Fridays For Future Milano: l’emergenza climatica è una priorità

I giovani ambientalisti lavorano assieme a Greta Thunberg per chiedere al governo di intraprendere una seria azione nella lotta al climate change

 

Venerdì 17 maggio, i Fridays For Future Milano hanno chiesto l’emergenza climatica e ambientale nel capoluogo lombardo. In Piazza della Scala davanti a Palazzo Marino, in seguito allo sciopero del venerdì, hanno consegnato il documento nelle mani di un funzionario del Comune.

Nel documento dei Fridays For Future Milano la richiesta a Comune e Regione Lombardia di dichiarare lo stato di emergenza climatica e ambientale, di fissare l’obiettivo di zero emissioni di gas serra entro il 2030, di assicurare come priorità assoluta dei prossimi dieci anni la transizione a un’economia sostenibile e prevedere la lotta ai cambiamenti climatici.

Così come è già avvenuto in alcune città inglesi, spagnole e in altre città del mondo, gli attivisti milanesi hanno chiesto all’Amministrazione del capoluogo di provvedere in tempi rapidi a quanto richiesto e dare il buon esempio al resto del Paese.

Dopo la manifestazione davanti a Palazzo Marino, i Fridays For Future Milano hanno attraversato la città in bicicletta. I dimostranti hanno reclamato uno spazio urbano senza auto e accessibile a tutti.

Hanno, quindi, attaccato striscioni davanti ad alcune grandi società per rivendicare azioni concrete anche agli imprenditori.

I ragazzi di Fridays For Future Milano, poi, in collaborazione con la Fondazione L’Albero Della Vita, hanno raggiunto il Politecnico per dare vita all’iniziativa Di-Battiamoci, il Dibattito per il tuo Futuro, una discussione sui temi dei cambiamenti climatici.

Molto atteso l’intervento del climatologo belga di fama internazionale Frank Raes. Lo scienziato è stato a capo dell’Unità Rischi dei Cambiamenti Climatici al Centro Comune di Ricerca della Commissione Europea e fondatore del Museum of Anthropocene Tecnhnology (MAT).

Raes ha sottolineato come i cambiamenti climatici sono stati causati dall’intervento dell’uomo. Ha ricordato, inoltre, quanto sia importante l’Accordo di Parigi e quanto sia necessario implementarlo al più presto.

Purtroppo l’Unione Europea sta affrontando la problematica dei cambiamenti climatici a rilento, disapprova il climatologo, secondo cui le emissioni sono rimaste inalterate dal 2013. Anche l’implementazione delle energie rinnovabili è in una fase di stallo.

Le cause, ha spiegato Raes, stanno nella pressione degli investitori nei combustibili fossili, nell’alto grado di corruzione nel mondo della politica e della finanza.

Secondo lo scienziato, però, c’è anche di che essere ottimisti, grazie alle conoscenze scientifiche e alle tecnologie, che sono da implementare e alle campagne contro le energie fossili.

Stiamo attraversando un periodo di transizione, spiega Frank Raes, che ci porta oltre la modernità, addirittura verso un nuovo Rinascimento.

Lo scienziato, quindi, rivolto agli studenti, si è soffermato sull’importanza dello studio, oltre alla protesta, sul ruolo indispensabile di una scuola libera e di insegnanti preparati nel corso di questa transizione.

I cambiamenti climatici non sono un problema, ha detto ma una opportunità, una sfida di evoluzione per la specie umana.

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