamente.

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