lunedì, Luglio 22, 2024

Finalmente abbiamo ottenuto giustizia

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“FINALMENTE ABBIAMO OTTENUTO GIUSTIZIA”. IL TRIBUNALE DI TRIESTE HA CONDANNATO FINCANTIERI S.P.A. A RISARCIRE LA CIFRA DI 869MILA EURO AI FAMILIARI DI ALFIO DERIN. L’ELETTRICISTA È STATO ESPOSTO ALL’AMIANTO NEI CANTIERI NAVALI DOVE HA LAVORATO

«Finalmente abbiamo ottenuto giustizia». È il commento dell’avv. Ezio Bonanni, all’esito della sentenza del tribunale di Trieste che ha condannato Fincantieri S.p.A. per la morte dell’elettricista Alfio Derin, esposto all’amianto.

Lo staff legale costituito dall’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e dall’avv. Corrado Calacione, ha dimostrato il pieno nesso di causalità tra l’esposizione all’amianto e la morte dell’operaio.

La corte ha condannato la società Fincantieri S.p.A. a risarcire la cifra di 869mila euro ai familiari di Alfio Derin. L’elettricista è stato esposto alla fibra killer nei cantieri riuniti dell’Adriatico, poi assorbiti da Italcantieri, quindi da Fincantieri.

L’agonia di Alfio Derin è iniziata con la diagnosi di mesotelioma pleurico nel marzo 2017. I medici dell’Ospedale di Cattinara (Trieste) informarono l’ex operaio dei cantieri navali che la sua malattia aveva origine dalla “pregressa esposizione ad asbesto”.

Finalmente, dopo anni di battaglie giudiziarie, è giunta la sentenza del tribunale che condanna Fincantieri a risarcire i familiari dell’elettricista per un importo complessivo di 869mila euro.  Di questi, 224mila circa per i danni subiti dal lavoratore, da liquidare pro quota agli eredi, 243mila circa per la vedova, Fides Fontanot, 197mila e 204mila circa per le due figlie orfane, Lucilla Derin e Patrizia Derin.

L’amianto continua ad uccidere coloro che hanno lavorato nei cantieri navali

L’amianto continua ad uccidere coloro che hanno lavorato nei cantieri navali, da Monfalcone a Castellammare di Stabia, a Palermo come a Trieste.

«Secondo i dati dell’ONA, all’estate del 2023, i casi di mesotelioma, dall’inizio del censimento, sono superiori a 2mila – spiega Bonanni -. Tant’è che il ReNaM al VII Rapporto, fermo al 2018, per i cantieri navali sono riportati 1318 casi di mesotelioma (6%), a cui si aggiungono, sempre nei cantieri, per la riparazione e demolizione, altri 304 casi, pari all’1,4%. I casi di mesotelioma costituiscono l’evento sentinella rispetto a tutte le altre malattie asbesto correlate».

Tra le patologie asbesto-correlate, il tumore del polmone, per il quale sono stati censiti ulteriori circa 4mila decessi, a cui vanno aggiunti tutti gli altri casi (asbestosi, tumore della laringe, faringe e del tratto gastro intestinale). Pertanto, complessivamente, purtroppo, il numero di decessi nella cantieristica navale, per gli ultimi venticinque anni, è di almeno 7mila unità. 

«Una vera e propria epidemia, contro cui dobbiamo lottare, prima di tutto con la diagnosi precoce, la terapia e cura, e poi assicurando il giusto risarcimento dei danni alle vittime», conclude Bonanni.

Numero verde ONA

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